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greco · Senofonte
Senofonte · Apologia
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Non sai che fino ad ora non avrei concesso a nessun uomo di aver vissuto meglio di me? Poiché infatti ho vissuto l'intera vita in modo pio e giusto, cosicché è fortemente vero che, ammirando me stesso, trovo le stesse cose e coloro che sono miei compagni sanno questo di me. Ma ora se l'età continuerà a progredire, so che sarà necessario che si compiano gli effetti della vecchiaia e che veda peggio e oda meno e sia più difficile da insegnare e più smemorato di ciò che ho imparato. Se poi mi accorgerò di diventare peggiore e biasimo me stesso, come potrei ancora vivere volentieri? Forse allora il dio per benevolenza mi procura non solo di terminare la vita nel momento opportuno dell'età, ma anche che ciò avvenga nel modo più facile. Se infatti ora sarò condannato, è chiaro che mi sarà possibile usare la morte che è giudicata la più facile da coloro che se ne prenderanno cura, la meno molesta per gli amici, e che provoca nel massimo grado il rimpianto di chi muore. Quando infatti alcuno non lascia nulla di brutto né di spiacevole nei sentimenti di coloro che sono presenti, ma possedendo il corpo sano e l'anima capace di benevolenza si spegne, come non è necessario che questi sia compianto?
οὐκ οἶσθα ὅτι μέχρι μὲν τοῦδε οὐδενὶ ἀνθρώπων ὑφείμην ἂν βέλτιον ἐμοῦ βεβιωκέναι; Ὅπερ γὰρ εἰν ὁσίως μοι καὶ δικαίως ἅπαντα τὸν βίον βεβιωμένον: ὥστε ἰσχυρῶς ἱστόν ἐστιν, ἤ ἀγάμενος ἐμαυτὸν ταὐτὰ ηὕρισκον καὶ τοὺς ἐμοὶ συγγιγνομένους γιγνώσκοντας περὶ ἐμοῦ. Νῦν δὲ εἰ ἔτι προβήσεται ἡ ἡλικία, οἶδ᾽ ὅτι ἀνάγκη ἔσται τὰ τοῦ γήρως ἐπιτελεῖσθαι καὶ ὁρᾶν τε χεῖρον καὶ ἀκούειν ἧττον καὶ δυσμαθέστερον εἶναι καὶ ὧν ἔμαθον ἐπιλησμονέστερον. Ἂν δὲ αἰσθάνωμαι χείρων γιγνόμενος καὶ καταμέμφωμαι ἐμαυτόν, πῶς ἄν [...] ἐγὼ ἔτι ἂν ἡδέως βιοτεύοιμι; Ἴσως δέ τοι [...] καὶ ὁ θεὸς δι᾿ εὐμένειαν προξενεῖ μοι οὐ μόνον τὸ ἐν καιρῷ τῆς ἡλικίας καταλῦσαι τὸν βίον, ἀλλὰ καὶ τὸ ἡ ῥᾷστα. Ἂν γὰρ νῦν κατακριθῇ μου, δῆλον ὅτι ἐξέσται μοι τῇ τελευτῇ χρῆσθαι ἣ ῥάστη μὲν ὑπὸ τῶν τούτου ἐπιμεληθέντων κέκριται, ἀπραγμονεστάτη δὲ τοῖς φίλοις, πλεῖστον δὲ πόθον ἐμποιοῦσα τῶν τελευτώντων. Ὅταν γὰρ ἄσχημον μὲν μηδὲν μηδὲ δυσχερὲς ἐν ταῖς γνώμαις τῶν παρόντων καταλείπηταί τις, ὑγιὲς δὲ τὸ σῶμα ἔχων καὶ τὴν ψυχὴν δυναμένην φιλοφρονεῖσθαι ἀπομαραίνηται, πῶς οὐκ ἀνάγκη τοῦτον ποθεινὸν εἶναι;
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