Platone (428-348 a.C.) scrisse la Repubblica come dialogo sull'giustizia e la città ideale. Nel libro X affronta la critica alla poesia: i poeti imitano le apparenze senza conoscere la realtà. In questo brano Socrate sfida Glaucone: se Omero avesse davvero saputo educare gli uomini, non sarebbe stato lasciato errante come rapsodo, ma tenuto e venerato come i sofisti Protagora e Prodico.
Testo greco e traduzione italiana
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Ἀλλ'maοἴει,crediὦoΓλαύκων,Glauconeεἰseτῷnellaὄντirealtàοἷόςcapaceτ'diἦνeraπαιδεύεινeducareἀνθρώπουςuominiκαὶeβελτίουςmiglioriἀπεργάζεσθαιrendereὍμηρος,Omeroἅτεin quantoπερὶriguardo aτούτωνqueste coseοὐnonμιμεῖσθαιimitareἀλλὰmaγιγνώσκεινconoscereδυνάμενος,capaceοὐκnonἄρ'forseἂνparticella modaleπολλοὺςmoltiἑταίρουςcompagniἐποιήσατοsi procuròκαὶeἐτιμᾶτοera onoratoκαὶeἠγαπᾶτοera amatoὑπ'daαὐτῶν,loroἀλλὰmaΠρωταγόραςProtagoraμὲνda una parteἄραdunqueὁilἈβδηρίτηςAbderitaκαὶeΠρόδικοςProdicoὁilΚεῖοςdi Ceoκαὶeἄλλοιaltriπάμπολλοιmoltissimiδύνανταιriesconoτοῖςaiἐφ'del loroἑαυτῶνtempoπαριστάναιpersuadere/dimostrareἰδίᾳin privatoσυγγιγνόμενοιincontrandosiὡςcheοὔτεnéοἰκίανcasaοὔτεnéπόλινcittàτὴνla propriaαὑτῶνloroδιοικεῖνgovernareοἷοίcapaciτ'diἔσονται,sarannoἐὰνseμὴnonσφεῖςessi stessiαὐτῶνdi loroἐπιστατήσωσινsovrintendanoτῆςdellaπαιδείας,educazioneκαὶeἐπὶperταύτῃquestaτῇtaleσοφίᾳsapienzaοὕτωcosìσφόδραgrandementeφιλοῦνται,sono amatiὥστεcheμόνονquasiοὐκnonἐπὶsulleταῖςleκεφαλαῖςteste/spalleπεριφέρουσινportano in giroαὐτοὺςloroοἱiἑταῖροι·compagniὍμηρονOmerod'maἄραdunqueοἱiἐπ'del tempo diἐκείνου,quello/luiεἴπερse davveroοἷόςcapaceτ'diἦνeraπρὸςversoἀρετὴνvirtùὀνῆσαιgiovareἀνθρώπους,uominiἢoἩσίοδονEsiodoῥαψῳδεῖνrecitare come rapsodoἂνparticella modaleπεριιόνταςgirandoεἴων,lasciavanoκαὶeοὐχὶnonμᾶλλονpiuttostoἂνparticella modaleαὐτῶνdi loroἀντείχοντοsi tenevano strettiἢdiτοῦdell'χρυσοῦoroκαὶeἠνάγκαζονcostringevanoπαρὰpressoσφίσινse stessi/loroοἴκοιin casaεἶναι,essere/restareἢoppureεἰseμὴnonἔπειθον,convincevanoαὐτοὶessi stessiἂνparticella modaleἐπαιδαγώγουνfacevano da pedagogoὅπῃdovunqueᾖσαν,andasseroἕωςfinchéἱκανῶςsufficientementeπαιδείαςeducazioneμεταλάβοιεν;avessero ricevutoΠαντάπασιν,in tutto e per tuttoἔφη,disseδοκεῖςsembriμοι,a meὦoΣώκρατες,Socrateἀληθῆil veroλέγειν.dire
Traduzione in italiano
Ma credi, o Glaucone, che se Omero fosse stato davvero capace di educare gli uomini e renderli migliori, in quanto capace di conoscere queste cose e non solo di imitarle, non avrebbe forse avuto molti compagni e sarebbe stato onorato e amato da loro? Ma Protagora di Abdera e Prodico di Ceo e molti altri riescono a persuadere i loro contemporanei, incontrandoli in privato, che non saranno in grado di governare la propria casa né la propria città, se essi stessi non sovrintendano alla loro educazione, e per questa sapienza sono così grandemente amati che i loro compagni quasi li portano in trionfo sulle spalle; ma i contemporanei di Omero, se egli fosse stato davvero capace di giovare agli uomini nel cammino verso la virtù, avrebbero forse lasciato lui o Esiodo girare come rapsodi, e non avrebbero piuttosto tenuto a loro più dell'oro e li avrebbero costretti a restare in casa con loro, oppure, se non li convincevano, avrebbero fatto da pedagoghi ovunque andassero, finché non avessero ricevuto un'educazione sufficiente? In tutto e per tutto, disse, mi sembri dire il vero, o Socrate.
Ma credi, o Glaucone, che se Omero fosse stato davvero capace di educare gli uomini e renderli migliori, in quanto capace di conoscere queste cose e non solo di imitarle, non avrebbe forse avuto molti compagni e sarebbe stato onorato e amato da loro? Ma Protagora di Abdera e Prodico di Ceo e molti altri riescono a persuadere i loro contemporanei, incontrandoli in privato, che non saranno in grado di governare la propria casa né la propria città, se essi stessi non sovrintendano alla loro educazione, e per questa sapienza sono così grandemente amati che i loro compagni quasi li portano in trionfo sulle spalle; ma i contemporanei di Omero, se egli fosse stato davvero capace di giovare agli uomini nel cammino verso la virtù, avrebbero forse lasciato lui o Esiodo girare come rapsodi, e non avrebbero piuttosto tenuto a loro più dell'oro e li avrebbero costretti a restare in casa con loro, oppure, se non li convincevano, avrebbero fatto da pedagoghi ovunque andassero, finché non avessero ricevuto un'educazione sufficiente?
εἰ … ἦν … οὐκ … ἂν … ἐποιήσατο vale «se fosse stato davvero capace ... non avrebbe forse avuto». εἰ ... οἷός τ' ἦν (protasi con imperfetto indicativo) + οὐκ ἄρ' ἂν ἐποιήσατο (apodosi con ἄν + aoristo indicativo) forma un'ipotesi irreale nel passato. Il senso è: 'se fosse stato capace, avrebbe avuto compagni', ma di fatto non li aveva.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Analisi parola per parola
Le frasi della versione una per una, numerate. Tocca una parola per lemma, paradigma, analisi morfologica, funzione sintattica e significati.
1
Ma credi, o Glaucone, che se Omero fosse stato davvero capace di educare gli uomini e renderli migliori, in quanto capace di conoscere queste cose e non solo di imitarle, non avrebbe forse avuto molti compagni e sarebbe stato onorato e amato da loro? Ma Protagora di Abdera e Prodico di Ceo e molti altri riescono a persuadere i loro contemporanei, incontrandoli in privato, che non saranno in grado di governare la propria casa né la propria città, se essi stessi non sovrintendano alla loro educazione, e per questa sapienza sono così grandemente amati che i loro compagni quasi li portano in trionfo sulle spalle; ma i contemporanei di Omero, se egli fosse stato davvero capace di giovare agli uomini nel cammino verso la virtù, avrebbero forse lasciato lui o Esiodo girare come rapsodi, e non avrebbero piuttosto tenuto a loro più dell'oro e li avrebbero costretti a restare in casa con loro, oppure, se non li convincevano, avrebbero fatto da pedagoghi ovunque andassero, finché non avessero ricevuto un'educazione sufficiente?
Le parole sottolineate si aprono: toccane una.
Ἀλλ'congiunzione, congiunzione avversativa che apre il periodo con tono di sfida retorica: «ma; eppure».
οἴει (οἴομαι / οἶμαι, οἰήσομαι, ᾠήθην)verbo, indicativo presente 2ª singolare medio-passiva, coniugazione contratta in -εο, verbo principale della frase interrogativa: introduce la domanda retorica rivolta a glaucone: «credi; pensi».
In tutto e per tutto, disse, mi sembri dire il vero, o Socrate.
Παντάπασινavverbio.
ἔφηverbo.
δοκεῖςverbo.
μοιpronome.
ὦavverbio.
Σώκρατεςsostantivo.
ἀληθῆaggettivo.
λέγεινverbo.
Glossario e paradigmi
I 118 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
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καὶ×8
e
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particella modale
αὐτῶν×3
loro
ἢ×3
o
τ'×3
di
ἀλλὰ×2
ma
ἀνθρώπους×2
uomini
ἄρα×2
dunque
ΓλαύκωνΓλαύκων, -ωνος, m.×2
Glaucone
εἰ×2
se
ἐπὶ×2
per
ἦν×2
era
μὴ×2
non
ὁ×2
il
οἱ×2
i
οἷός×2
capace
οὐκ×2
non
οὔτε×2
né
παιδείας×2
educazione
d'
ma
Ἀβδηρίτης
Abderita
ἀληθῆ
il vero
ἀλλά
ma
ἄλλοι
altri
ἀντείχοντο
si tenevano stretti
ἀπεργάζεσθαι
rendere
ἄρ'
forse
ἀρετὴν
virtù
ἅτε
in quanto
αὐτοὶ
essi stessi
αὐτοὺς
loro
αὑτῶν
loro
βελτίους
migliori
γιγνώσκειν
conoscere
διοικεῖν
governare
δοκεῖς
sembri
δυνάμενος
capace
δύνανται
riescono
ἐὰν
se
ἑαυτῶν
tempo
εἶναι
essere/restare
εἴπερ
se davvero
εἴων
lasciavano
ἐκείνου
quello/lui
ἐπ'
del tempo di
ἐπαιδαγώγουν
facevano da pedagogo
ἔπειθον
convincevano
ἐπιστατήσωσιν
sovrintendano
ἐποιήσατο
si procurò
ἔσονται
saranno
ἑταῖροι
compagni
ἑταίρους
compagni
ἐτιμᾶτο
era onorato
ἐφ'
del loro
ἔφη
disse
ἕως
finché
ἠγαπᾶτο
era amato
ἠνάγκαζον
costringevano
ᾖσαν
andassero
Ἡσίοδον
Esiodo
ἰδίᾳ
in privato
ἱκανῶς
sufficientemente
Κεῖος
di Ceo
κεφαλαῖς
teste/spalle
λέγειν
dire
μᾶλλον
piuttosto
μὲν
da una parte
μεταλάβοιεν
avessero ricevuto
μιμεῖσθαι
imitare
μοι
a me
μόνον
quasi
οἰκίαν
casa
οἴκοι
in casa
οἷοί
capaci
οἴομαιοἴομαι / οἶμαι, οἰήσομαι, ᾠήθην
credi
Ὅμηρον
Omero
Ὅμηρος
Omero
ὀνῆσαι
giovare
ὄντi
realtà
ὅπῃ
dovunque
οὐ
non
οὕτω
così
οὐχὶ
non
παιδεύειν
educare
πάμπολλοι
moltissimi
Παντάπασιν
in tutto e per tutto
παρὰ
presso
παριστάναι
persuadere/dimostrare
περὶ
riguardo a
περιιόντας
girando
περιφέρουσιν
portano in giro
πόλιν
città
πολλοὺς
molti
Πρόδικος
Prodico
πρὸς
verso
Πρωταγόρας
Protagora
ῥαψῳδεῖν
recitare come rapsodo
σοφίᾳ
sapienza
συγγιγνόμενοι
incontrandosi
σφεῖς
essi stessi
σφίσιν
se stessi/loro
σφόδρα
grandemente
Σώκρατες
Socrate
ταῖς
le
ταύτῃ
questa
τῇ
tale
τὴν
la propria
τῆς
della
τοῖς
ai
τοῦ
dell'
τούτων
queste cose
τῷ
nella
ὑπ'
da
φιλοῦνται
sono amati
χρυσοῦ
oro
ὦ
o
ὡς
che
ὥστε
che
Domande frequenti su questa versione
Come si traduce «Ἀλλ' οἴει, ὦ Γλαύκων, εἰ τῷ ὄντι οἷός τ' ἦν παιδεύειν ἀνθρώπους»?
Si traduce: 'Ma credi, o Glaucone, che se Omero fosse stato davvero capace di educare gli uomini...'. Platone usa una condizione ipotetica nel passato per dimostrare che Omero, non avendo avuto discepoli fedeli, non possedeva una vera conoscenza dell'educazione.
Qual è la critica di Platone a Omero in questo passo della Repubblica?
Platone sostiene che se Omero avesse realmente saputo formare gli uomini alla virtù, come pretende la tradizione, non lo avrebbero lasciato girare come rapsodo: lo avrebbero tenuto presso di sé proprio come i contemporanei fanno con Protagora e Prodico. L'assenza di discepoli fedeli rivela che la sua sapienza era imitazione, non conoscenza vera.
Chi sono Protagora e Prodico nel contesto di questo brano?
Protagora di Abdera e Prodico di Ceo sono due dei più celebri sofisti del V secolo a.C. Platone li cita qui non per elogiarli, ma come controprova ironica: persino i sofisti, pur trasmettendo una sapienza inferiore, riuscivano ad attrarre discepoli devoti, mentre Omero, il presunto maestro supremo, non aveva alcun seguito stabile.
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