Caricamento…
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di Eschine
I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
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Si riconosce che vi sono tre forme di governo presso tutti gli uomini: la tirannide, l'oligarchia e la democrazia. Le tirannie e le oligarchie sono amministrate secondo i costumi di coloro che comandano, mentre le città democratiche si governano secondo le leggi stabilite. Sappiate bene, o Ateniesi, che le leggi salvaguardano sia i corpi che la costituzione delle città democratiche, mentre la sfiducia e la custodia armata salvaguardano quelle dei tiranni e delle oligarchie. Dunque gli oligarchici e coloro che governano secondo una costituzione ineguale devono guardarsi dai nemici della costituzione che agiscono con le armi, mentre noi, che abbiamo una costituzione uguale e legittima, dobbiamo guardarci da coloro che agiscono o parlano contro le leggi: da qui nasce la vostra forza, quando sarete ben governati e non sarete rovesciati da coloro che agiscono illegittimamente. Io ritengo che quando legiferattiamo, dobbiamo considerare come promulgare leggi buone e vantaggiose per la città, e una volta che avremo legiferato, dobbiamo obbedire alle leggi stabilite e punire coloro che non obbediscono, se vogliamo che gli affari della città stiano bene.
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Io, cittadini ateniesi, non avendo mai intentato un'accusa pubblica contro nessuno dei cittadini né avendo recato molestia ad alcuno in sede di rendiconto, ma mostrandomi io, come credo, moderato in ciascuna di queste occasioni, vedendo però la città gravemente danneggiata da questo Timarco che arringa il popolo contro le leggi, e io stesso perseguitato privatamente con calunnie, ho ritenuto che fosse una delle cose più vergognose non soccorrere tutta la città, le leggi, voi e me stesso; e sapendo che egli è colpevole delle cose che poco prima avete udito leggere dal segretario, gli ho intentato questa dokimasia. E, cittadini ateniesi, i discorsi pronunciati secondo l'uso nei processi pubblici non sono falsi. Le inimicizie private, infatti, correggono moltissime cose di interesse pubblico. Quanto a tutto il processo, dunque, risulterà che non sono colpevoli verso Timarco né la città, né le leggi, né voi, né io, ma lui stesso verso se stesso.
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