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greco · Platone
Platone · Simposio
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Il Simposio di Platone è un dialogo in cui vari personaggi pronunciano un elogio di Eros. In questo passo è Fedro a prendere la parola: egli sostiene che gli innamorati sono gli unici disposti a morire per il proprio amato, e ne dà prova con il mito di Alcesti, figlia di Pelia e moglie di Admeto. Alcesti sola accettò di morire al posto del marito, superando persino i suoi genitori nell'amore, e questa azione fu così bella agli occhi degli dèi che essi le consentirono di tornare dall'Ade.
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E in verità solo gli innamorati sono disposti a morire per un altro, non soltanto gli uomini, ma anche le donne. Di ciò anche Alcesti, figlia di Pelia, fornisce una prova sufficiente presso i Greci a favore di questo discorso: ella sola fu disposta a morire al posto del proprio marito, pur essendoci il padre e la madre di lui; ella li superò tanto nell'affetto a causa dell'amore, da dimostrare che erano estranei al figlio e parenti solo di nome. E avendo compiuto quest'azione, sembrò averla compiuta in modo così bello non solo agli uomini ma anche agli dèi, che, pur avendo molti compiuto molte e belle imprese, gli dèi concessero questo privilegio a pochissimi: che l'anima tornasse dall'Ade; ma quella di Alcesti la rimandarono su, ammirati dall'azione. Così anche gli dèi onorano soprattutto il coraggio e la virtù nell'amore.
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ὄντων … πατρός … μητρός
→ pur essendoci il padre e la madre di lui
ὄντων αὐτῷ πατρός τε καὶ μητρός: il genitivo assoluto con il participio ὄντων esprime la circostanza concessiva («pur essendoci padre e madre»); il dativo αὐτῷ è il possessore.
Compare nel periodo 2.
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ὥστε … ἐναι
→ cosicché l'anima tornasse dall'Ade
ὥστε + ἐναι esprime una conseguenza reale; l'infinito ἐναι dipende da ἔδοσαν γέρας («concessero come privilegio che l'anima tornasse»). La consecutiva con infinito indica la conseguenza come fatto.
Compare nel periodo 3.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Καὶ μὴν ὑπεραποθνῄσκειν γε μόνοι ἐθέλουσιν οἱ ἐρῶντες, οὐ μόνον ὅτι ἄνδρες, ἀλλὰ καὶ αἱ γυναῖκες. Τούτου δὲ καὶ ἡ Πελίου θυγάτηρ Ἄλκηστις ἱκανὴν μαρτυρίαν παρέχεται ὑπὲρ τοῦδε τοῦ λόγου εἰς τοὺς Ἕλληνας, ἐθελήσασα μόνη ὑπὲρ τοῦ αὑτῆς ἀνδρὸς ἀποθανεῖν, ὄντων αὐτῷ πατρός τε καὶ μητρός, οὢς ἐκείνη τοσοῦτον ὑπερεβάλετο τῇ φιλίᾳ διὰ τὸν ἔρωτα, ὥστε ἀποδεῖξαι αὐτοὺς ἀλλοτρίους ὄντας τῷ ὑεῖ καὶ ὀνόματι μόνον προσήκοντας, καὶ τοῦτ' ἐργασαμένη τὸ ἔργον οὕτω καλὸν ἔδοξεν ἐργάσασθαι οὐ μόνον ἀνθρώποις ἀλλὰ καὶ θεοῖς, ὥστε πολλῶν πολλὰ καὶ καλὰ ἐργασαμένων εὐαριθμήτοις δή τισιν ἔδοσαν τοῦτο γέρας οἱ θεοί, ἐξ Ἅιδου ἐναι πάλιν τὴν ψυχήν, ἀλλὰ τὴν ἐκείνης ἀνεῖσαν ἀγασθέντες τῷ ἔργῳ· οὕτω καὶ θεοὶ τὴν περὶ τὸν ἔρωτα σπουδήν τε καὶ ἀρετὴν μάλιστα τιμῶσιν.
E in verità solo gli innamorati sono disposti a morire per un altro, non soltanto gli uomini, ma anche le donne.
Di ciò anche Alcesti, figlia di Pelia, fornisce una prova sufficiente presso i Greci a favore di questo discorso: ella sola fu disposta a morire al posto del proprio marito, pur essendoci il padre e la madre di lui; ella li superò tanto nell'affetto a causa dell'amore, da dimostrare che erano estranei al figlio e parenti solo di nome.
E avendo compiuto quest'azione, sembrò averla compiuta in modo così bello non solo agli uomini ma anche agli dèi, che, pur avendo molti compiuto molte e belle imprese, gli dèi concessero questo privilegio a pochissimi: che l'anima tornasse dall'Ade; ma quella di Alcesti la rimandarono su, ammirati dall'azione.
Così anche gli dèi onorano soprattutto il coraggio e la virtù nell'amore.
97 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: «E in verità solo gli innamorati sono disposti a morire per un altro». In Platone, Simposio 179b, Fedro apre il suo elogio dell'amore sottolineando che la massima prova d'amore è la disponibilità al sacrificio della propria vita, esemplificata dal mito di Alcesti.
Alcesti è la figlia di Pelia e moglie di Admeto, re di Fere. Nel Simposio 179b-d, Platone la cita come esempio supremo di amore: ella scelse di morire al posto del marito quando nessun altro, nemmeno i suoi genitori, volle farlo. Gli dèi, ammirati dalla bellezza del gesto, le permisero di tornare viva dall'Ade.
Secondo Fedro nel Simposio, gli dèi onorano soprattutto il coraggio e la virtù nell'amore. Tra i molti che hanno compiuto belle imprese, solo a pochissimi hanno concesso il privilegio di tornare dall'Ade: Alcesti ne è l'esempio più illustre, grazie all'ammirazione degli dèi per la sua azione.
Lo stesso passo (Generosità di Alcesti) lo trovi qui: