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greco · Aristotele
Aristotele · Costituzione degli Ateniesi
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Aristotele descrive nella Costituzione degli Ateniesi le riforme di Clistene che trasformarono l'organizzazione politica di Atene. Il riformatore divise il territorio in trenta demi distribuiti fra dieci tribù, e creò la comunità dei demoteri per garantire una partecipazione equilibrata alla vita civile.
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Innanzitutto divise tutti in dieci tribù al posto delle quattro, volendo mischiare il popolo affinché più persone partecipassero al governo; per questo motivo fu detto anche «non giudicare per tribù», contro coloro che volevano esaminare le stirpi. In seguito costituì il consiglio di cinquecento al posto di quattrocento, cinquanta da ciascuna tribù; prima allora erano cento. Per questo motivo non li organizzò in dodici tribù, affinché non gli capitasse di dividere il territorio secondo le tre parti preesistenti; infatti dalle quattro tribù precedenti c'erano dodici parti, così che il popolo non avrebbe potuto mescolarsi. E divise il territorio in trenta demi, dieci intorno alla città, dieci della costa, dieci dell'interno, e chiamando queste parti «triturgie», ne assegnò tre a sorteggio a ciascuna tribù, affinché ogni tribù partecipasse a tutte le regioni. E rese «demoteri» (compaesani) gli uni agli altri coloro che abitavano in ciascuno dei demi, affinché non essendo denominati dal padre si smascherassero i nuovi cittadini, ma fossero invece denominati dai demi; per questo motivo anche gli Ateniesi si chiamano dai demi.
Πρωτον μεν συνειμε παντας εις δεκα φυλας αντι των τετταρων, αναμειξαι βουλομενος, οπως μετασχωσι πλειους της πολιτειας: οθεν ελεχθη και το μη φυλοκρινειν προς τους εξεταζειν τα γενη βουλομενους. Επειτα την βουλην πεντακοσιους αντι τετρακοσιων κατεστησεν, πεντηκοντα εξ εκαστης φυλης: τοτε δ' ησαν εκατον. Δια τουτο δε ουκ εις δωδεκα φυλας συνεταξεν, οπως αυτω μη συμβαινη μεριζειν κατα τας προυπαρχουσας τριττυς: ησαν γαρ εκ τετταρων φυλων δωδεκα τριττυες, ωστ' ου συνεπιπτεν αν αναμισγεσθαι το πληθος. Διενειμε δε και την χωραν κατα δημους τριακοντα μερη, δεκα μεν των περι το αστυ, δεκα δε της παραλιας, δεκα δε της μεσογειου, και ταυτας επονομασας τριττυς, εκληρωσεν τρεις εις την φυλην εκαςτην, οπως εκαστη μετεχη παντων των τοπων. Και δημοτας εποιησεν αλληλων τους οικουντας εν εκαστω των δημων, ινα μη πατροθεν προσαγορευοντες εξελεγχωσιν τους νεοπολιτας, αλλα των δημων αναγορευωσιν: οθεν και καλουσιν Αθηναιοι σφας αυτους των δημων.
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I 82 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Innanzitutto divise tutti in dieci tribù al posto delle quattro, volendo mischiare il popolo affinché più persone partecipassero al governo; per questo motivo fu detto anche «non giudicare per tribù», contro coloro che volevano esaminare le stirpi. È l'inizio della versione di Aristotele, Costituzione degli Ateniesi.
Secondo la Costituzione degli Ateniesi di Aristotele, il territorio fu diviso in trenta demi (dieci urbani, dieci costieri, dieci interni) distribuiti fra le dieci tribù, permettendo a ogni tribù di possedere terre in diverse regioni e garantendo una rappresentanza equa.
Altri passi di Aristotele già tradotti e analizzati.