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greco · Demostene
Demostene · Quarta Filippica
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Demostene nella Quarta Filippica esorta gli Ateniesi a agire contro Filippo II di Macedonia. Nel brano il retore denuncia come l'apatia e la negligenza quotidiana offuscano la coscienza collettiva: mentre gli Ateniesi trascurano le questioni importanti, Filippo conquista una città dopo l'altra in Tracia ed Eubea, minacciando la stessa Attica.
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Per quale ragione dunque dico queste cose e le esamino nel dettaglio? Non per incurare l'odio degli dèi, per Zeus, e di tutti gli dèi. Affinché ognuno di voi, ateniesi, sappia e conosca che l'agio quotidiano e la negligenza, come per i privati cittadini nella vita, così per le città non producono la consapevolezza di ciascuna delle cose trascurate immediatamente, ma su ciò che è decisivo in ogni questione. Vedete Serre e Dorisco: queste cose infatti furono dapprima trascurate dopo la pace, e probabilmente molti di voi non sanno nemmeno dove siano. Trascurate e ignorate queste cose, perdette la Tracia e Chersoblepta, che era vostro alleato. Di nuovo, trascurate anche queste, e non ricevendo alcun aiuto da voi, occupò Porzmo e costruì una tirannia di fronte all'Attica in Eubea. Trascurata questa, Megara fu catturata per poco. Non vi importò nulla, non prestaste attenzione a nulla di queste cose, né dimostraste che non gli permettevate di agire così: comprò Antroni e poco dopo prese il controllo dei fatti a Oreo. Tralascio molte cose. Fere, la strada verso Ambracia, le stragi in Elide, ma non per questi motivi - infatti non è mio scopo enumerare gli oppressi e gli ingiustiziati da Filippo - li ho riferiti per mostrarvi questo: che non cesserà di ingiustiziare tutti gli uomini, Filippo, che giace sotto il suo dominio, se non glielo impedisce qualcuno.
Του χαριν δη ταυτα λεγω και διεξερχομαι; - ου γαρ απεχθανεσθαι μα τον Δια και παντας τους θεους προσιρουμαι - ιν υμων εκαστος, ω ανδρες Αθηναιοι, τουτο γνω και ειδη οτι η καθ' ημεραν ραστωνη και ραθυμια ωσπερ τοις ιδιοις βιος, ουτω και τοις πολυσιν ουκ εφ' εκαστου των αμελουμενων ποιει την αισθησιν ευθεως, αλλ' επι τω κεφαλαιω των πραγματων απαντα. Ορατε Σερριον και Δυρισκον: ταυτα γαρ πρωτον ωλιγωρηθη μετα την ειρηνην, α πολλοις υμων ουδε γνωρει ιστιν ισως. Ταυτα μεντοι εαθεντα και παροφθεντ' απωλεσε Θρακην και Κερσοβλεπτην, συμμακον ονθ' υμων. Παλιν ταυτ' αμελουμεν' ιδων και ουδεμιας βοηθειας τυγχανοντα παρ' υμων κατεσκασπτε Πορθμον και τυραννιδ' απαντικρυ την Αττικης επετειχισεν υμιν εν τη Ευβοια. Ταυτης ολιγωρουμενης Μεγαρ: εαλω παρα μικρον. Ουδεν εφροντισατ' ουδ επεστραφητ' ουδεν τουτων, ουδ' ενεδειξασθε τουθ' οτι ουκ επιτρεμετε τουτο ποιειν αυτω: Αντρωνας επριατο και μετ' ου πολυν κρονον τα εν Ωρεω πραγματ' ειληφει. Πολλα δε και παραλειπω. Φερας, την επ' Αμβρακιαν οδον, τας εν Ηλιδι σφαγας, αλλα ρυρια ου γαρ ιν' εξαριθμησωμαι τους βεβιασμενους και τους ηδικημενους υπο Φιλιππου, ταυτα διεξηλθον, αλλ' ινα τουθ' υμιν δειξω, οτι ου στησεται παντας ανθρωπους αδικων, τα δ' υφ' αυτω κοιουμενος Φιλιππος, ει μη τις αυτον λωλυσει.
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I 117 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Per quale ragione dunque dico queste cose e le esamino nel dettaglio? È l'inizio della versione di Demostene, Quarta Filippica.
Perché l'agio e la negligenza quotidiana non producono consapevolezza immediata di ogni cosa trascurata, ma solo dei fatti decisivi complessivi. Così Demostene nella Quarta Filippica spiega come l'abitudine al benessere nasconda il pericolo crescente di Filippo.
Altri passi di Demostene già tradotti e analizzati.