Aggettivo verbale in -τέον (necessità)
Ταύτην τοίνυν, ἦν δ᾽ ἐγώ, τὴν εἰκόνα, ὦ φίλε Γλαύκων, προσαπτέον ἅπασαν τοῖς ἔμπροσθεν λεγομένοις, τὴν μὲν δι᾽ ὄψεως φαινομένην ἕδραν τῇ τοῦ δεσμωτηρίου οἰκήσει ἀφομοιοῦντα, τὸ δὲ τοῦ πυρὸς ἐν αὐτῇ φῶς τῇ τοῦ ἡλίου δυνάμει· τὴν δὲ ἄνω ἀνάβασιν καὶ θέαν τῶν ἄνω τὴν εἰς τὸν νοητὸν τόπον τῆς ψυχῆς ἄνοδον τιθεὶς οὐχ ἁμαρτήσῃ τῆς γ᾽ ἐμῆς ἐλπίδος, ἐπειδὴ ταύτης ἐπιθυμεῖς ἀκούειν.
Questa immagine dunque, dissi io, caro Glaucone, va applicata tutta a quanto si è detto prima, assimilando la dimora che appare attraverso la vista a quella della prigione, e la luce del fuoco in essa alla potenza del sole; e considerando l'ascesa verso l'alto e la contemplazione delle cose di lassù come l'ascesa dell'anima verso il luogo intellegibile, non ti sbaglierai rispetto alla mia speranza, dal momento che desideri ascoltarla.
προσαπτέον ἅπασαν τοῖς vale «va applicata tutta a quanto si è detto». προσαπτέον è un aggettivo verbale di necessità impersonale (da προσάπτω): «si deve applicare». Regge il dativo τοῖς ... λεγομένοις come complemento di termine.

