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Allos Idem · Vol. unico · pag. 609 · versione 241
Plinio il Giovane · Epistulae
Versione d’autore: Plinio il Giovane, Epistulae
Plinio il Giovane scrive a Pomponio Basso, senatore che aveva ricoperto cariche importanti, lodandolo per come sa godersi il ritiro dalla vita pubblica. La lettera sviluppa il tema classico della divisione della vita tra i doveri verso lo Stato e il diritto al riposo nella vecchiaia, ispirandosi alla tradizione dello Stoa e ai modelli di Cicerone. Plinio chiude con il desiderio personale di poter anch'egli dedicarsi a quella stessa quiete.
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Gaio Plinio manda i suoi saluti a Pomponio Basso. Ho provato grande gioia quando ho saputo da amici comuni che tu, come si addice alla tua saggezza, sai disporre del riposo e sopportarlo, abitare in luoghi ameni, far esercitare il corpo ora in terra ora in mare, discutere molto, ascoltare molto, leggere molto e, pur sapendo moltissimo, imparare tuttavia qualcosa ogni giorno. Così deve invecchiare un uomo che abbia ricoperto le magistrature più importanti, abbia guidato eserciti e si sia dedicato interamente alla cosa pubblica per tutto il tempo in cui era conveniente. Dobbiamo infatti dedicare alla patria sia i primi sia i medi anni della vita, gli ultimi a noi stessi, come ci ricordano le stesse leggi, che restituiscono all'otium chi è anziano. Quando mi sarà lecito, quando per via dell'età sarà decoroso imitare quell'esempio di bellissima quiete? Quando i miei ritiri riceveranno non il nome di pigrizia, ma di tranquillità? Stammi bene.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
cognovi te … disponere … ferre habitare … agitare … disputare … audire … lectitare … addiscere
→ ho saputo che tu… sai disporre… abitare… discutere…
Il verbo cognovi regge una serie di proposizioni infinitive con soggetto te: disponere, ferre, habitare, agitare, disputare, audire, lectitare, addiscere. È il costrutto latino standard per il discorso indiretto.
Compare nel periodo 2.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
qui … gesserit … rexerit … obtulerit
→ che abbia ricoperto… abbia guidato… si sia dedicato
La relativa al congiuntivo perfetto (gesserit, rexerit, obtulerit) ha valore caratterizzante: descrive non un individuo preciso ma il tipo di uomo che merita di godersi l'otium in vecchiaia.
Compare nel periodo 3.
Scheda completa: Proposizione relativa con congiuntivo: qui gesserit, rexerit, obtuleritNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
et prima … et media … extrema nobis
→ sia i primi sia i medi… gli ultimi a noi
La struttura et prima… et media… (extrema) costruisce un chiasmo implicito tra i tempi della vita e i loro destinatari: patria riceve i primi e medi anni, noi stessi gli ultimi.
Compare nel periodo 4.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
C. Plinius Pomponio Basso suo s. Magnam cepi voluptatem, cum ex communibus amicis cognovi te, ut sapientia tua dignum est, et disponere otium et ferre, habitare amoenissime, et nunc terra nunc mari corpus agitare, multum disputare, multum audire multum lectitare, cumque plurimum scias, cotidie tamen aliquid addiscere. Ita senescere oportet virum, qui magistratus amplissimos gesserit, exercitus rexerit, totumque se rei publicae quam diu decebat obtulerit. Nam et prima vitae tempora et media patriae, extrema nobis impertire debemus, ut ipsae leges monent, quae maiorem annis otio reddunt. Quando mihi licebit, quando per aetatem honestum erit imitari istud pulcherrimae quietis exemplum? Quando secessus mei non desidiae nomen sed tranquillitatis accipient? Vale.
Gaio Plinio manda i suoi saluti a Pomponio Basso.
Ho provato grande gioia quando ho saputo da amici comuni che tu, come si addice alla tua saggezza, sai disporre del riposo e sopportarlo, abitare in luoghi ameni, far esercitare il corpo ora in terra ora in mare, discutere molto, ascoltare molto, leggere molto e, pur sapendo moltissimo, imparare tuttavia qualcosa ogni giorno.
Così deve invecchiare un uomo che abbia ricoperto le magistrature più importanti, abbia guidato eserciti e si sia dedicato interamente alla cosa pubblica per tutto il tempo in cui era conveniente.
Dobbiamo infatti dedicare alla patria sia i primi sia i medi anni della vita, gli ultimi a noi stessi, come ci ricordano le stesse leggi, che restituiscono all'otium chi è anziano.
Quando mi sarà lecito, quando per via dell'età sarà decoroso imitare quell'esempio di bellissima quiete?
Quando i miei ritiri riceveranno non il nome di pigrizia, ma di tranquillità?
Stammi bene.
99 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
Si traduce: 'Ho provato grande gioia quando ho saputo da amici comuni'. L'espressione voluptatem capere è idiomatica in latino per 'provare piacere, gioia'. La temporale cum con l'indicativo cognitivo indica il momento preciso in cui Plinio ha ricevuto la notizia.
Plinio sostiene, riprendendo un'idea ciceroniana, che i primi e i medi anni della vita vanno dedicati alla patria (magistrature, eserciti, vita pubblica), mentre la vecchiaia va riservata a noi stessi. Le stesse leggi romane, nota Plinio, esentano gli anziani dagli oneri pubblici, riconoscendo il diritto all'otium.
La lettera presenta una sintassi elaborata con numerose proposizioni infinitive, participi e costrutti impliciti. Particolarmente complessa è la frase sulla tripartizione della vita (prima, media, extrema vitae tempora), con il chiasmo tra i tempi della vita e i destinatari (patria/noi stessi).
Lo stesso passo (La vecchiaia sia riservata all'otium) lo trovi qui: