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greco · Platone
Platone · Fedro
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Platone scrive il Fedro come dialogo tra Socrate e il giovane Fedro, ambientato lungo le rive dell'Ilisso. In questo passo Fedro chiede a Socrate se crede nel mito del rapimento di Orizia da parte di Borea; Socrate risponde che potrebbe razionalizzare il mito, ma che questo richiederebbe troppo tempo e che preferisce occuparsi di se stesso, seguendo il precetto delfico 'conosci te stesso', piuttosto che speculare su creature favolose come centauri e chimere.
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FED. [...] Ma dimmi, per Zeus, o Socrate, tu credi che questo racconto mitico sia vero? SOC. Se non credessi, come i sapienti, non sarei fuori luogo, e poi, ragionando con sottile saggezza, direi che Orizia, mentre giocava con Farmacia vicino alle rocce vicine, fu spinta da un soffio di Borea, e che così, morta in tal modo, si disse che era stata rapita da Borea, o dall'Areopago; si racconta anche questa versione, che fu rapita di là e non di qui. Io, o Fedro, da un lato ritengo tali cose piacevoli, ma sono opera di un uomo troppo ingegnoso, industrioso e non molto fortunato, per nessun altro motivo, se non perché dopo questo deve correggere la figura dei centauri, e poi quella della chimera, e si riversa una folla di tali gorgoni e pegasi e di altri esseri prodigiosi di molteplice e assurda natura; e se qualcuno, non credendoci, vuole ricondurre ognuno di essi al verosimile, usando una rozza saggezza, avrà bisogno di molto tempo. Io invece non ho affatto tempo per esse; e la causa di ciò, o amico, è questa. Non sono ancora in grado, secondo il precetto delfico, di conoscere me stesso; e mi sembra davvero ridicolo, mentre ignoro ancora questo, esaminare le cose che mi sono estranee.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
πείθῃ ἀληθὲς εἶναι
→ credi che sia vero
πείθῃ regge l'infinito εἶναι con predicativo ἀληθές: 'credere che qualcosa sia vera'. Costrutto di discorso indiretto con verbo di credenza.
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
εἰ ἀπιστοίην … ἂν … εἴην
→ se non credessi, non sarei
Protasi con εἰ + ottativo presente (ἀπιστοίην), apodosi con ἄν + ottativo (εἴην, φαίην): periodo ipotetico della possibilità/irrealtà nel presente.
Compare nel periodo 2.
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δεινοῦ … ἐπιπόνου … ἀνδρός
δεινοῦ καὶ ἐπιπόνου ἀνδρός: genitivo di pertinenza che indica a chi appartiene o compete un'azione. 'È compito di un uomo ingegnoso e laborioso'.
Compare nel periodo 3.
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ἀγνοοῦντα … σκοπεῖν
→ mentre ignoro ancora questo, esaminare
ἀγνοοῦντα è participio presente in accusativo concordato con il soggetto implicito della proposizione infinitiva dipendente da φαίνεται, indicando contemporaneità: 'mentre ancora ignoro'.
Compare nel periodo 5.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
ΦΑΙ. [...] ἀλλ' εἰπὲ πρὸς Διός, ὦ Σώκρατες, σὺ τοῦτο τὸ μυθολόγημα πείθῃ ἀληθὲς εἶναι; ΣΩ. Ἀλλ' εἰ ἀπιστοίην, ὥσπερ οἱ σοφοί, οὐκ ἂν ἄτοπος εἴην, εἶτα σοφιζόμενος φαίην αὐτὴν πνεῦμα Βορέου κατὰ τῶν πλησίον πετρῶν σὺν Φαρμακείᾳ παίζουσαν ὦσαι, καὶ οὕτω δὴ τελευτήσασαν λεχθῆναι ὑπὸ τοῦ Βορέου ἀναρπαστον γεγονέναι – ἢ ἐξ Ἀρείου πάγου· λέγεται γὰρ αὖ καὶ οὗτος ὁ λόγος, ὡς ἐκεῖθεν ἀλλ' οὐκ ἐνθένδε ἡρπάσθη. Ἐγὼ δέ, ὦ Φαῖδρε, ἄλλως μὲν τὰ τοιαῦτα χαρίεντα ἡγοῦμαι, λίαν δὲ δεινοῦ καὶ ἐπιπόνου καὶ οὐ πάνυ εὐτυχοῦς ἀνδρός, κατ' ἄλlo μὲν οὐδέν, ὅτι αὐτῷ ἀνάγκη μετὰ τοῦτο τὸ τῶν Ἱπποκενταύρων εἶδος ἐπανορθοῦσθαι, καὶ αὖθις τὸ τῆς Χιμαίρας, καὶ ἐπιρρεῖ δὲ ὄχλος τοιούτων Γοργόνων καὶ Πηγάσων καὶ ἄλλων ἀμηχάνων πληθύν τε καὶ ἀτοπίαν τερατολόγων τινῶν φύσεων· αἷς εἴ τις ἀπιστῶν προσβιβᾷ κατὰ τὸ εἰκὸς ἕκαστον, ἀγροίκῳ τινὶ σοφίᾳ χρώμενος, πολλῆς αὐτῷ σχολῆς δεήσει. Ἐμοὶ δὲ πρὸς αὐτὰ οὐδαμῶς ἐστι σχολή· τὸ δὲ αἴτιον, ὦ φίλε, τούτου τόδε. Οὐ δύναμαί πω κατὰ τὸ Δελφικὸν γράμμα γνῶναι ἐμαυτόν· γελοῖον δή μοι φαίνεται τοῦτο ἔτι ἀγνοοῦντα τὰ ἀλλότρια σκοπεῖν.
FED. [...] Ma dimmi, per Zeus, o Socrate, tu credi che questo racconto mitico sia vero?
SOC. Se non credessi, come i sapienti, non sarei fuori luogo, e poi, ragionando con sottile saggezza, direi che Orizia, mentre giocava con Farmacia vicino alle rocce vicine, fu spinta da un soffio di Borea, e che così, morta in tal modo, si disse che era stata rapita da Borea, o dall'Areopago; si racconta anche questa versione, che fu rapita di là e non di qui.
Io, o Fedro, da un lato ritengo tali cose piacevoli, ma sono opera di un uomo troppo ingegnoso, industrioso e non molto fortunato, per nessun altro motivo, se non perché dopo questo deve correggere la figura dei centauri, e poi quella della chimera, e si riversa una folla di tali gorgoni e pegasi e di altri esseri prodigiosi di molteplice e assurda natura; e se qualcuno, non credendoci, vuole ricondurre ognuno di essi al verosimile, usando una rozza saggezza, avrà bisogno di molto tempo.
Io invece non ho affatto tempo per esse; e la causa di ciò, o amico, è questa.
Non sono ancora in grado, secondo il precetto delfico, di conoscere me stesso; e mi sembra davvero ridicolo, mentre ignoro ancora questo, esaminare le cose che mi sono estranee.
142 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: 'Ma dimmi, per Zeus, o Socrate, tu credi che questo racconto mitico sia vero?'. Nel Fedro di Platone è Fedro a interrogare Socrate sulla storicità del mito di Orizia, aprendo una riflessione sul metodo filosofico.
Socrate afferma che razionalizzare i miti richiederebbe molto tempo, perché dopo i centauri bisognerebbe sistemare le chimere, poi le gorgoni, i pegasi e una folla di altre creature assurde. Preferisce invece seguire il precetto delfico e conoscere se stesso, compito già di per sé difficile.
L'espressione allude al famoso 'Conosci te stesso' (γνῶθι σαυτόν) inciso sul tempio di Apollo a Delfi. Platone fa dire a Socrate che, finché non conosce se stesso, è ridicolo occuparsi di creature mitologiche che sono cose estranee.
Lo stesso passo (È ridicolo esaminare ciò che ci è estraneo) lo trovi qui: