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latino · Quintiliano
Quintiliano · Institutio oratoria
Il brano appartiene all'Institutio oratoria di Quintiliano, il grande trattato pedagogico-retorico del I secolo d.C. In questo passo l'autore affronta una questione pratica: a quale lingua avviare per prima il bambino. Quintiliano consiglia di iniziare dal greco, perché il latino si apprende da soli per via ambientale, ma mette in guardia dall'eccesso: una formazione esclusivamente greca corrompe la pronuncia e le strutture del latino.
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Preferisco che il bambino inizi dalla lingua greca, perché il latino, che è in uso presso la maggior parte delle persone, lo assimilerà anche senza che noi lo vogliamo, e al tempo stesso perché deve essere istruito prima anche nelle discipline greche, da cui derivarono anche le nostre. Non vorrei tuttavia che ciò avvenisse in modo così esagerato da parlare o studiare solo in greco per lungo tempo, come è consuetudine per la maggior parte delle persone. Accade infatti che la bocca acquisisca moltissimi difetti nel suono straniero essendo corrotta, e che le strutture greche, una volta radicate con l'assidua consuetudine nel discorso, persistano con estrema tenacia anche in un diverso modo di parlare. Il latino dunque non deve seguire a grande distanza e deve procedere presto di pari passo. Così accadrà che, quando avremo iniziato a curare entrambe le lingue con uguale attenzione, nessuna delle due nuoccia all'altra.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
nobis nolentibus
→ anche senza che noi lo vogliamo
'Nobis nolentibus' è un ablativo assoluto con participio presente: indica la circostanza concessiva ('anche senza che noi lo vogliamo').
Compare nel periodo 1.
Scheda completa: Ablativo assolutoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ut … loquatur … discat
→ da parlare o studiare solo in greco
'Ut … loquatur aut discat' è una consecutiva dipendente da 'adeo … velim': esprime la conseguenza indesiderata dell'eccesso.
Compare nel periodo 2.
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ut … officiat
→ che nessuna delle due nuoccia all'altra
'Ita fiet ut … officiat' è una consecutiva: 'ita' anticipa la conseguenza positiva del metodo bilingue proposto da Quintiliano.
Compare nel periodo 5.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
A sermone Graeco puerum incipere malo, quia Latinum, qui pluribus in usu est, vel nobis nolentibus perbibet, simul quia disciplinis quoque Graecis prius instituendus est, unde et nostrae fluxerunt. Non tamen hoc adeo superstitiose fieri velim ut diu tantum Graece loquatur aut discat, sicut plerisque moris est. Hoc enim accidit et oris plurima vitia in peregrinum sonum corrupti et sermonis, cui cum Graecae figurae adsidua consuetudine haeserunt, in diversa quoque loquendi ratione pertinacissime durant. Non longe itaque Latina subsequi debent et cito pariter ire. Ita fiet ut, cum aequali cura linguam utramque tueri coeperimus, neutra alteri officiat.
Preferisco che il bambino inizi dalla lingua greca, perché il latino, che è in uso presso la maggior parte delle persone, lo assimilerà anche senza che noi lo vogliamo, e al tempo stesso perché deve essere istruito prima anche nelle discipline greche, da cui derivarono anche le nostre.
Non vorrei tuttavia che ciò avvenisse in modo così esagerato da parlare o studiare solo in greco per lungo tempo, come è consuetudine per la maggior parte delle persone.
Accade infatti che la bocca acquisisca moltissimi difetti nel suono straniero essendo corrotta, e che le strutture greche, una volta radicate con l'assidua consuetudine nel discorso, persistano con estrema tenacia anche in un diverso modo di parlare.
Il latino dunque non deve seguire a grande distanza e deve procedere presto di pari passo.
Così accadrà che, quando avremo iniziato a curare entrambe le lingue con uguale attenzione, nessuna delle due nuoccia all'altra.
84 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
Si traduce: 'Preferisco che il bambino inizi dalla lingua greca'. Quintiliano usa 'malo' con l'infinitiva per esprimere la sua preferenza pedagogica, giustificata dal fatto che il latino si assorbe naturalmente dall'ambiente.
Perché il latino, essendo la lingua di uso quotidiano, viene acquisito spontaneamente anche senza insegnamento esplicito. Il greco invece, essendo lingua straniera, richiede uno studio mirato sin dall'infanzia. Inoltre, le discipline umanistiche romane derivano da quelle greche.
Se un bambino parla e studia solo in greco per lungo tempo, la sua bocca si abitua ai suoni greci e i costrutti sintattici greci si radicano così profondamente da persistere anche quando poi parla latino, inquinandone la pronuncia e la struttura.
Lo stesso passo (Importanza dello studio del greco e del latino) lo trovi qui: