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greco · Aristotele
Aristotele · Costituzione degli Ateniesi
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Aristotele nella Costituzione degli Ateniesi racconta il conflitto tra Teramene e i Trenta tiranni durante il governo oligarchico di Atene. Teramene propone di moderare la violenza e condividere il potere con i cittadini migliori, ma i Trenta lo ignorano e gestiscono ipocritamente l'iscrizione dei tremila, cancellando e aggiungendo nomi a piacimento.
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Mentre la città soffriva così, Teramene, indignato per quello che accadeva, consigliava ai Trenta di cessare la violenza e di condividere il potere con i migliori cittadini. Loro dapprima si opposero, ma quando i discorsi si diffusero tra la popolazione e i molti stavano bene con Teramene, temendo che diventasse capo del popolo e rovesciasse la loro tirannide, iscrissero tremila cittadini, così da condividere il governo con loro. Teramene allora di nuovo li rimprovera per questo: primo, perché volendo condividere il potere solo con tremila uomini probi, lo condividono come se la virtù fosse circoscritta a questo numero; secondo, perché commettono due cose del tutto contrarie, rendendo il governo violento e i governati più deboli. Loro non badarono a queste critiche, ma rimandarono a lungo l'iscrizione dei tremila e conservavano presso di sé quelli che erano stati nominati; quando poi parve loro di doverli rendere pubblici, cancellarono alcuni di quelli iscritti e ne iscrissero altri dall'esterno.
Ουτως δε της πολεως υποφερομενης, Θηραμενης αγανακτων επι τοις γιγνομενοις, της μεν ασελγειας τοις τριακοντα παρηνει παυεσθαι, μεταδιδοναι δε των πραγματων τοις βελτιστοις. Οι δε πρωτον εναντιουμενοι, επει διεσπειροντο οι λογοι προς το πληθος και προς τον Θηραμενην οικειως ειχον οι πολλοι, φοβουμενοι μη προστατης γιγνομενος του δημου καταλυη την δυναστειαν, κατελεγον των πολιτων τρισχιλιους, ως μεταδιδοιεν της πολιτειας. Θηραμενης δε παλιν επιτιμοι και τουτοις, πρωτον μεν οτι βουλομενοι μεταδιδοναι τοις επιεικεσι τρισχιλιοις μονοις μεταδιδοασι, ως εν τουτω τω πληθει της αρετης οριζομενης, επειθ' δτι δυο τα εναντιωτατα ποιουσιν, βιαιον τε την αρχην και των αρχομενων ηττω κατασκευαζοντες. Οι δε τουτων μεν ωλιγωρουν, τον δε καταλογον των τρισχιλιων πολυν μεν χρονον υπερεβαλλοντο και παρ' αυτοις εφυλαττον τους εγνωσμενους, οτε δε και εδοκει αυτοις εκφερειν, τους μεν εξηλειφον των εγγεγραμμενων, τους δ' αντενεγραφον των εξωθεν.
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I 76 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Mentre la città soffriva così, Teramene, indignato per quello che accadeva, consigliava ai Trenta di cessare la violenza e di condividere il potere con i migliori cittadini. È l'inizio della versione di Aristotele, Costituzione degli Ateniesi.
Teramene nella Costituzione degli Ateniesi di Aristotele critica il piano perché i Trenta vogliono condividere il potere solo apparentemente: inscrivono tremila cittadini come se la virtù fosse limitata a quel numero, e inoltre creano una contraddizione fra un governo violento e cittadini deboli, senza davvero cedere il loro potere assoluto.
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