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greco · Arriano
Arriano · Anabasi di Alessandro
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Arriano descrive come Alessandro, durante la spedizione in India, visita il Monte Mero, dove la leggenda greca situa i monumenti del dio Dioniso. I Macedoni, dopo lungo tempo lontani dalla Grecia, riconoscono l'edera sacra al dio e celebrano Dioniso con coroni, sacrifici e danze estatiche nel luogo mitico.
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Alessandro fu preso dal desiderio di vedere il luogo dove i Nisèi vantavano i monumenti di Dioniso. Salì così sul monte Mero con i compagni cavalieri e l'unità di fanteria pesante, e vide il monte coperto di edera e alloro con boschi di ogni genere; lo vide densamente boscoso e selvatico, pieno di belve di ogni sorta. I Macedoni, vedendo con gioia l'edera, come naturalmente la videro dopo molto tempo (poiché non cresceva in terra d'India e non avevano neppure vigne), si affrettavano a farsi corone di essa, e così coronandosi glorificavano Dioniso e invocavano i suoi epiteti. Alessandro sacrificò a Dioniso e banchettò insieme ai compagni. Scrittori riferiscono anche questo, se pure è degno di fede, che molti dei Macedoni presenti, uomini non negligenti, coronandosi di edera e trascinati dal fascino del dio, furono posseduti da Dioniso e invocarono il dio e celebrarono i baccanali.
Αλεξανδρον δε ποθος ελαβεν ιδειν τον χωρον, οπου τι να υπομνηματα του Διονυσου οι Νυσαιοι εκομπαζον. Ελθειν τε ες το ορος τον Μηρον ξυν τοις εταιροις τοις ιππευσι και τω πεζικω αγηματι και ιδειν κισσου τε αναπλεων και δαφνης το ορος και αλση παντοια· και ιδειν συσκιον, και Θηρας εν αυτω ειναι θηριων παντοδαπων. Και τους Μακεδονας ηδεως τον κισσον ιδοντας, οια δη δια μακρου οφθεντα (ου γαρ ειναι εν τη Ινδων χωρα κισσον, ουδε ιναπερ αυτοις αμπελοι ησαν) στεφανους σπουδη απ' αυτου ποιεισθαι, ως και στεφανωσασθαι ειχον, εφυμνουντας τον Διονυσον τε και τας επωνυμιας του θεου ανακαλουντας. Θυσαι τε αυτου Αλεξανδρον τω Διονυσω και ευωχηθηναι ομου τοις εταιροις. Οι δε και ταδε ανεγραψαν, ει δη τω πιστα και ταυτα, πολλους των αμφ' αυτον των ουκ ημελημενων Μακεδονων τω τε κισσω στεφανωσαμενους και υπο τη κατακλησει του θεου κατασχεθηναι τε προς του Διονυσου και ανευασαι τον θεον και βακχευσαι.
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I 82 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Alessandro fu preso dal desiderio di vedere il luogo dove i Nisèi vantavano i monumenti di Dioniso. È l'inizio della versione di Arriano, Anabasi di Alessandro.
Nell'Anabasi di Arriano, i Macedoni rimangono stupiti nel riconoscere l'edera, che non cresce in India, e si affrettano a farsi corone di essa glorificando Dioniso; secondo alcuni racconti, il fascino del dio li possiede e celebrano i baccanali sul monte, teatro leggendario del dio della vendemmia.
Altri passi di Arriano già tradotti e analizzati.