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Allos Idem · Vol. unico · pag. 161 · versione 130
Platone · Fedone
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Versione d’autore: Platone, Fedone
Platone (428-348 a.C.) è il più influente filosofo greco antico, autore di dialoghi filosofici di straordinaria profondità. Il Fedone narra le ultime ore di Socrate condannato a morte, trattando dell'immortalità dell'anima. In questo brano il carceriere somministra il veleno a Socrate e ne verifica il progressivo intorpidimento degli arti, fino alle ultime parole sul gallo da restituire ad Asclepio.
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Egli, dopo aver camminato in giro, poiché disse che le gambe gli si appesantivano, si distese supino, come ordinava il carceriere, e nello stesso tempo costui, colui che aveva dato il veleno, toccandolo e dopo aver lasciato passare un po' di tempo, esaminava i piedi e le gambe; poi, dopo aver premuto fortemente il suo piede, gli chiese se avvertisse qualcosa, ed egli disse di no. E dopo questo di nuovo le tibie; e risalendo così ci mostrava che si stava raffreddando e irrigidendo. E lui stesso lo toccava e disse che, quando il freddo fosse giunto al cuore, allora sarebbe andato via. Ormai dunque quasi tutto ciò che era intorno all'addome gli si raffreddava, e scopertosi, poiché era stato coperto, disse ciò che pronunciò come ultima parola: «O Critone, disse, dobbiamo un gallo ad Asclepio; su, rendetelo e non ve ne dimenticate.» «Bene, disse Critone, sarà fatto; ma vedi se hai qualcos'altro da dire.» Avendo Critone chiesto queste cose, Socrate non rispose più nulla, ma dopo poco tempo ebbe un fremito, e il carceriere lo scoprì, ed egli aveva gli occhi fissi; vedendo ciò, Critone gli chiuse la bocca e gli occhi.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
αἰσθάνοιτο ὁ
→ se avvertisse qualcosa
εἰ αἰσθάνοιτο dipende da ἤρετο; il verbo è all'ottativo obliquo (dipendenza da un verbo principale al passato). Si traduce con il congiuntivo: 'se avvertisse qualcosa'.
Compare nel periodo 1.
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ὅτι ψύχοιτό … πήγνυτο
→ che si stava raffreddando e irrigidendo
ὅτι ψύχοιτό τε καὶ πήγνυτο è una proposizione dichiarativa con ottativo obliquo (dipendenza da ἐπεδείκνυτο imperfetto). Si traduce con l'indicativo imperfetto in italiano.
Compare nel periodo 2.
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ἐπειδὰν … γένηται
→ quando il freddo fosse giunto al cuore
ἐπειδὰν ... γένηται esprime una condizione eventuale nel futuro (ἐπειδάν + congiuntivo aoristo). Nel discorso indiretto dipendente da εἶπεν il congiuntivo si mantiene.
Compare nel periodo 3.
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τὰ … ψυχόμενα
→ ciò che era intorno all'addome gli si raffreddava
τὰ περὶ τὸ ἦτρον ψυχόμενα: il participio presente ψυχόμενα è predicativo e concorda con l'articolo neutro plurale τά (soggetto di ἦν). Si traduce 'le parti intorno all'addome si stavano raffreddando'.
Compare nel periodo 4.
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Ταῦτα ἐρομένου αὐτοῦ
→ Avendo Critone chiesto queste cose
Ταῦτα ἐρομένου αὐτοῦ: participio aoristo ἐρομένου + pronome αὐτοῦ al genitivo formano un genitivo assoluto con valore temporale. Il soggetto del GA (Critone) è diverso dal soggetto della principale (Socrate).
Compare nel periodo 6.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Ὁ δὲ περιελθών, ἐπειδὴ οἱ βαρύνεσθαι ἔφη τὰ σκέλη, κατεκλίνη ὕπτιος – οὕτω γὰρ ἐκέλευεν ὁ ἄνθρωπος – καὶ ἅμα ἐφαπτόμενος αὐτοῦ οὗτος ὁ δοὺς τὸ φάρμακον, διαλιπὼν χρόνον ἐπεσκόπει τοὺς πόδας καὶ τὰ σκέλη, κἄπειτα σφόδρα πιέσας αὐτοῦ τὸν πόδα ἤρετο εἰ αἰσθάνοιτο, ὁ δ' οὐκ ἔφη. Καὶ μετὰ τοῦτο αὖθις τὰς κνήμας· καὶ ἐπανιὼν οὕτως ἡμῖν ἐπεδείκνυτο ὅτι ψύχοιτό τε καὶ πήγνυτο. Καὶ αὐτὸς ἥπτετο καὶ εἶπεν ὅτι, ἐπειδὰν πρὸς τῇ καρδίᾳ γένηται αὐτῷ, τότε οἰχήσεται. Ἦδη οὖν σχεδόν τι αὐτοῦ ἦν τὰ περὶ τὸ ἦτρον ψυχόμενα, καὶ ἐκκαλυψάμενος – ἐνεκεκάλυπτο γάρ – εἶπεν ὃ δὴ τελευταῖον ἐφθέγξατο· «Ὦ Κρίτων, ἔφη, τῷ Ἀσκληπιῷ ὀφείλομεν ἀλεκτρυόνα· ἀλλὰ ἀπόδοτε καὶ μὴ ἀμελήσητε.» «Ἀλλὰ ταῦτα, ἔφη, ἔσται», ὁ Κρίτων, «ἀλλ' ὅra εἴ τι ἄλλο λέγεις.» Ταῦτα ἐρομένου αὐτοῦ οὐδὲν ἔτι ἀπεκρίνατο, ἀλλ' ὀλίγον χρόνον διαλιπὼν ἐκινήθη τε καὶ ὁ ἄνθρωπος ἐξεκάλυψεν αὐτόν, καὶ ὃς τὰ ὄμματα ἔστησεν· ἰδὼν δὲ ὁ Κρίτων συνέλαβε τὸ στόμα καὶ τοὺς ὀφθαλμούς.
Egli, dopo aver camminato in giro, poiché disse che le gambe gli si appesantivano, si distese supino, come ordinava il carceriere, e nello stesso tempo costui, colui che aveva dato il veleno, toccandolo e dopo aver lasciato passare un po' di tempo, esaminava i piedi e le gambe; poi, dopo aver premuto fortemente il suo piede, gli chiese se avvertisse qualcosa, ed egli disse di no.
E dopo questo di nuovo le tibie; e risalendo così ci mostrava che si stava raffreddando e irrigidendo.
E lui stesso lo toccava e disse che, quando il freddo fosse giunto al cuore, allora sarebbe andato via.
Ormai dunque quasi tutto ciò che era intorno all'addome gli si raffreddava, e scopertosi, poiché era stato coperto, disse ciò che pronunciò come ultima parola: «O Critone, disse, dobbiamo un gallo ad Asclepio; su, rendetelo e non ve ne dimenticate.»
«Bene, disse Critone, sarà fatto; ma vedi se hai qualcos'altro da dire.»
Avendo Critone chiesto queste cose, Socrate non rispose più nulla, ma dopo poco tempo ebbe un fremito, e il carceriere lo scoprì, ed egli aveva gli occhi fissi; vedendo ciò, Critone gli chiuse la bocca e gli occhi.
110 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
Si traduce: 'Egli, dopo aver camminato, poiché disse che le gambe gli si appesantivano'. In Platone, Fedone 117c, il participio aoristo περιελθών indica che Socrate ha già fatto la passeggiata prescritta, e la subordinata temporale-causale con ἐπειδή spiega il motivo per cui si distende.
Socrate chiede a Critone di offrire un gallo ad Asclepio, dio della medicina. Nel Fedone di Platone (118a) si tratta verosimilmente di un atto di ringraziamento: la morte è una guarigione dalla malattia della vita corporea, e Socrate vuole onorare il dio che ha portato la salvezza.
Ἐπεσκόπει è imperfetto di ἐπισκοπέω, 'esaminare', con due accusativi coordinati (τοὺς πόδας καὶ τὰ σκέλη). L'imperfetto sottolinea l'azione ripetuta e progressiva del carceriere nel controllare i piedi e le gambe di Socrate.
Lo stesso passo (Morte di Socrate) lo trovi qui: