Infinitiva
Ανθ ων οργισθητε μεν ωσπερ οτ' εφευγετε, αναμνησθητε δε και των αλλων κακων δ πεπονθατε υπ' αυτων, οι τους μεν εκ της αγορας τους δ εκ των ιερων συναρποζοντες βιαιως απεκτειναν, τους δε απο τεκνων και γονεων και γυναικων αφελκοντες φονεας αυτων ηναγκασαν γενεσθαι και ουδε ταφης της νομιζομενης ειασαν τυχειν, ηγουμενοι την αυτων αρχην βεβαιοτεραν ειναι της παρα των θεων τιμωριας.
Per questo adiratevi come quando eravate in esilio, e ricordate anche gli altri mali che avete patito da parte loro: essi, trascinando via con violenza alcuni dall'agorà e altri dai templi, li uccisero; altri, strappandoli via da figli, genitori e mogli, li costrinsero a diventare loro assassini, e non permisero loro di ottenere nemmeno la sepoltura consueta, ritenendo che il loro potere fosse più saldo della punizione da parte degli dèi.
ηγουμενοι … αρχην … ειναι vale «ritenendo che il loro potere fosse più saldo della punizione divina». Dopo il participio causale ἡγούμενοι (verbo di opinione) segue l'infinitiva οἰκείαν ἀρχὴν βεβαιοτέραν εἶναι: l'infinito εἶναι rende il pensiero dei Trenta, tradotto con «che... fosse».

