Discorso indiretto (accusativo con infinito)
M. Varro in ulteriore Hispania initio cognitis eis rebus, quae sunt in Italia gestae, diffidens Pompeianis rebus amicissime de Caesare loquebatur: pracoccupatum sese legatione ab Cn. Pompeio teneri obstrictum fide; necessitudinem quidem sibi nihilo minorem cum Caesare intercedere, neque se ignorare, quod esset officium legati, qui fiduciariam operam obtineret, quae vires suae, quae voluntas erga Caesarem totius provinciae.
M. Varrone, in Spagna ulteriore, appresi dapprima i fatti accaduti in Italia, diffidando della causa pompeiana, parlava di Cesare in modo assai amichevole: diceva che egli era stato colto di sorpresa dalla legazione e tenuto vincolato dalla parola data a Cn. Pompeo; che tuttavia un legame non minore lo univa a Cesare, e che non ignorava quale fosse il dovere di un legato che esercitasse un incarico fiduciario, quali fossero le proprie forze, quale la volontà verso Cesare di tutta la provincia.
loquebatur … sese … teneri vale «diceva che egli era stato colto di sorpresa... e tenuto vincolato». Dipendente da loquebatur, il pensiero di Varrone è riportato in stile indiretto: sese è il soggetto accusativo e teneri, intercedere, ignorare gli infiniti reggenti.

