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Morfologia del verbo · Latino
Il sostantivo verbale del latino: declina il verbo come un nome di seconda declinazione neutro, ma solo ai casi obliqui (genitivo, dativo, accusativo, ablativo).
da gerundum, «ciò che deve essere compiuto»: un sostantivo verbale che declina il verbo.
Scheda di grammatica di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
tempus
Il gerundio si comporta come un sostantivo neutro di seconda declinazione: genitivo -ndi, dativo/ablativo -ndo, accusativo -ndum (solo con ad). Non ha nominativo: al suo posto si usa l’infinito.
Tocca una parola o un pezzo della formula: si accendono insieme.
Una resa, molte sfumature
il tempo di amare
per leggere
imparando, leggendo
dedicandosi
Il gerundio è il sostantivo verbale del latino: esprime un’azione come se fosse un nome. Si forma aggiungendo -ndi, -ndo, -ndum, -ndo al tema del verbo (identico alla prima parte del gerundivo -ndus). Si usa solo al singolare e solo ai casi obliqui: genitivo, dativo, accusativo (solo con preposizione ad), ablativo. Il nominativo mancante è sostituito dall’infinito presente.
Detto anche:GerundioGerundio latinoSostantivo verbaleForme del gerundioamandi amando amandum
| Caso | Forma | Uso |
|---|---|---|
| Nominativo | (= infinito: amare) | sostituito dall’infinito |
| Genitivo | ama-ndi | causa, scopo, oggettiva: «di amare» |
| Dativo | ama-ndo | fine: «per amare» (raro) |
| Accusativo | ama-ndum (con ad) | scopo: «per amare» (con ad) |
| Ablativo | ama-ndo | mezzo, modo, causa: «amando» |
Il nominativo non esiste: si usa l’infinito. Il dativo è rarissimo. L’accusativo si usa quasi solo con la preposizione ad per esprimere lo scopo. L’ablativo è la forma più frequente.
| Coniugazione | Genitivo | Dativo/Ablativo | Accusativo |
|---|---|---|---|
| I (amare) | ama-ndi | ama-ndo | ama-ndum |
| II (monere) | mone-ndi | mone-ndo | mone-ndum |
| III (legere) | lege-ndi | lege-ndo | lege-ndum |
| III-io (capere) | capie-ndi | capie-ndo | capie-ndum |
| IV (audire) | audie-ndi | audie-ndo | audie-ndum |
La terza in -io (capere, facere) inserisce una -ie- davanti al suffisso -nd: capiendi. La IV coniugazione segue lo stesso schema: audiendi.
Le spie che lo tradiscono nel testo: quando le vedi, è lui.
Suffisso -ndi / -ndo / -ndum / -ndo dopo il tema verbale
Ogni forma con -nd- declinata come un neutro della seconda è un gerundio (o gerundivo). Per il gerundio: non ha accordo con nessun nome; per il gerundivo: concorda in genere, numero, caso con un nome.
ars scribendi: l’arte di scrivere
Ablativo in -ndo (senza preposizione = mezzo/modo)
L’ablativo del gerundio senza preposizione esprime il mezzo o il modo dell’azione: «legendo docetur», «si impara leggendo». È la forma più frequente nelle versioni.
Discimus legendo.
Ad + accusativo in -ndum (scopo)
La costruzione ad + accusativo del gerundio esprime lo scopo: «ad discendum venit», «viene per imparare». Equivale alla proposizione finale.
Lo stesso costrutto rende in più modi: scegli la mossa secondo il rapporto logico.
Genitivo (-ndi): «di + infinito» o sostantivo verbale
Il genitivo del gerundio esprime la specificazione o il complemento di causa/scopo: «ars scribendi» = «l’arte di scrivere».
ars scribendi
l’arte di scrivere
Ablativo (-ndo): gerundio di modo o mezzo
L’ablativo senza preposizione esprime il mezzo, il modo o la causa: «legendo» = «leggendo, con il leggere». Il più comune nelle versioni.
multa legendo discimus
imparando molto leggendo
Ad + accusativo (-ndum): scopo
La costruzione ad + gerundio esprime lo scopo in modo equivalente alla finale implicita.
ad pacem petendam legatos misit
mandò ambasciatori per chiedere la pace
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Il gerundio non si accorda con nessun nome: è invariabile in genere e numero. Solo il caso cambia.
Confondere il gerundio col gerundivo: il gerundivo concorda con un nome (amandus, amanda, amandum).
Il gerundio non ha nominativo: per tradurre un soggetto verbale astratto si usa l’infinito.
Creare una forma *amandum al nominativo per fare da soggetto.
L’accusativo del gerundio si usa quasi solo con ad per lo scopo.
Usare il gerundio all’accusativo senza preposizione come complemento oggetto del verbo (funzione che spetta all’infinito).
ars scribendi (gerundio: genitivo, neutro, singolare)
ars scribenda (gerundivo: concorda con ars, femminile)
ars scribendi (gerundio: la forma è sempre neutro singolare)
È il sostantivo verbale del latino: esprime un’azione come se fosse un nome. Si forma con il suffisso -nd- (amandi, amando, amandum) e si declina come un sostantivo neutro di seconda declinazione, ma solo ai casi obliqui (genitivo, dativo, accusativo, ablativo). Il nominativo mancante è sostituito dall’infinito.
Si aggiunge il suffisso -nd- al tema del verbo, poi si aggiunge la desinenza del caso: genitivo -ndi, dativo/ablativo -ndo, accusativo -ndum (con ad). Per la prima coniugazione: amandi, amando, amandum. Per la terza: legendi, legendo, legendum.
Il gerundio è un sostantivo verbale invariabile in genere e numero (solo il caso cambia): ars scribendi. Il gerundivo è un aggettivo verbale che concorda in genere, numero e caso con il nome che accompagna: ars scribenda (femminile come ars). Quando un verbo transitivo ha un complemento oggetto, il latino spesso sostituisce la costruzione con gerundio + oggetto con quella gerundivo + nome concordato.
Il genitivo (-ndi) si traduce con «di + infinito» o con un sostantivo: «ars scribendi» = «l’arte di scrivere». L’ablativo (-ndo) si traduce con il gerundio italiano (-ando/-endo): «legendo» = «leggendo». L’accusativo con ad si traduce con «per + infinito»: «ad discendum» = «per imparare».