Consecutiva (tantum abest... uti)
Tum Brutus: ita prorsus, inquit, et antea putabam—audivi enim nuper eum studiose et frequenter Sami, cum ex eo ius nostrum pontificium, qua ex parte cum iure civili coniunctum esset, vellem cognoscere—et nunc meum iudicium multo magis confirmo testimonio et iudicio tuo; simul illud gaudeo, quod et aequalitas vestra et pares honorum gradus et artium studiorumque quasi finitima vicinitas tantum abest ab obtrectatione et invidia, quae solet lacerare plerosque, uti ea non modo non exulcerare vestram gratiam, sed etiam conciliare videatur.
Allora Bruto disse: «Lo pensavo assolutamente anche prima (l'ho infatti ascoltato con zelo e spesso a Samo, quando volevo apprendere da lui il nostro diritto pontificio, nella parte in cui era connesso col diritto civile), e ora confermo molto di più il mio giudizio con la tua testimonianza e il tuo giudizio; e nello stesso tempo mi rallegro che la vostra uguaglianza, la pari condizione negli onori e la quasi contiguità dei vostri studi e interessi siano tanto lontane dall'invidia e dal rancore, che di solito lacera i più, che non solo non inaspriscono la vostra amicizia, ma sembrano addirittura consolidarla».
tantum abest … uti vale «tanto lontane... che non solo non inaspriscono... ma sembrano consolidarla». La costruzione tantum abest... uti introduce una conseguenza negata e poi affermata: la rivalità non solo non inasprisce ma addirittura consolida l'amicizia.

