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Sintassi dei casi · Latino
Il costrutto con due dativi: il dativo di fine (lo scopo, l’effetto) e il dativo di vantaggio (la persona), tipico di sum e di verbi come do, mitto, venio.
due dativi insieme: uno di fine, uno di vantaggio.
Haec res est.
Due dativi insieme: uno dice lo scopo (di aiuto, di danno, d’onore), l’altro la persona. Con sum si rende «essere di...».
Tocca una parola o un pezzo della formula: si accendono insieme.
Una resa, molte sfumature
essere di aiuto
venire in aiuto
essere di danno
essere motivo d’onore
Il doppio dativo è un costrutto in cui compaiono due dativi: il dativo di fine (o di effetto), che indica lo scopo o il risultato a cui qualcosa serve o tende, e il dativo di vantaggio (o svantaggio), che indica la persona o la cosa coinvolta. È tipico del verbo sum, che si rende «essere di...», e di verbi come do, mitto, venio, relinquo.
Detto anche:Doppio dativoCostrutto del doppio dativoDativo di fine e di vantaggioDativo finale
Le spie che lo tradiscono nel testo: quando le vedi, è lui.
Due dativi vicini, uno astratto
Spesso un dativo è un nome astratto (auxilio, usui, honori, dolori), l’altro è la persona.
Hoc mihi dolori est.
Il dativo di fine è un nome astratto dello scopo
auxilio, usui, praesidio, honori, curae: nomi astratti che indicano lo scopo o l’effetto.
Tipico di sum, do, mitto, venio
Questi verbi reggono spesso la coppia dativo di fine + dativo di vantaggio.
Lo stesso costrutto rende in più modi: scegli la mossa secondo il rapporto logico.
sum + doppio dativo: «essere di...»
Con il verbo sum.
Hoc mihi auxilio est.
Questo mi è di aiuto.
«venire, mandare in aiuto»
Con verbi come venio, mitto.
Caesar auxilio venit.
Cesare venne in aiuto.
Dativo di fine: «a che serve»
Il solo dativo di fine (qui castris), quando indica lo scopo di qualcosa.
Locum castris deligere.
Scegliere un luogo per l’accampamento.
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Il dativo di fine si rende con «di, per» + nome.
Tradurlo come un complemento di termine («a aiuto»).
Distingui i due dativi: scopo e persona.
Cercare un solo dativo di termine.
Con sum traduci «essere di + nome».
Cercare un complemento oggetto.
Hoc nobis usui est.
Questo è a uso a noi.
Questo ci è utile.
È un costrutto con due dativi: il dativo di fine, che indica lo scopo o l’effetto, e il dativo di vantaggio, che indica la persona coinvolta. È tipico di sum e di verbi come do, mitto, venio.
Con sum si rende «essere di...»: «hoc mihi auxilio est» vale «questo mi è di aiuto». Con altri verbi si usano espressioni come «venire in aiuto, mandare in aiuto».
Nomi astratti come auxilio (di aiuto), usui (di utilità), praesidio (di difesa), honori (d’onore), curae (a cuore), dolori (di dolore), detrimento (di danno).