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latino · Nepote
Nepote · De excellentibus ducibus exterarum gentium
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Nepote prosegue il De excellentibus ducibus con il ritratto di Timoteo, generale ateniese, e accenna al suo soggetto principale: un barbaro di straordinario valore e intelligenza, da identificare con Epaminonda di Tebe.
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Potremmo offrire molte testimonianze della vita moderata e saggia di Timoteo, ma ci accontenteremo di una sola, dalla quale si potrà facilmente arguire quanto fosse caro ai suoi. Quando Timoteo, ancora giovane, plaidava ad Atene, non solo amici e ospiti privati accorsero per difenderlo, ma tra loro anche Giasone, tiranno della Tessaglia, che allora era il più potente di tutti. Questi, non ritenendosi al sicuro in patria senza guardie, venne ad Atene senza alcuna scorta e tanto considerò l'ospitalità di Timoteo, che preferì affrontare il pericolo capitale piuttosto che venir meno a Timoteo mentre lottava per la fama. Eppure Timoteo successivamente, per ordine del popolo, fece guerra contro costui e giudicò che i diritti della patria fossero più sacri di quelli dell'ospitalità. Questa fu l'ultima età dei generali ateniesi, Ificrate, Cabrìa, Timoteo: né dopo la loro morte ci fu in quella città alcun generale degno di memoria. Vengo ora all'uomo più coraggioso e di massimo consiglio tra tutti i barbari, eccetto due Cartaginesi, Amilcare e Annibale. Su di lui riferirò più ampiamente, perché molte sue gesta sono più oscure e quelle che gli riuscirono favorevolmente accaddero non per la grandezza delle forze, ma per il consiglio, con cui allora superava tutti; se non si spiega la ragione di questo, i fatti non potranno apparire chiari.
[...] Timothei autem moderatae sapientisque vitae cum pleraque possimus proferre testimonia, uno erimus contenti, quod ex eo facile conici poterit, quam carus suis fuerit. Cum Athenis adulescentulus causam diceret, non solum amici privatique hospites ad eum defendendum convenerunt, sed etiam in eis Iason, tyrannus Thessaliae, qui illo tempore fuit omnium potentissimus. Hic cum in patria sine satellitibus se tutum non arbitraretur, Athenas sine ullo praesidio venit tantique hospitem fecit, ut mallet se capitis periculum adire quam Timotheo de fama dimicanti deesse. Hunc adversus tamen Timotheus postea populi iussu bellum gessit, patriae sanctiora iura quam hospitii esse duxit. Haec extrema fuit aetas imperatorum Atheniensium, Iphicratis, Chabriae, Timothei: neque post illorum obitum quisquam dux in illa urbe fuit dignus memoria. Venio nunc ad fortissimum virum maximique consilii omnium barbarorum exceptis duobus Carthaginiensibus, Hamilcare et Hannibale. De quo hoc plura referemus, quod et obscuriora sunt eius gesta pleraque et ea, quae prospere ei cesserunt, non magnitudine copiarum, sed consilii, quo tum omnes superabat, acciderunt; quorum nisi ratio explicata fuerit, res apparere non poterunt.
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I 115 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Potremmo offrire molte testimonianze della vita moderata e saggia di Timoteo, ma ci accontenteremo di una sola, dalla quale si potrà facilmente arguire quanto fosse caro ai suoi. È l'inizio della versione di Nepote, De excellentibus ducibus exterarum gentium.
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