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latino · Tacito
Tacito · Agricola
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Tacito descrive come Agricola sfrutta la sua superiorità tattica con la cavalleria per completare la vittoria. I Britanni, sorpresi da una manovra di aggiramento, si disperdono in fuga; i Romani li inseguono fino a notte, inflggendo un'impressionante sconfitta ai nemici mentre le proprie perdite rimangono esigue.
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E i Britanni, che fino a quel momento non avevano combattuto, stando sulla cima dei colli e disprezzando il nostro numero esiguo, avevano cominciato a scendere gradualmente e ad aggirare le spalle dei vincitori, se Agricola, temendo proprio questo, non avesse opposto quattro ali di cavalleria ritenute pronte per i colpi di sorpresa, e con quanto più impeto si erano lanciate avanti, tanto più violentemente le aveva respinte in fuga. Così il piano dei Britanni si rovesciò contro loro stessi, e le ali di cavalleria, trasportate per comando del duce, si lanciarono contro il fianco scoperto del nemico. Allora sì che nei luoghi aperti fu uno spettacolo grande e atroce: inseguire, ferire, catturare, e trucidare gli stessi uomini offrendo altri bersagli. Ormai le schiere nemiche, secondo il carattere di ciascuno, prestano le spalle con pochi armi, alcuni inermi si lanciano volontariamente incontro alla morte. Dappertutto armi, corpi, membra lacerati e terra insanguinata; e talvolta anche nei vinti ira e coraggio. Infatti, quando si avvicinarono alle foreste, coloro che inseguivano incautamente, raccolti insieme e conoscitori dei luoghi, li circondavano. Se non fosse che Agricola, vigilante ovunque, aveva dispiegato coorti robuste e mobili come una battuta di caccia, e dove i luoghi erano più stretti, aveva mandato avanti parte della cavalleria smontata, e al contempo ordinava ai cavalieri di percorrere a cavallo le foreste meno dense, avrebbe subito qualche colpo per l'eccessiva fiducia. D'altronde, quando videro che seguivamo in ordine compatto e con schieramenti fermi, si voltarono in fuga, non più in formazioni unite come prima, né guardandosi l'un l'altro: rari e vagabondi cercavano sentieri lontani e impervi. Fine dell'inseguimento furono la notte e la stanchezza. Caddero diecimila dei nemici: i nostri perdettero trecentosessanta, tra cui Aulo Attico, prefetto di coorte, trascinato nel combattimento dai nemici dal giovanile ardore e dalla violenza del suo cavallo.
Et Britanni, qui adhuc pugnae expertes summa collium insederant et paucitatem nostrorum vacui spernebant, degredi paulatim et circumire terga vincentium coeperant, ni id ipsum veritus Agricola quattuor equitum alas, ad subita belli retentas, venientibus opposuisset, quantoque ferocius adcucurrerant, tanto acrius pulsos in fugam disiecisset. Ita consilium Britannorum in ipsos versum, transvectaeque praecepto ducis a fronte pugnantium alae aversam hostium aciem invasere. Tum vero patentibus locis grande et atrox spectaculum: sequi, vulnerare, capere, atque eosdem oblatis aliis trucidare. Iam hostium, prout cuique ingenium erat, catervae armatorum paucioribus terga praestare, quidam inermes ultro ruere ac se morti offerre. Passim arma et corpora et laceri artus et cruenta humus; et aliquando etiam victis ira virtusque. Nam postquam silvis adpropinquaverunt, primos sequentium incautos collecti et locorum gnari circumveniebant. Quod ni frequens ubique Agricola validas et expeditas cohortis indaginis modo et, sicubi artiora erant, partem equitum dimissis equis, simul rariores silvas equitem persultare iussisset, acceptum aliquod vulnus per nimiam fiduciam foret. Ceterum ubi compositos firmis ordinibus sequi rursus videre, in fugam versi, non agminibus, ut prius, nec alius alium respectantes: rari e vitabundi in vicem longinqua atque avia petiere. Finis sequendi nox et satietas fuit. Caesa hostium ad decem milia: nostrorum trecenti sexaginta cecidere, in quis Aulus Atticus praefectus cohortis, iuvenili ardore et ferocia equi hostibus inlatus.
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I 164 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
E i Britanni, che fino a quel momento non avevano combattuto, stando sulla cima dei colli e disprezzando il nostro numero esiguo, avevano cominciato a scendere gradualmente e ad aggirare le spalle dei vincitori, se Agricola, temendo proprio questo, non avesse opposto quattro ali di cavalleria ritenute pronte per i colpi di sorpresa, e con quanto più impeto si erano lanciate avanti, tanto più violentemente le aveva respinte in fuga. È l'inizio della versione di Tacito, Agricola.
Nel Mons Graupius i Britanni persero diecimila guerrieri, mentre i Romani ebbero trecentosessanta caduti, tra cui il prefetto di coorte Aulo Attico, secondo quanto riporta Tacito nell'Agricola.
Altri passi di Tacito già tradotti e analizzati.