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latino · Valerio massimo
Valerio massimo · Facta et dicta memorabilia
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Valerio Massimo, nella sua raccolta di fatti e detti memorabili, illustra la saggezza del filosofo Talete. Nel brano, Talete sottolinea che nemmeno i pensieri nascosti sfuggono agli dei, insegnando che la vera virtù richiede purezza non solo esteriore ma anche interiore.
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Mirabilmente anche Talete: quando infatti gli fu chiesto se le azioni degli uomini potessero ingannare gli dei, rispose «nemmeno i pensieri», cosicché non solo volessimo avere le mani pure, ma anche le menti pure, dal momento che credevamo che la divinità celeste fosse presente nei nostri pensieri segreti.
Mirifice etiam Thales: nam interrogatus an facta hominum deos fallerent 'ne cogitata <quidem>' inquit, ut non solum manus, sed etiam mentes puras habere vellemus, cum secretis cogitationibus nostris caeleste numen adesse credidissemus.
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I 31 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Mirabilmente anche Talete: quando infatti gli fu chiesto se le azioni degli uomini potessero ingannare gli dei, rispose «nemmeno i pensieri», cosicché non solo volessimo avere le mani pure, ma anche le menti pure, dal momento che credevamo che la divinità celeste fosse presente nei nostri pensieri segreti. È l'inizio della versione di Valerio massimo, Facta et dicta memorabilia.
Nel Facta et dicta memorabilia, Talete vuol dire che gli dei vedono ogni cosa, persino le nostre riflessioni segrete, quindi non possiamo ingannare la divinità nemmeno con la nostra mente.
Altri passi di Valerio massimo già tradotti e analizzati.