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Morfologia del verbo · Latino
Comandare è facile, vietare no: il latino non nega mai l’imperativo presente, ma cambia costruzione.
Scheda di grammatica di Versia, a cura di Tommaso · Aggiornato il
, amice.
Il divieto si costruisce con due parole: il latino nega la volontà, non l’azione.
Tocca una parola o un pezzo della formula: si accendono insieme.
Una resa, molte sfumature
Non avere paura.
Non avere paura.
Temi gli dèi.
L’imperativo latino ha due tempi: il presente, per un ordine immediato (ama, amate), e il futuro in -to e -tote, per una prescrizione che vale d’ora in avanti, tipica delle leggi. La negazione non si fa premettendo non: si usa noli o nolite con l’infinito, oppure ne con il congiuntivo perfetto.
Detto anche:Imperativo latinoImperativo negativo latinonoli nolitedic duc fac ferImperativo futuro latino
| Coniugazione | Presente sing. | Presente plur. | Futuro sing. | Futuro plur. |
|---|---|---|---|---|
| Prima (amo) | ama | amate | amato | amatote |
| Seconda (moneo) | mone | monete | moneto | monetote |
| Terza (lego) | lege | legite | legito | legitote |
| Quarta (audio) | audi | audite | audito | auditote |
| sum | es | este | esto | estote |
Quattro verbi hanno il singolare tronco: dic, duc, fac, fer. Il plurale è regolare, tranne fer, che fa ferte.
| noli con l’infinito | ne con il congiuntivo | |
|---|---|---|
| Forma | noli, nolite più infinito | ne più congiuntivo perfetto |
| Esempio | Noli timere | Ne timueris |
| Registro | prosa, uso comune | poesia, sentenze, tono secco |
| Si traduce | non temere | non temere |
Non si nega mai l’imperativo presente con non: "non ama" non è latino.
Le spie che lo tradiscono nel testo: quando le vedi, è lui.
Un verbo senza desinenza personale, all’inizio di frase
L’imperativo presente singolare è il tema puro: ama, mone, lege, audi. Al plurale aggiunge -te: amate, monete, legite, audite.
Audi me, fili.
noli o nolite seguiti da un infinito
È il divieto più comune in prosa. Non tradurre alla lettera "non volere": in italiano diventa un semplice imperativo negativo.
Nolite dubitare.
ne con un congiuntivo perfetto
Ne feceris, "non farlo". È il divieto secco, frequente in poesia e nelle sentenze. Con il congiuntivo presente il tono è più generale (ne facias).
Ne hoc feceris.
Un verbo in -to o -tote
È l’imperativo futuro: vale per il tempo a venire, e nelle leggi e nei proverbi resta la forma normale.
Memento mori.
Lo stesso costrutto rende in più modi: scegli la mossa secondo il rapporto logico.
Rendi noli con un imperativo negativo italiano
Sempre: la traduzione letterale è illeggibile.
Noli me tangere.
Non toccarmi.
Ricorda i quattro tronchi
dico, duco, facio e fero perdono la vocale finale al singolare: dic, duc, fac, fer. Al plurale tornano regolari (dicite, ducite, facite, ferte).
Dic mihi verum.
Dimmi la verità.
Imperativo futuro: usa il futuro italiano o un dovere
Nei testi normativi e nelle sentenze.
Regio imperio duo sunto.
Vi siano due magistrati con potere regio.
Il passivo dell’imperativo esiste
Raro con i verbi normali, normale con i deponenti: sequere vale "segui", hortamini vale "esortate".
Sequere me.
Seguimi.
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Il divieto si fa con noli più infinito, o con ne più congiuntivo.
Premettere non all’imperativo.
dic, duc, fac e fer sono imperativi, non temi nudi.
Cercarli sul vocabolario come parole a sé.
L’imperativo futuro guarda avanti.
Confondere amato (imperativo futuro) con amatus (participio).
Con i deponenti l’imperativo ha forma passiva.
Leggere sequere come un infinito passivo.
Noli hoc facere.
Non volere fare questo.
Non farlo.
Fac quod dico.
Il fatto che dico.
Fa’ quello che dico.
Al presente il singolare è il tema puro (ama, mone, lege, audi) e il plurale aggiunge -te (amate, monete, legite, audite). Il futuro aggiunge -to al singolare e -tote al plurale.
In due modi: noli o nolite con l’infinito (Noli timere) oppure ne con il congiuntivo perfetto (Ne timueris). L’imperativo presente non si nega mai con non.
Quattro: dic da dico, duc da duco, fac da facio, fer da fero. Perdono la vocale finale solo al singolare.
A dare una prescrizione valida da un certo momento in poi. È la forma delle leggi e delle formule solenni, e sopravvive in espressioni come memento mori.