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greco · Aristotele
Aristotele · Metafisica
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Aristotele nella Metafisica definisce il movimento come l'atto di ciò che è in potenza. Mostra come il movimento non è una realtà separata dagli enti, ma segue le categorie dell'essere ed esiste in tante varietà quante sono queste categorie.
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L'atto puro è tale, la potenza invece è potenzialità, e la potenza è insieme atto e potenza: l'uno è sostanza, l'altro quantità, gli altri delle restanti categorie. Non esiste dunque un movimento distinto dagli enti; infatti si muta sempre secondo le categorie dell'ente, e non c'è nulla di comune su queste cose che non sia in una sola categoria. Ogni cosa si presenta in doppio modo in tutti i casi (per esempio il 'questo': l'uno è forma l'altro privazione, e secondo la qualità l'uno è bianco l'altro nero, e secondo la quantità l'uno è completo l'altro incompleto, e secondo il movimento l'uno verso l'alto l'altro verso il basso, o pesante e leggero); cosicché tanti sono i generi del movimento e del mutamento quante sono le categorie dell'ente. Diviso poi secondo ciascun genere il 'secondo la potenza' dal 'secondo l'atto', chiamo movimento l'atto di ciò che è secondo la potenza, della sorta che è.
Εστι δε το μεν ενεργεια μονον το δε δυναμει το δε δυναμει και ενεργεια, το μεν ον το δε ποσον το δε των λοιπων. Ουκ εστι δε τις κινησις παρα τα πραγματα· μεταβαλλει γαρ αει κατα τας του οντος κατηγοριας, κοινον δ' επι τουτων ουδεν εστιν ο ουδ' εν μια κατηγορια. Εκαστον δε διχως υπαρχει πασιν (οιον το τοδε - το μεν γαρ μορφη αυτου το δε στερησις - και κατα το ποιον το μεν λευκον το δε μελαν, και κατα το ποσον το μεν τελειον το δε ατελες, και κατα φοραν το μεν ανω το δε κατω, η κουφον και βαρυ)· ωστε κινησεως και μεταβολης τοσαυτ' ειδη οσα του οντος. Διηρημενου δε καθ' εκαστον γενος του μεν δυναμει του δ' εντελεχεια, την του δυναμει η τοιουτον εστιν ενεργειαν λεγω κινησιν.
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I 59 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
L'atto puro è tale, la potenza invece è potenzialità, e la potenza è insieme atto e potenza: l'uno è sostanza, l'altro quantità, gli altri delle restanti categorie. È l'inizio della versione di Aristotele, Metafisica.
Aristotele define il movimento come l'atto di ciò che è in potenza, in quanto tale: esso non è una realtà separata dagli enti sensibili, ma si manifesta secondo le categorie dell'ente (sostanza, qualità, quantità, luogo) e costituisce il passaggio dalla potenza all'atto.
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