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latino · Cesare
Cesare · De bello civili
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Nel De bello civili, Cesare racconta l'assedio di Corfinio, la prima resa di rilievo della guerra civile del 49 a.C. Il comandante pompeiano Lucio Domizio Enobarbo, chiuso in città, finge davanti ai suoi soldati sicurezza sull'arrivo dei rinforzi di Pompeo, mentre in segreto prepara la fuga. Quando il suo vero piano trapela, i soldati scoprono l'inganno e si ribellano, decisi a pensare alla propria sorte.
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Lette le lettere, Domizio, dissimulando, annuncia nel consiglio che Pompeo arriverà presto in soccorso e li esorta a non perdersi d'animo e a preparare tutto ciò che sarebbe utile per difendere la città. Egli si intrattiene in segreto con pochi intimi suoi e decide di prendere la decisione di fuggire. Poiché l'espressione di Domizio non concordava con le sue parole, e faceva tutto con più agitazione e timore di quanto fosse solito nei giorni precedenti, e si intratteneva spesso in segreto con i suoi per consigliarsi, contro l'abitudine, ed evitava le assemblee e i raduni di uomini, la cosa non poté più essere nascosta e dissimulata. Pompeo infatti aveva risposto per lettera che lui stesso non avrebbe portato la situazione a un pericolo estremo, e che non era stato per suo consiglio o volontà che Domizio si era rifugiato nella città di Corfinio; perciò, se ci fosse stata una qualche possibilità, venisse da lui con tutte le truppe. Ma questo non poteva accadere, a causa dell'assedio e della cinta di fortificazioni della città. Divulgato il piano di Domizio, i soldati che erano a Corfinio, sul far della sera, si ritirano in disparte e così si parlano tra loro tramite i tribuni militari, i centurioni e i più stimati del loro rango: che erano assediati da Cesare, che le opere e le fortificazioni erano quasi terminate; che il loro comandante Domizio, sulla cui speranza e fiducia erano rimasti, abbandonato tutto, stava progettando la fuga: dovevano pensare alla propria salvezza.
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01
I costrutti e le regole di questo passo. Apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
ne … deficianta non perdersi d'animo
Dopo il verbo di esortazione hortatur, ne + congiuntivo introduce il contenuto negativo dell'esortazione: non perdersi d'animo.
Nel periodo 1.
Cum … consentiretpoiché non concordava
Cum con il congiuntivo (consentiret, ageret, colloqueretur, fugeret) introduce le cause del sospetto: il comportamento di Domizio tradisce le sue vere intenzioni.
Nel periodo 3.
sese … deducturumnon avrebbe portato la situazione a un pericolo estremo
Dopo rescripserat, l'accusativo con l'infinito (sese...deducturum esse) riporta le parole di Pompeo in forma indiretta.
Nel periodo 4 · 2 volte in questo passo.
si … fuissetse ci fosse stata una possibilità
Si + congiuntivo piuccheperfetto (fuisset) introduce l'ipotesi di una via di scampo per Domizio.
Nel periodo 5.
proiectis omnibusabbandonato tutto
Proiectis omnibus, participio perfetto passivo concordato con omnibus, esprime un'azione anteriore: avendo abbandonato ogni cosa.
Nel periodo 8.
02
Periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati. Il testo originale pulito è il primo blocco.
Litteris perlectis Domitius dissimulans in consilio pronuntiat Pompeium celeriter subsidio venturum hortaturque eos, ne animo deficiant quaeque usui ad defendendum oppidum sint parent. Ipse arcano cum paucis familiaribus slums colloquitur consiliumque fugae capere constituit. Cum vultus Domiti cum oratione non consentiret, atque omnia trepidantius timidiusque ageret, quam superioribus diebus consuesset, multumque cum suis consiliandi causa secreto praeter consuetudinem colloqueretur, concilia conventusque hominum fugeret, res diutius tegi dissimularique non potuit. Pompeius enim rescripserat: sese rem in summum periculum deducturum non esse, neque suo consilio aut voluntate Domitium se in oppidum Corfinium contulisse; proinde, si qua fuisset facultas, ad se cum omnibus copiis veniret. Id ne fieri posset, obsidione atque oppidi circummunitione fiebat. Divulgato Domiti consilio milites, qui erant Corfinii, prima vesperi secessionem faciunt atque ita inter se per tribunos militum centurionesque atque honestissimos sui generis colloquuntur: obsideri se a Caesare, opera munitionesque prope esse perfectas; ducem suum Domitium, cuius spe atque fiducia permanserint, proiectis omnibus fugae consilium capere: debere se suae salutis rationem habere.
Lette le lettere, Domizio, dissimulando, annuncia nel consiglio che Pompeo arriverà presto in soccorso e li esorta a non perdersi d'animo e a preparare tutto ciò che sarebbe utile per difendere la città.
Costrutti: Proposizione volitiva (ne + congiuntivo)
Egli si intrattiene in segreto con pochi intimi suoi e decide di prendere la decisione di fuggire.
Poiché l'espressione di Domizio non concordava con le sue parole, e faceva tutto con più agitazione e timore di quanto fosse solito nei giorni precedenti, e si intratteneva spesso in segreto con i suoi per consigliarsi, contro l'abitudine, ed evitava le assemblee e i raduni di uomini, la cosa non poté più essere nascosta e dissimulata.
Costrutti: Cum + congiuntivo causale
Pompeo infatti aveva risposto per lettera che lui stesso non avrebbe portato la situazione a un pericolo estremo, e che non era stato per suo consiglio o volontà che Domizio si era rifugiato nella città di Corfinio;
Costrutti: Discorso indiretto (infinito)
perciò, se ci fosse stata una qualche possibilità, venisse da lui con tutte le truppe.
Costrutti: Periodo ipotetico (si + congiuntivo)
Ma questo non poteva accadere, a causa dell'assedio e della cinta di fortificazioni della città.
Divulgato il piano di Domizio, i soldati che erano a Corfinio, sul far della sera, si ritirano in disparte e così si parlano tra loro tramite i tribuni militari, i centurioni e i più stimati del loro rango: che erano assediati da Cesare, che le opere e le fortificazioni erano quasi terminate;
Costrutti: Discorso indiretto (infinito)
che il loro comandante Domizio, sulla cui speranza e fiducia erano rimasti, abbandonato tutto, stava progettando la fuga: dovevano pensare alla propria salvezza.
Costrutti: Ablativo assoluto
03
136 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
04
Si traduce «Lette le lettere, Domizio, dissimulando, nel consiglio…»: è l'inizio del passo del De bello civili di Cesare in cui Domizio nasconde ai suoi soldati la vera situazione a Corfinio.
Sa che Pompeo non intende inviare rinforzi a Corfinio e teme che i soldati, scoprendolo, si arrendano o si ribellino. Cesare racconta come Domizio finga fiducia in pubblico mentre prepara in segreto la fuga, ma il piano viene scoperto e i soldati insorgono.
È un costrutto latino autonomo formato da un nome e un participio concordati in ablativo, che esprime un'azione legata al tempo o alla causa della principale. Nel passo compare in apertura con «Litteris perlectis» e più avanti con «proiectis omnibus».
Lo stesso passo (Subdolo comportamento di Domizio) lo trovi qui: