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Sintassi dei casi · Latino
I gradi dell’aggettivo: il comparativo (-ior, -ius) regge il secondo termine in ablativo o con quam; il superlativo (-issimus) è relativo o assoluto.
da comparare, «mettere a confronto»: i gradi dell’aggettivo.
Sol est.
Il comparativo di maggioranza regge il secondo termine in due modi: ablativo di paragone (senza quam) oppure quam con lo stesso caso del primo termine.
Tocca una parola o un pezzo della formula: si accendono insieme.
Una resa, molte sfumature
Il sole è più grande della terra.
Il sole è più grande della terra.
una ragazza piuttosto bella
il più alto di tutti
un uomo molto forte
Il comparativo di maggioranza (in -ior per maschile e femminile, -ius per il neutro) confronta due termini: il secondo termine di paragone va in ablativo (ablativo di paragone) quando il primo è in nominativo o accusativo, oppure si introduce con quam mettendolo nello stesso caso del primo. Il superlativo (in -issimus) può essere relativo, «il più... di tutti», con il genitivo partitivo, o assoluto, «molto, assai».
Detto anche:Comparativo e superlativoGradi dell’aggettivoComparativo di maggioranzaAblativo di paragoneSecondo termine di paragone
| Positivo | Comparativo | Superlativo | |
|---|---|---|---|
| Regola generale | altus | altior, altius | altissimus |
| Aggettivi in -er | pulcher | pulchrior | pulcherrimus |
| Aggettivi in -ilis | facilis | facilior | facillimus |
Il comparativo si forma sul tema del genitivo (alt-ior). In -errimus vanno tutti gli aggettivi in -er; in -illimus solo sei aggettivi in -ilis: facilis, difficilis, similis, dissimilis, gracilis, humilis.
| Positivo | Comparativo | Superlativo |
|---|---|---|
| bonus (buono) | melior, melius | optimus |
| malus (cattivo) | peior, peius | pessimus |
| magnus (grande) | maior, maius | maximus |
| parvus (piccolo) | minor, minus | minimus |
| multus (molto) | plus | plurimus |
Da sapere a memoria: non seguono nessuna regola. Di multus il comparativo plus è neutro singolare (plurale plures, plura).
Le spie che lo tradiscono nel testo: quando le vedi, è lui.
Aggettivo in -ior / -ius o in -issimus
La desinenza tradisce il grado: -ior, -ius per il comparativo, -issimus (o -errimus, -illimus) per il superlativo.
Hic mons altior est.
Un ablativo senza preposizione dopo un comparativo
È il secondo termine di paragone (ablativo di paragone): si traduce con «di».
Nihil virtute pulchrius est.
Un genitivo dopo un superlativo
È il genitivo partitivo del superlativo relativo: «il più... di...».
fortissimus omnium Gallorum
Lo stesso costrutto rende in più modi: scegli la mossa secondo il rapporto logico.
Comparativo + ablativo di paragone
Quando il primo termine è in nominativo o accusativo: niente quam.
Sol maior terra est.
Il sole è più grande della terra.
Comparativo + quam
Sempre possibile: il secondo termine prende lo stesso caso del primo.
Sol maior quam luna est.
Il sole è più grande della luna.
Comparativo assoluto
Senza secondo termine: «piuttosto, troppo».
Senex tristior erat.
Il vecchio era piuttosto triste.
Superlativo relativo o assoluto
Relativo con il partitivo («di tutti»), assoluto da solo («molto»).
Caesar fortissimus omnium fuit.
Cesare fu il più forte di tutti.
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L’ablativo dopo il comparativo è il secondo termine: «di...».
Tradurre l’ablativo di paragone come mezzo o strumento.
Distingui il comparativo relativo («più... di») dall’assoluto («piuttosto»).
Rendere ogni comparativo con un semplice «più».
Il genitivo dopo il superlativo è partitivo: «il più... di tutti».
Tradurlo come una specificazione qualunque.
Nihil virtute carius est.
Niente è più caro con la virtù.
Niente è più caro della virtù.
Si aggiunge al tema dell’aggettivo la desinenza -ior per maschile e femminile e -ius per il neutro: da altus si ha altior, altius.
In due modi: con l’ablativo di paragone senza preposizione, se il primo termine è in nominativo o accusativo; oppure con quam, mettendo il secondo termine nello stesso caso del primo.
È il secondo termine di paragone espresso in ablativo, senza quam: «Sol maior terra est» significa «Il sole è più grande della terra».
Il superlativo relativo confronta entro un gruppo, «il più... di tutti», di solito con il genitivo partitivo; il superlativo assoluto indica un grado molto alto in sé, e si rende con «molto, assai».