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greco · Platone
Platone · Repubblica
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Platone (428-348 a.C.) conclude nella Repubblica la sua celebre allegoria della caverna con un'interpretazione esplicita: la prigione sotterranea corrisponde al mondo sensibile, il fuoco al sole visibile, l'ascesa verso la luce del sole al cammino dell'anima verso il mondo intellegibile. Vertice di questo percorso è l'Idea del Bene, causa di tutto ciò che è bello e giusto, tanto nel mondo visibile quanto in quello intellegibile.
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Questa immagine dunque, dissi io, caro Glaucone, va applicata tutta a quanto si è detto prima, assimilando la dimora che appare attraverso la vista a quella della prigione, e la luce del fuoco in essa alla potenza del sole; e considerando l'ascesa verso l'alto e la contemplazione delle cose di lassù come l'ascesa dell'anima verso il luogo intellegibile, non ti sbaglierai rispetto alla mia speranza, dal momento che desideri ascoltarla. Dio però sa se si trova ad essere vera. Ma le cose che a me appaiono appaiono così: nel mondo conoscibile l'idea del Bene è l'ultima a essere vista e a fatica, ma una volta vista si deve concludere che è causa per tutti di tutto ciò che è retto e bello, che nel mondo visibile ha generato la luce e il suo signore, e nel mondo intellegibile essa stessa signora offre verità e intelligenza, e che deve vederla chi intende agire saggiamente in privato o in pubblico.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
προσαπτέον ἅπασαν τοῖς
→ va applicata tutta a quanto si è detto
προσαπτέον è un aggettivo verbale di necessità impersonale (da προσάπτω): «si deve applicare». Regge il dativo τοῖς ... λεγομένοις come complemento di termine.
Compare nel periodo 1 · 2 volte in questo passo.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
οὖσα τυγχάνει
→ si trova ad essere vera
οὖσα τυγχάνει: τυγχάνω con participio predicativo significa «trovarsi per caso a essere»; qui esprime la riserva epistemica di Socrate sulla verità dell'allegoria.
Compare nel periodo 2.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Ταύτην τοίνυν, ἦν δ᾽ ἐγώ, τὴν εἰκόνα, ὦ φίλε Γλαύκων, προσαπτέον ἅπασαν τοῖς ἔμπροσθεν λεγομένοις, τὴν μὲν δι᾽ ὄψεως φαινομένην ἕδραν τῇ τοῦ δεσμωτηρίου οἰκήσει ἀφομοιοῦντα, τὸ δὲ τοῦ πυρὸς ἐν αὐτῇ φῶς τῇ τοῦ ἡλίου δυνάμει· τὴν δὲ ἄνω ἀνάβασιν καὶ θέαν τῶν ἄνω τὴν εἰς τὸν νοητὸν τόπον τῆς ψυχῆς ἄνοδον τιθεὶς οὐχ ἁμαρτήσῃ τῆς γ᾽ ἐμῆς ἐλπίδος, ἐπειδὴ ταύτης ἐπιθυμεῖς ἀκούειν. Θεὸς δέ που οἶδεν εἰ ἀληθὴς οὖσα τυγχάνει. Τὰ δ᾽ οὖν ἐμοὶ φαινόμενα οὕτω φαίνεται, ἐν τῷ γνωστῷ τελευταία ἡ τοῦ ἀγαθοῦ ἰδέα καὶ μόγις ὁρᾶσθαι, ὀφθεῖσα δὲ συλλογιστέα εἶναι ὡς ἄρα πᾶσι πάντων αὕτη ὀρθῶν τε καὶ καλῶν αἰτία, ἔν τε τῷ ὁρατῷ φῶς καὶ τὸν τούτου κύριον τεκοῦσα, ἔν τε νοητῷ αὐτὴ κυρία ἀλήθειαν καὶ νοῦν παρασχομένη, καὶ ὅτι δεῖ ταύτην ἰδεῖν τὸν μέλλοντα ἐμφρόνως πράξειν ἢ ἰδίᾳ ἢ δημοσίᾳ.
Questa immagine dunque, dissi io, caro Glaucone, va applicata tutta a quanto si è detto prima, assimilando la dimora che appare attraverso la vista a quella della prigione, e la luce del fuoco in essa alla potenza del sole; e considerando l'ascesa verso l'alto e la contemplazione delle cose di lassù come l'ascesa dell'anima verso il luogo intellegibile, non ti sbaglierai rispetto alla mia speranza, dal momento che desideri ascoltarla.
Dio però sa se si trova ad essere vera.
Ma le cose che a me appaiono appaiono così: nel mondo conoscibile l'idea del Bene è l'ultima a essere vista e a fatica, ma una volta vista si deve concludere che è causa per tutti di tutto ciò che è retto e bello, che nel mondo visibile ha generato la luce e il suo signore, e nel mondo intellegibile essa stessa signora offre verità e intelligenza, e che deve vederla chi intende agire saggiamente in privato o in pubblico.
110 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
Si traduce: «Questa immagine dunque, dissi io». Platone, nella Repubblica, con questa formula riprende esplicitamente l'allegoria appena narrata per darne l'interpretazione filosofica, collegando ogni elemento della caverna a un grado della conoscenza.
Nella Repubblica, l'Idea del Bene è il principio supremo della realtà intellegibile: si vede per ultima e a fatica, ma una volta vista si comprende che è causa di tutto ciò che è retto e bello. Nel mondo visibile genera la luce e il sole; nel mondo intellegibile offre verità e intelligenza a chi vuole agire con saggezza.
La frase significa: «nel mondo conoscibile l'idea del Bene è vista per ultima». Platone sottolinea nella Repubblica che l'Idea del Bene è il culmine del percorso conoscitivo, accessibile solo dopo aver contemplato tutte le idee inferiori; la sua visione richiede il massimo sforzo intellettuale.
Lo stesso passo (Il mito della caverna (4)) lo trovi qui: