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greco · Senofonte
Senofonte · Ierone
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Senofonte, storico e allievo di Socrate vissuto tra V e IV secolo a.C., mette in scena nel dialogo Ierone una conversazione tra il tiranno Ierone e il poeta Simonide. In questo passo il tiranno spiega perché il potere lo costringe a compiti che gli rendono impossibile essere amato come un privato cittadino.
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«Se dunque voi ottenete grazie maggiori a partire da servigi uguali, come non è opportuno che voi, quando siete in grado di giovare compiendo azioni molteplici e avete la possibilità di donare molteplici cose, siate amati molto più dei privati cittadini?» E Ierone, rispondendo subito, disse: «Per Zeus, o Simonide, è necessario che noi ci occupiamo di molte più cose rispetto ai privati cittadini, anche di quelle per cui gli uomini si attirano odio. Bisogna infatti procurarsi denaro, se intendiamo avere di che spendere per le necessità, bisogna custodire ciò che richiede custodia, punire gli ingiusti e impedire a coloro che vogliono commettere violenza di farlo; e quando si presenti l'occasione di muoversi rapidamente, sia per terra che per mare, non bisogna dare licenza a chi agisce con negligenza. Inoltre, un tiranno ha bisogno di mercenari; ma non c'è peso più gravoso di questo per i cittadini. Infatti non credono che questi siano mantenuti dai tiranni per uguaglianza di diritti, ma per brama di possesso».
«Ὁπότε γε μὴν ἐκ τῶν ἴσων ὑπουργημάτων μειζόνων χαρίτων ὑμεῖς τυγχάνετε, πῶς οὐκ ἐπειδὰν γε ὑμεῖς πολλαπλάσια μὲν διαπράττοντες ὠφελεῖν δύνησθε, πολλαπλάσια δὲ δωρεῖσθαι ἔχητε, ὑμᾶς καὶ πολὺ μᾶλλον φιλεῖσθαι τῶν ἰδιωτῶν προσήκει;» Καὶ ὁ Ἱέρων εὐθὺς ὑπολαβών, «Ὅτι νὴ Δί’, ἔφη, ὦ Σιμωνίδη, καὶ ἐξ ὧν ἀπεχθάνονται ἄνθρωποι, ἡμᾶς πολὺ πλείω τῶν ἰδιωτῶν ἀνάγκη ἐστὶ πραγματεύεσθαι. Πρακτέον μέν γε χρήματα, εἰ μέλλομεν ἕξειν δαπανᾶν εἰς τὰ δέοντα, ἀναγκαστέον δὲ φυλάττειν ὅσα δεῖται φυλακῆς, κολαστέον δὲ τοὺς ἀδίκους, κωλυτέον δὲ τοὺς ὑβρίζειν βουλομένους· καὶ ὅταν γε τάχους καιρὸς παραστῇ ἢ πεζῇ ἢ κατὰ θάλατταν ἐξορμᾶσθαι, οὐκ ἐπιτρεπτέον τοῖς ῥᾳδιουργοῦσιν. Ἔτι δὲ μισθοφόρων μὲν ἀνδρὶ τυράννῳ δεῖ· τούτου δὲ βαρύτερον φόρημα οὐδέν ἐστι τοῖς πολίταις. Οὐ γὰρ τυράννοις ἰσοτιμίας, ἀλλὰ πλεονεξίας ἕνεκα νομίζουσι τούτους τρέφεσθαι».
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I 91 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Perché deve procurarsi denaro, punire gli ingiusti e servirsi di mercenari, cose che gli attirano odio, e i mercenari sono mantenuti per brama di possesso e non per uguaglianza di diritti.
Altri passi di Senofonte già tradotti e analizzati.