Caricamento…
Caricamento…
Allos Idem · Vol. unico · pag. 82 · versione 5
Erodoto · Storie
Versione d’autore: Erodoto, Storie
Erodoto di Alicarnasso (V sec. a.C.) è il padre della storiografia greca: nelle Storie narra le guerre persiane e i popoli incontrati dai Persiani. In questo brano si conclude la vita di Ciro il Grande: la regina dei Massageti Tomiri, dopo aver radunato l'intero esercito, sconfigge i Persiani in quella che Erodoto giudica la più dura battaglia fra barbari mai avvenuta. Ciro cade in combattimento; Tomiri ne trova il cadavere e ne immerge la testa in un otre colmo di sangue, compiendo la vendetta per il figlio ucciso con l'inganno.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Tomiri, poiché Ciro non l'aveva ascoltata, radunata tutta la propria forza, attaccò battaglia con Ciro. Questa battaglia giudico che sia stata la più violenta tra tutte le battaglie mai avvenute fra uomini barbari. E in effetti apprendo che essa avvenne in questo modo. Si dice infatti che dapprima, tenendosi a distanza, si lanciassero frecce l'uno contro l'altro, poi invece, quando avevano esaurito i proiettili, si fossero avventati l'uno sull'altro con lance e pugnali. Si combatté per lungo tempo e nessuno dei due volle cedere; alla fine i Massageti ebbero la meglio. La gran parte dell'esercito persiano fu distrutta proprio lì, e Ciro stesso morì, dopo aver regnato in tutto ventinove anni. Tomiri, riempito un otre di sangue umano, cercò tra i morti persiani il cadavere di Ciro; quando lo trovò, vi immerse la sua testa nell'otre. e oltraggando il cadavere pronunciò queste parole: «Tu hai distrutto me che ero viva e ti avevo sconfitto in battaglia, avendo catturato con l'inganno mio figlio; ma io, come ti avevo minacciato, ti sazierò di sangue». Tra i molti racconti che circolano sulla fine della vita di Ciro, questo è quello che mi sembra più credibile.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.
I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
συλλέξασα … δύναμιν
→ radunata tutta la propria forza
συλλέξασα (participio aoristo femminile) concorda con il soggetto Τόμυρις ed esprime un'azione anteriore alla principale: «dopo aver radunato».
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
κρίνω … γενέσθαι
→ giudico che sia stata
κρίνω regge l'infinito γενέσθαι con l'accusativo ταύτην τὴν μάχην come soggetto dell'infinitiva: costrutto greco dell'accusativo con l'infinito.
Compare nel periodo 2.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
πυνθάνομαι … τοῦτο γενόμενον
πυνθάνομαι regge l'accusativo τοῦτο con il participio γενόμενον in funzione predicativa: «apprendo questo essere avvenuto così».
Compare nel periodo 3.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
λέγεται αὐτοὺς … τοξεύειν
→ si dice che essi si lanciassero frecce
λέγεται (passivo impersonale) regge l'accusativo αὐτοὺς con gli infiniti τοξεύειν e συνέχεσθαι: struttura dell'accusativo con l'infinito che esprime il contenuto di ciò che si narra.
Compare nel periodo 4.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
βασιλεύσας … ἑνὸς δέοντα … ἔτεα
→ dopo aver regnato in tutto ventinove anni
βασιλεύσας (aoristo) concorda con Κῦρος ed esprime un'azione anteriore alla principale; l'espressione ἑνὸς δέοντα τριήκοντα ἔτεα è una perifrasi per «ventinove anni» (trenta meno uno).
Compare nel periodo 6.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Ἀσκὸν … πλήσασα
→ riempito un otre di sangue umano
πλήσασα (aoristo femminile) concorda con Τόμυρις ed è anteriore alla principale: Tomiri prima riempie l'otre, poi cerca il cadavere.
Compare nel periodo 7.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ἐμὲ ζώουσάν … νικῶσάν
→ me che ero viva e ti avevo sconfitto
ζώουσάν e νικῶσάν concordano con ἐμέ (accusativo oggetto) e hanno valore predicativo: descrivono lo stato di Tomiri al momento dell'azione di Ciro.
Compare nel periodo 9.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
πολλῶν λόγων λεγομένων
→ tra i molti racconti che circolano
πολλῶν λόγων λεγομένων è un genitivo assoluto con participio presente: il soggetto (λόγων) è diverso dal soggetto della principale, e il costrutto ha valore concessivo-temporale.
Compare nel periodo 10.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Τόμυρις δέ, ὡς οἱ Κῦρος οὐκ ἐσήκουσε, συλλέξασα πᾶσαν τὴν ἑωυτῆς δύναμιν συνέβαλε Κύρῳ. Ταύτην τὴν μάχην, ὅσαι δὴ βαρβάρων ἀνδρῶν μάχαι ἐγένοντο, κρίνω ἰσχυροτάτην γενέσθαι. Καὶ δὴ καὶ πυνθάνομαι οὕτω τοῦτο γενόμενον. Πρῶτα μὲν γὰρ λέγεται αὐτοὺς διαστάντας ἐς ἀλλήλους τοξεύειν, μετὰ δέ, ὡς σφι τὰ βέλεα ἐξετετόξευτο, συμπεσόντας τῇσι αἰχμῇσί τε καὶ τοῖσι ἐγχειριδίοισι συνέχεσθαι. Χρόνον τε δὴ ἐπὶ πολλὸν συνεστάναι μαχομένους καὶ οὐδετέρους ἐθέλειν φεύγειν· τέλος δὲ οἱ Μασσαγέται περιεγένοντο. Ἥ τε δὴ πολλὴ τῆς Περσικῆς στρατιῆς αὐτοῦ ταύτῃ διεφθάρη καὶ δὴ καὶ αὐτὸς Κῦρος τελευτᾷ, βασιλεύσας τὰ πάντα ἑνὸς δέοντα τριήκοντα ἔτεα. Ἀσκὸν δὲ πλήσασα αἵματος ἀνθρωπηίου Τόμυρις ἐδίζητο ἐν τοῖσι τεθνεῶσι τῶν Περσέων τὸν Κύρου νέκυν, ὡς δὲ εὗρε, ἐναπῆκε αὐτοῦ τὴν κεφαλὴν ἐς τὸν ἀσκόν· λυμαινομένη δὲ τῷ νεκρῷ ἐπέλεγε τάδε· «Σὺ μὲν ἐμὲ ζώουσάν τε καὶ νικῶσάν σε μάχῃ ἀπώλεσας παῖδα τὸν ἐμὸν ἑλὼν δόλῳ· σὲ δ' ἐγώ, κατά περ ἠπείλησα, αἵματος κορέσω». Τὰ μὲν δὴ κατὰ τὴν Κύρου τελευτὴν τοῦ βίου πολλῶν λόγων λεγομένων ὅδε μοι ὁ πιθανώτατος εἴρηται.
Tomiri, poiché Ciro non l'aveva ascoltata, radunata tutta la propria forza, attaccò battaglia con Ciro.
Questa battaglia giudico che sia stata la più violenta tra tutte le battaglie mai avvenute fra uomini barbari.
E in effetti apprendo che essa avvenne in questo modo.
Si dice infatti che dapprima, tenendosi a distanza, si lanciassero frecce l'uno contro l'altro, poi invece, quando avevano esaurito i proiettili, si fossero avventati l'uno sull'altro con lance e pugnali.
Si combatté per lungo tempo e nessuno dei due volle cedere; alla fine i Massageti ebbero la meglio.
La gran parte dell'esercito persiano fu distrutta proprio lì, e Ciro stesso morì, dopo aver regnato in tutto ventinove anni.
Tomiri, riempito un otre di sangue umano, cercò tra i morti persiani il cadavere di Ciro; quando lo trovò, vi immerse la sua testa nell'otre.
e oltraggando il cadavere pronunciò queste parole:
«Tu hai distrutto me che ero viva e ti avevo sconfitto in battaglia, avendo catturato con l'inganno mio figlio; ma io, come ti avevo minacciato, ti sazierò di sangue».
Tra i molti racconti che circolano sulla fine della vita di Ciro, questo è quello che mi sembra più credibile.
130 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: «Tomiri, poiché Ciro non l'aveva ascoltata». La congiunzione ὡς introduce una temporale-causale, e il verbo ἐσήκουσε (aoristo di εἰσακούω) significa «prestare ascolto». Erodoto, nelle Storie I 214, presenta così la decisione di Tomiri di attaccare battaglia dopo che Ciro aveva respinto la sua proposta.
Erodoto afferma di scegliere la versione che ritiene più credibile (πιθανώτατος). Nelle Storie descrive uno scontro in due fasi: prima uno scambio di frecce a distanza, poi quando i proiettili sono esauriti i combattenti si avventano l'uno sull'altro con lance e pugnali. L'intensità e la durata del corpo a corpo, senza che nessuno dei due schieramenti cedesse, giustificano il suo giudizio.
Dopo la vittoria, Tomiri riempie un otre di sangue umano e, trovato il corpo di Ciro tra i caduti persiani, vi immerge la testa. Nelle Storie I 214 Erodoto riporta le sue parole: lo accusa di averle tolto il figlio con l'inganno e dichiara di mantenere la promessa di saziarlo di sangue.
Lo stesso passo (La morte di Ciro) lo trovi qui: