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Allos Idem · Vol. unico · pag. 494 · versione 47
Cesare · De bello civili
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Versione d’autore: Cesare, De bello civili
Curione fu il legato a cui Cesare, nel 49 a.C., affidò le legioni destinate a riconquistare Sicilia e Africa durante la guerra civile contro Pompeo. In questo passo del secondo libro del De bello civili, Cesare riporta il discorso con cui Curione cerca di trattenere i soldati tentati di abbandonarlo dopo i primi rovesci africani. L'oratore fa leva sulla fiducia di Cesare, sui successi già ottenuti in Spagna e sul disonore di tradire chi si è fidato di loro.
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Sciolto il consiglio, convoca l'assemblea dei soldati. Ricorda quanto Cesare si fosse avvalso a Corfinio del loro impegno, cosicché grazie al loro favore e alla loro autorità si era conquistato gran parte dell'Italia. «Voi infatti», disse, «e tutto il vostro operato in seguito hanno seguito tutti i municipi, e non senza motivo sia Cesare ha giudicato di voi in modo assai favorevole, sia loro in modo assai severo.» Pompeo infatti, non sconfitto in nessuna battaglia, ma spinto via dal pregiudizio del vostro atto, uscì dall'Italia; Cesare affidò alla vostra fedeltà me, che egli ebbe carissimo, e le province di Sicilia e Africa, senza le quali non può difendere Roma e l'Italia. Ma ci sono alcuni che vi esortano a staccarvi da noi. Che cosa infatti c'è per loro di più desiderabile che raggirare noi e voi nello stesso momento, vincolandovi con un delitto scellerato? O che cosa di più grave possono pensare di voi, ormai adirati, se non che tradiate coloro che si giudicano vostri debitori di tutto, e che cadiate in potere di coloro che ritengono che sarebbero periti senza di voi? O forse non avete sentito parlare delle imprese compiute da Cesare in Spagna? Due eserciti sconfitti, due comandanti superati, due province riconquistate? Tutto questo compiuto in quaranta giorni, nei quali Cesare giunse in vista degli avversari? E quelli che, quando erano ancora integri, non poterono resistere, resisteranno ora che sono sottomessi? E voi, che avete seguito Cesare quando la vittoria era incerta, seguirete ora un vinto, quando la sorte della guerra è già decisa, mentre dovreste ricevere i premi del vostro dovere?»
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Dimisso consilio
→ sciolto il consiglio
Dimisso consilio indica l'azione compiuta subito prima di convocare l'assemblea.
Compare nel periodo 1 · 2 volte in questo passo.
Scheda completa: Ablativo assolutoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
quo sit … usus studio
Quo... usus sit dipende da commemorat e regge l'ablativo studio con il verbo deponente utor.
Compare nel periodo 2.
Scheda completa: Interrogativa indirettaNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
et … et
Et...et collega i due giudizi opposti, quello di Cesare e quello degli avversari, sui soldati.
Compare nel periodo 3 · 2 volte in questo passo.
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nullo proelio pulsus
Nullo proelio pulsus nega che la sconfitta sia dovuta a uno scontro militare, ma al pregiudizio dei soldati.
Compare nel periodo 4.
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sine quibus … tueri
Sine quibus riprende le due province e ne sottolinea l'importanza per la difesa di Roma e dell'Italia.
Compare nel periodo 5.
Scheda completa: Proposizione relativaNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
sunt qui … hortentur
Sunt qui + congiuntivo esprime una relativa con valore consecutivo: esistono persone tali da esortarvi al tradimento.
Compare nel periodo 6.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
quam ut … veniatis
Quam ut introduce due conseguenze parallele legate al tradimento e alla sottomissione ai nemici.
Compare nel periodo 8.
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Duos … duos … duas
La ripetizione di duos/duas in tre membri paralleli enumera i successi di Cesare in Spagna.
Compare nel periodo 10.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Dimisso consilio, contionem advocat militum. Commemorat, quo sit eorum usus studio ad Corfinium Caesar, ut magnam partem Italiae beneficio atque auctoritate eorum suam fecerit. «Vos enim vestrumque factum omnia», inquit, «deinceps municipia sunt secuta, neque sine causa et Caesar amicissime de vobis et illi gravissime iudicaverunt. Pompeius enim nullo proelio pulsus vestri facti praeiudicio demotus Italia excessit; Caesar me, quem sibi carissimum habuit, provinciam Siciliam atque Africam, sine quibus urbem atque Italiam tueri non potest, vestrae fidei commisit. At sunt, qui vos hortentur, ut a nobis desciscatis. Quid enim est illis optatius quam uno tempore et nos circumvenire et vos nefario scelere obstringere? Aut quid irati gravius de vobis sentire possunt, quam ut eos prodatis, qui se vobis omnia debere iudicant, in eorum potestatem veniatis, qui se per vos perisse existimant? An vero in Hispania res gestas Caesaris non audistis? Duos pulsos exercitus, duos superatos duces, duas receptas provincias? Haec acta diebus quadraginta, quibus in conspectum adversariorum venerit Caesar? An, qui incolumes resistere non potuerunt, subditi resistant? Vos autem incerta victoria Caesarem secuti, diiudicata iam belli fortuna victum sequamini, cum vestri officii praemia percipere debeatis?»
Sciolto il consiglio, convoca l'assemblea dei soldati.
Ricorda quanto Cesare si fosse avvalso a Corfinio del loro impegno, cosicché grazie al loro favore e alla loro autorità si era conquistato gran parte dell'Italia.
«Voi infatti», disse, «e tutto il vostro operato in seguito hanno seguito tutti i municipi, e non senza motivo sia Cesare ha giudicato di voi in modo assai favorevole, sia loro in modo assai severo.»
Pompeo infatti, non sconfitto in nessuna battaglia, ma spinto via dal pregiudizio del vostro atto, uscì dall'Italia;
Cesare affidò alla vostra fedeltà me, che egli ebbe carissimo, e le province di Sicilia e Africa, senza le quali non può difendere Roma e l'Italia.
Ma ci sono alcuni che vi esortano a staccarvi da noi.
Che cosa infatti c'è per loro di più desiderabile che raggirare noi e voi nello stesso momento, vincolandovi con un delitto scellerato?
O che cosa di più grave possono pensare di voi, ormai adirati, se non che tradiate coloro che si giudicano vostri debitori di tutto, e che cadiate in potere di coloro che ritengono che sarebbero periti senza di voi?
O forse non avete sentito parlare delle imprese compiute da Cesare in Spagna?
Due eserciti sconfitti, due comandanti superati, due province riconquistate?
Tutto questo compiuto in quaranta giorni, nei quali Cesare giunse in vista degli avversari?
E quelli che, quando erano ancora integri, non poterono resistere, resisteranno ora che sono sottomessi?
E voi, che avete seguito Cesare quando la vittoria era incerta, seguirete ora un vinto, quando la sorte della guerra è già decisa, mentre dovreste ricevere i premi del vostro dovere?»
147 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
Si traduce: sciolto il consiglio, convoca l'assemblea dei soldati. È l'apertura del discorso che Curione rivolge alle sue truppe nel secondo libro del De bello civili di Cesare.
Il discorso è tenuto da Gaio Scribonio Curione, il legato a cui Cesare aveva affidato la Sicilia e l'Africa: cerca di trattenere i suoi soldati, tentati di disertare dopo le sconfitte in Africa, ricordando la fiducia che Cesare ha riposto in loro.
Curione ricorda ai soldati le vittorie di Cesare in Spagna del 49 a.C., dove in soli quaranta giorni sconfisse due eserciti pompeiani, superò due comandanti e riconquistò due province, per convincerli a restare fedeli.
Lo stesso passo (Bisogna rimanere fedeli a Cesare) lo trovi qui: