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Allos Idem · Vol. unico · pag. 84 · versione 9
Erodoto · Storie
Versione d’autore: Erodoto, Storie
Erodoto di Alicarnasso (V sec. a.C.) è il padre della storiografia greca. Le Storie narrano le guerre persiane inserendo ampi excursus etnografici. In questo celebre passo del libro III, Erodoto illustra il potere assoluto del costume (νόμος) citando l'esperimento mentale del re persiano Dario, che mette a confronto Greci e Indiani Callati sulle pratiche funebri, ricavandone che ciascun popolo ritiene i propri usi i migliori. Il brano si chiude con la citazione pindarica «la legge è regina di tutte le cose».
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Se infatti qualcuno proponesse a tutti gli uomini, invitandoli a scegliere le leggi più belle tra tutte le leggi, ciascuno, dopo averle esaminate, sceglierebbe le proprie. Così ciascuno ritiene di gran lunga le proprie leggi le più belle. Che tutti gli uomini la pensino così riguardo ai costumi, è possibile arguirlo da molte altre prove, e in particolare anche dalla seguente. Dario, durante il proprio regno, convocati i Greci presenti, chiese a quale prezzo avrebbero voluto mangiare i propri padri morenti. Essi dissero che non l'avrebbero fatto per nessuna somma. Dario in seguito, convocati gli Indiani chiamati Callati, che mangiano i propri genitori, chiese, mentre i Greci erano presenti e capivano attraverso un interprete ciò che veniva detto, per quale somma avrebbero accettato di bruciare nel fuoco i padri morenti. Essi, gridando forte, gli ordinarono di tacere. Così dunque stanno le cose riguardo ai costumi, e a ragione mi sembra che Pindaro abbia fatto bene, avendo affermato che la legge è regina di tutte le cose.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
Εἰ … προθείη … ἂν ἑλοίατο
→ Se qualcuno proponesse… ciascuno sceglierebbe
Protasi con ottativo aoristo (προθείη) e apodosi con ottativo + ἄν (ἑλοίατο ἂν): schema tipico greco per ipotesi possibile ma non attuale.
Compare nel periodo 1.
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νομίζουσι … καλλίστους … νόμους … εἶναι
→ ritengono che le proprie leggi siano le più belle
νομίζουσι regge l'infinito εἶναι con l'accusativo νόμους καλλίστους: costrutto standard del greco per le opinioni e le credenze.
Compare nel periodo 2.
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Δαρεῖος … καλέσας … εἴρετο
→ Dario, convocati i Greci, chiese
καλέσας («dopo aver convocato») è un participio aoristo congiunto a Δαρεῖος che esprime anteriorità rispetto all'azione principale εἴρετο.
Compare nel periodo 4.
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παρεόντων … Ἑλλήνων … μανθανόντων
→ mentre i Greci erano presenti e capivano
παρεόντων τῶν Ἑλλήνων καὶ μανθανόντων: genitivo assoluto con doppio participio che esprime circostanza contemporanea all'azione principale.
Compare nel periodo 6.
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Πίνδαρος … νόμον … βασιλέα φήσας εἶναι
→ avendo affermato che la legge è regina
φήσας εἶναι: participio aoristo di φημί che regge l'infinito εἶναι con accusativo doppio (νόμον βασιλέα); esprime la ragione per cui Pindaro è lodato.
Compare nel periodo 8.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Εἰ γάρ τις προθείη πᾶσι ἀνθρώποισι ἐκλέξασθαι κελεύων νόμους τοὺς καλλίστους ἐκ τῶν πάντων νόμων, διασκεψάμενοι ἂν ἑλοίατο ἕκαστοι τοὺς ἑωυτῶν· οὕτω νομίζουσι πολλόν τι καλλίστους τοὺς ἑωυτῶν νόμους ἕκαστοι εἶναι. [...] Ὡς δὲ οὕτω νενομίκασι τὰ περὶ τοὺς νόμους οἱ πάντες ἄνθρωποι, πολλοῖσί τε καὶ ἄλλοισι τεκμηρίοισι πάρεστι σταθμώσασθαι, ἐν δὲ δὴ καὶ τῷδε. Δαρεῖος ἐπὶ τῆς ἑωυτοῦ ἀρχῆς καλέσας Ἑλλήνων τοὺς παρεόντας εἴρετο ἐπὶ κόσῳ ἂν χρήματι βουλοίατο τοὺς πατέρας ἀποθνήσκοντας κατασιτέεσθαι· οἱ δὲ ἐπ' οὐδενὶ ἔφασαν ἔρδειν ἂν τοῦτο. Δαρεῖος δὲ μετὰ ταῦτα καλέσας Ἰνδῶν τοὺς καλεομένους Καλλατίας, οἳ τοὺς γονέας κατεσθίουσι, εἴρετο, παρεόντων τῶν Ἑλλήνων καὶ δι' ἑρμηνέος μανθανόντων τὰ λεγόμενα, ἐπὶ τίνι χρήματι δεξαίατ' ἂν τελευτῶντας τοὺς πατέρας κατακαίειν πυρί· οἱ δὲ ἀμβώσαντες μέγα εὐφημέειν μιν ἐκέλευον. Οὕτω μέν νυν ταῦτα νενόμισται, καὶ ὀρθῶς μοι δοκέει Πίνδαρος ποιῆσαι, νόμον πάντων βασιλέα φήσας εἶναι.
Se infatti qualcuno proponesse a tutti gli uomini, invitandoli a scegliere le leggi più belle tra tutte le leggi, ciascuno, dopo averle esaminate, sceglierebbe le proprie.
Così ciascuno ritiene di gran lunga le proprie leggi le più belle.
Che tutti gli uomini la pensino così riguardo ai costumi, è possibile arguirlo da molte altre prove, e in particolare anche dalla seguente.
Dario, durante il proprio regno, convocati i Greci presenti, chiese a quale prezzo avrebbero voluto mangiare i propri padri morenti.
Essi dissero che non l'avrebbero fatto per nessuna somma.
Dario in seguito, convocati gli Indiani chiamati Callati, che mangiano i propri genitori, chiese, mentre i Greci erano presenti e capivano attraverso un interprete ciò che veniva detto, per quale somma avrebbero accettato di bruciare nel fuoco i padri morenti.
Essi, gridando forte, gli ordinarono di tacere.
Così dunque stanno le cose riguardo ai costumi, e a ragione mi sembra che Pindaro abbia fatto bene, avendo affermato che la legge è regina di tutte le cose.
98 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: «Se infatti qualcuno proponesse a tutti gli uomini». In Erodoto, Storie III 38, apre un periodo ipotetico dell'eventualità che illustra il relativismo culturale: ogni popolo sceglierebbe i propri costumi come i migliori tra tutti.
I Callati (Καλλατίαι) erano una tribù indiana che, secondo Erodoto nelle Storie, praticava il consumo rituale dei cadaveri dei genitori. Dario li convoca insieme ai Greci per dimostrare che gli usi funebri sono radicalmente diversi da popolo a popolo.
La citazione pindarica significa «la legge (costume) è re di tutto». Erodoto la cita per concludere che il νόμος, ossia la norma consuetudinaria, esercita un potere assoluto sugli uomini determinandone valori e giudizi, e che nessun costume è universalmente superiore agli altri.
Lo stesso passo (La forza del νόμος) lo trovi qui: