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greco · Arriano
Arriano · Anabasi di Alessandro
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Arriano, nella sua Anabasi di Alessandro, racconta la fuga di Dario III dalla battaglia di Gaugamela (331 a.C.). Nel brano, il re persiano abbandona il carro e gli insegni reali davanti all'avanzata di Alessandro, salvandosi solo grazie alla notte; i Macedoni catturano l'accampamento persiano con la famiglia del re.
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Dario, non appena temette per opera di Alessandro la sua ala sinistra, subito, così come stava, fuggiva sul carro insieme ai suoi primi compagni, e fin quando incontrava territori uguali nella fuga, si salvava sul carro; ma quando si trovò di fronte a burroni e altri luoghi difficili, abbandona il carro, si toglie lo scudo e il mantello: questi abbandona anche l'arco sul carro; egli stesso, montato a cavallo, fuggiva; e la notte lo sottrasse all'essere catturato da Alessandro. Infatti Alessandro, fin quando c'era luce, lo inseguì a tutta velocità, ma quando il cielo già si oscurava, allora si volse indietro verso l'accampamento; comunque catturò il carro di Dario e lo scudo su di esso e il mantello e l'arco. L'accampamento di Dario fu subito conquistato all'assalto, e furono catturati sua madre, sua moglie e il figlio di Dario ancora bambino; e furono prese due figlie e altre donne dei Persiani di pari rango non poche attorno a loro.
Δαρειος, ως αυτω υπ' Αλεξανδρου εφοβηθη το κερας το ευωνυμον, ευθυς ως ειχεν επι του αρματος συν τοις πρωτοις εφευγε και εστε μεν ομαλοις χωριοις εν τη φυγη ενετυγχανεν, επι του αρματος διεσωζετο· ως δε φαραγξι τε και αλλαις δυσχωριαις ενεκυρσε, το μεν αρμα απολειπει αυτου, και την ασπιδα και τον κανδυν εκδυς· ο δε και το τοξον απολειπει επι του αρματος· αυτος δε ιππου επιβας εφευγε· και η νυξ αφειλετο αυτον το προς Αλεξανδρου αλωναι. Αλεξανδρος γαρ, εστε μεν φαος ην, ανα κρατος εδιωκεν ως δε συνεσκοταζεν ηδη ες το εμπαλιν απετρεπετο επι το στρατοπεδον, το μεντοι αρμα το Δαρειου ελαβε και την ασπιδα επ' αυτω και τον κανδυν και το τοξον. Το τε στρατοπεδον το Δαρειου ευθυς εξ εφοδου εαλω και η μητηρ και η γυνη και υιος Δαρειου νηπιος· και θυγατερες δυο εαλωσαν και αλλαι αμφ' αυτας Περσων των ομοτιμων γυναικες ου πολλαι.
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I 69 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Dario, non appena temette per opera di Alessandro la sua ala sinistra, subito, così come stava, fuggiva sul carro insieme ai suoi primi compagni, e fin quando incontrava territori uguali nella fuga, si salvava sul carro; ma quando si trovò di fronte a burroni e altri luoghi difficili, abbandona il carro, si toglie lo scudo e il mantello: questi abbandona anche l'arco sul carro; egli stesso, montato a cavallo, fuggiva; e la notte lo sottrasse all'essere catturato da Alessandro. È l'inizio della versione di Arriano, Anabasi di Alessandro.
Secondo Arriano nell'Anabasi, Dario fuggì sul suo carro fin quando potette, poi a cavallo; si salvò soprattutto perché Alessandro interruppe l'inseguimento al calare della notte, così il re persiano riuscì a dileguarsi nonostante perdesse i suoi insegni e il suo accampamento.
Altri passi di Arriano già tradotti e analizzati.