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Allos Idem · Vol. unico · pag. 594 · versione 216
Plinio il Vecchio · Naturalis historia
Versione d’autore: Plinio il Vecchio, Naturalis historia
Plinio il Vecchio (23–79 d.C.) nella Naturalis historia dedica ampio spazio alle meraviglie dell'arte antica. In questo brano descrive il Colosso di Rodi, la gigantesca statua del Sole alta settanta cubiti, opera di Carete di Lindo, allievo di Lisippo. Abbattuta da un terremoto dopo soli sessantasei anni, la statua era ancora oggetto di meraviglia anche adagiata a terra, tanto erano le dimensioni colossali delle sue membra.
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Ma tra tutte fu oggetto di ammirazione il Colosso del Sole a Rodi, che aveva costruito Carete di Lindo, discepolo del già citato Lisippo. Questa statua era alta settanta cubiti, abbattuta da un terremoto dopo sessantasei anni, ma anche giacente è un prodigio. In pochi riescono ad abbracciare il suo pollice; le sue dita sono più grandi della maggior parte delle statue. Vaste cavità si aprono nelle membra spezzate; all'interno si vedono blocchi di pietra di grande mole, con il cui peso chi l'aveva eretta l'aveva stabilizzata. Tramandano che fu realizzata in dodici anni con trecento talenti, che erano stati ricavati dalle macchine da guerra del re Demetrio lasciate per la noia del lungo assedio quando Rodi fu assediata. Nella stessa città ci sono altri cento colossi più piccoli di questo, ma ognuno di essi, ovunque fosse stato, avrebbe reso celebre il luogo, e oltre a questi cinque statue di dèi, che realizzò Briasside.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
quem fecerat Chares
→ che aveva costruito Carete di Lindo
La relativa 'quem fecerat Chares Lindius' ha come antecedente 'colossus' e introduce l'apposizione esplicativa con 'discipulus'.
Compare nel periodo 1 · 2 volte in questo passo.
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LXX cubitorum altitudinis
→ alta settanta cubiti
'LXX cubitorum altitudinis' è un genitivo di qualità/misura: indica l'altezza della statua mediante il genitivo partitivo-descrittivo.
Compare nel periodo 2.
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obsessa Rhodo
→ quando Rodi fu assediata
'obsessa Rhodo' è un ablativo assoluto che indica la circostanza temporale: quando Rodi era sotto assedio.
Compare nel periodo 5.
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fuissent nobilitaturi
→ avrebbe reso celebre il luogo
'nobilitaturi locum' con 'fuissent' forma la perifrastica attiva nel congiuntivo piuccheperfetto: indica ciò che ogni statua avrebbe fatto ovunque fosse stata collocata.
Compare nel periodo 6.
Scheda completa: Perifrastica attiva (futuro participio + fuissent)Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Ante omnes autem in admiratione fuit Solis colossus Rhodi, quem fecerat Chares Lindius, Lysippi supra dicti discipulus. LXX cubitorum altitudinis fuit hoc simulacrum, post LXVI annum terrae motu prostratum, sed iacens quoque miraculo est. Pauci pollicem eius amplectuntur, maiores sunt digiti quam pleraque statuae. Vasti specus hiant defractis membris; spectantur intus magnae molis saxa, quorum pondere stabiliverat eum constituens. Duodecim annis tradunt effectum CCC talentis, quae contigerant ex apparatu regis Demetrii relicto morae taedio obsessa Rhodo. Sunt alii centum numero in eadem urbe colossi minores hoc, sed ubicumque singuli fuissent, nobilitaturi locum, praeterque hos deorum quinque, quos fecit Bryaxis.
Ma tra tutte fu oggetto di ammirazione il Colosso del Sole a Rodi, che aveva costruito Carete di Lindo, discepolo del già citato Lisippo.
Questa statua era alta settanta cubiti, abbattuta da un terremoto dopo sessantasei anni, ma anche giacente è un prodigio.
In pochi riescono ad abbracciare il suo pollice; le sue dita sono più grandi della maggior parte delle statue.
Vaste cavità si aprono nelle membra spezzate; all'interno si vedono blocchi di pietra di grande mole, con il cui peso chi l'aveva eretta l'aveva stabilizzata.
Tramandano che fu realizzata in dodici anni con trecento talenti, che erano stati ricavati dalle macchine da guerra del re Demetrio lasciate per la noia del lungo assedio quando Rodi fu assediata.
Nella stessa città ci sono altri cento colossi più piccoli di questo, ma ognuno di essi, ovunque fosse stato, avrebbe reso celebre il luogo, e oltre a questi cinque statue di dèi, che realizzò Briasside.
94 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: «Ma tra tutte fu oggetto di ammirazione il Colosso del Sole a Rodi». Plinio il Vecchio, nella Naturalis historia, introduce così la descrizione di questa celebre statua, sottolineando con 'ante omnes' il suo primato tra le meraviglie artistiche del mondo antico.
Il Colosso fu costruito da Carete di Lindo, discepolo dello scultore Lisippo, come ricorda Plinio nella Naturalis historia. La statua era alta settanta cubiti e fu abbattuta da un terremoto dopo sessantasei anni dalla sua erezione. I Rodii non la riedificarono, avendo ricevuto un responso oracolare in tal senso.
Secondo Plinio, il Colosso fu realizzato in dodici anni con trecento talenti, somma ottenuta dalle macchine da guerra lasciate dal re Demetrio quando abbandonò l'assedio di Rodi. Internamente era stabilizzato da grandi massi di pietra, visibili nelle membra spezzate dopo la caduta.
Lo stesso passo (Il colosso di Rodi) lo trovi qui: