Participio congiunto
Ως δε τουτω τω τροπω η τε βουλη ουδεν αντειπουσα υπεξηλθε και οι αλλοι πολιται ουδεν ενεωτεριζον, αλλ' ησυχαζον, οι δε τετρακοσιοι εσελθοντες ες το βουλευτηριον τοτε μεν πρυτανεις τε σφων αυτων απεκληρωσαν και οσα προς τους θεους ευχαις και θυσιαις καθισταμενοι ες την αρχην εχρησαντο, υστερον δε πολυ μεταλλαξαντες της του δημου διοικησεως (πλην τους φευγοντας ου κατηγον του Αλκιβιαδου ενεκα) τα τε αλλα ενεμον κατα κρατος την πολιν.
Poiché in questo modo il consiglio si ritirò senza opporre alcuna obiezione e gli altri cittadini non tentarono alcun rivolgimento, ma restarono tranquilli, i Quattrocento, entrati nel consiglio, allora sorteggiarono tra loro i pritani e, dopo aver compiuto verso gli dèi le pratiche consuete di preghiere e sacrifici per l'assunzione della carica, in seguito, mutando notevolmente il sistema di governo del popolo (tranne che non richiamarono gli esuli, a causa di Alcibiade), amministrarono per il resto la città con il pugno di ferro.
εσελθοντες … απεκληρωσαν vale «entrati nel consiglio... sorteggiarono». ἐσελθόντες, riferito ai Quattrocento, esprime un'azione anteriore rispetto al verbo principale ἀπεκλήρωσαν: 'entrati... sorteggiarono'.

