Accusativo con infinito
Non inutilem scio servatum esse a praeceptoribus meis morem, qui, cum pueros in classis distribuerant, ordinem dicendi secundum vires ingenii dabant, et ita superiore loco quisque declamabat ut praecedere profectu videbatur: huius rei iudicia praebebantur.
So che i miei maestri hanno conservato un'usanza non inutile: distribuiti i ragazzi in classi, assegnavano l'ordine delle declamazioni secondo le capacità dell'ingegno, e così ciascuno declamava dal posto più alto nella misura in cui sembrava avanzare nel profitto; si tenevano giudizi su questa cosa.
inutilem … servatum esse … morem vale «so che l'usanza è stata conservata». 'Non inutilem … morem servatum esse' è un accusativo con infinito passivo dipendente da 'scio': il soggetto dell'inf. è 'morem'.

