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latino · Cicerone
Cicerone · De imperio Cn Pompei
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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Quale orazione si può trovare infatti pari alla virtù di Cn. Pompeo? Che cosa c'è che qualcuno possa portare, o degna di lui, o nuova per voi, o inaudita per chiunque? Non sono infatti soltanto quelle le virtù del generale, che comunemente si credono, la laboriosità negli affari, il coraggio nei pericoli, l'industria nell'agire, la celerità nel compiere, la prudenza nel provvedere: virtù che sono tanto grandi in quest'uomo solo, quanto non furono in tutti gli altri generali insieme, che abbiamo visto oppure udito dire. Testimone è l'Italia, che lui stesso, vincitore, ha confessato di essere stata liberata dalla virtù e dall'aiuto di Silla. Testimone è la Sicilia, che cinta da molti pericoli da ogni parte, non con il terrore della guerra, ma con la celerità della strategia ha liberato. Testimone è l'Africa, che, oppressa da grandi eserciti nemici, ha rigurgitato del sangue di quegli stessi nemici. Testimone è la Gallia, attraverso cui il cammino alle legioni nostre verso la Spagna è stato aperto con lo sterminio dei Galli. Testimone è la Spagna, che ha molto spesso visto molti nemici sconfitti e prostrati da questo generale. Testimone di nuovo e più volte è l'Italia, che quando era oppressa da una guerra servile orribile e pericolosa, ha chiesto aiuto da questo generale anche in sua assenza: questa guerra è stata attenuata e diminuita dall'attesa di lui, è stata tolta di mezzo e sepolta dal suo arrivo. Testimoni ora sono tutte le coste e tutti i popoli stranieri e le nazioni, infine tutti i mari, sia nel loro insieme, sia in ogni singola costa tutti i golfi e i porti.
Tam vero virtuti Cn. Pompei quae potest oratio par inveniri? Quid est quod quisquam aut illo dignum aut vobis novum aut cuiquam inauditum possit adferre? Neque enim illae sunt solae virtutes imperatoriae, quae volgo existimantur, labor in negotiis, fortitudo in periculis, industria in agendo, celeritas in conficiendo, consilium in providendo: quae tanta sunt in hoc uno, quanta in omnibus reliquis imperatoribus, quos aut vidimus aut audivimus, non fuerunt.Testis est Italia, quam ille ipse victor 1. Sulla huius virtute et subsidio confessus est liberata. Testis est Sicilia, quam multis undique cinctam periculis non terrore belli, sed consilii celeritate explicavit. Testis est Africa, quae, magnis oppressa hostium copiis, eorum ipsorum sanguine redundavit. Testis est Gallia, per quam legionibus nostris iter in Hispaniam Gallorum internecione patefactum est. Testis est Hispania, quae saepissime plurimos hostes ab hoc superatos prostratosque conspexit.Testis est iterum et saepius Italia, quae cum servili bello taetro periculosoque premeretur, ab hoc auxilium absente expetivit: quod bellum exspectatione eius attenuatum atque imminutum est, adventu sublatum ac sepultum. Testes nunc vero iam omnes orae atque omnes exterae gentes ac nationes, denique maria omnia cum universa, tum in singulis oris omnes sinus at portus.
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Lode di Pompeo sui manuali scolastici, con pagina e numero.
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