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greco · Diogene laerzio
Diogene laerzio · Vite dei filosofi
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Diogene Laerzio raccoglie i detti più significativi di Talete di Mileto, il primo dei Sette Sapienti della Grecia arcaica. Attraverso domande e risposte, il brano svela la visione etica del filosofo sul valore della conoscenza, della virtù e dell'equilibrio nella vita umana.
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Talete diceva che non c'è differenza tra il morire e il vivere. «Allora tu», disse uno, «perché non muori?». «Perché», rispose, «non c'è differenza». Interrogato su cosa sia difficile, disse: «Conoscere se stessi»; su cosa sia facile: «Dare consigli agli altri». Come potrebbe uno sopportare con serenità la sventura? «Se vedesse i nemici in condizioni peggiori». Come potrebbero vivere nel modo più virtuoso e giusto? «Se non facessimo a noi stessi quello che rimproveriamo agli altri». Chi è felice? «Chi ha il corpo sano, l'anima ricca e la natura ben coltivata». Bisogna ricordarsi degli amici presenti e assenti; non si deve abbellire solo l'aspetto, ma ornare l'anima con le virtù. «Non arricchitevi male», diceva, «e la maldicenza non vi danneggi presso quelli che condividono lealtà con voi». «Gli stessi prestiti che avrai fatto ai genitori, aspettati di ricevere dai figli».
Ουδεν εφη τον θανατον διαφερειν του ζην. «Συ ουν,» εφη τις, «δια τι ουκ αποθνησκεις;». «Οτι», εφη, «ουδεν διαφερει». Ερωτηθεις δε τι δυσκολον, εφη· «Το εαυτον γνωναι»· τι δε ευκολον· «Το αλλους παραινειν»· πως αν τις ατυχιαν ραστα φεροι, «Ει τους εχθρους χειρον πρασσοντας βλεποι»· πως αν αριστα και δικαιοτατα βιωσαιμεν· «Εαν α τοις αλλοις επιτιμωμεν, αυτοι μη δρωμεν»· τις ευδαιμων· «Ο το μεν σωμα υγιης, την δε ψυχην ευπορος, την δε φυσιν ευπαιδευτος». Φιλων παροντων και αποντων μνηστεον ειναι· μη την οψιν μονον καλλωπιστεον, αλλα την ψυχην τοις επιτηδευμασιν κοσμητεον. «Μη πλουτει», ελεγε, «κακως, μηδε διαβαλλετω σε λογος προς τους πιστεως κεκοινωνηκοτας». «Ους αν ερανους εισενεγκης», εφη, «τοις γονευσι, τους αυτους προσδεχου και παρα των τεκνων».
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I 75 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Talete diceva che non c'è differenza tra il morire e il vivere. È l'inizio della versione di Diogene laerzio, Vite dei filosofi.
In questo passo delle Vite, Talete insegna che la vera virtù consiste nel non fare agli altri quello che rimproveriamo loro: un'anticipazione della regola d'oro che caratterizza tutta la saggezza antica.
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