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greco · Aristotele
Aristotele · Politica
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Aristotele nella Politica analizza quale forma di governo sia la migliore. Nel brano sostiene che la costituzione ideale deve essere una mescolanza di democrazia e oligarchia, seguendo l'esempio della Sparta, poiché una costituzione composta di più elementi è superiore a una semplice.
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Tutta l'organizzazione dello stato vuole essere né democrazia né oligarchia, ma un mezzo termine tra queste, chiamato politeia, ed è costituita da coloro che possiedono armi. Se dunque la costruisce come la più comune tra gli altri regimi nelle città, ha forse ragione; se invece la propone come la migliore dopo il primo regime, non ha ragione. Forse infatti qualcuno potrebbe lodare più la costituzione dei Lacedemoni, oppure un'altra ancora più aristocratica. Alcuni dunque dicono che la migliore costituzione deve essere mescolanza di tutte le costituzioni, per questo lodano quella dei Lacedemoni (infatti dicono che è composta di oligarchia e monarchia, e il governo dei vecchi è oligarchia, mentre è democratica secondo il potere degli efori, poiché gli efori provengono dal popolo; altri invece dicono che l'eforato è una tirannia e che è democratica secondo i banchetti comuni e l'altro genere di vita quotidiana); e nelle leggi si dice che la migliore costituzione deve essere composta di democrazia e tirannia, forme che nessuno metterebbe tra le costituzioni, oppure le peggiori di tutte. Quindi dicono meglio i più, mescolando: poiché la costituzione composta di più elementi è migliore. Inoltre non sembra avere nulla di monarchico, ma oligarchico e democratico; piuttosto però tende verso l'oligarchia.
Η δε συνταξις ολη βουλεται μεν ειναι μητε δημοκρατια μητε ολιγαρχια, μεση δε τουτων, ην καλουσι πολιτειαν: εκ γαρ των οπλιτευοντων εστιν. Ει μεν ουν ως κοινοταττην ταυτην κατασκευαζει ταις πολεσι των αλλων πολιτειων, καλως ειρηκεν ισως: ει δ' ως αριστην μετα την πρωττην πολιτειαν, ου καλως. Ταχα γαρ την των Λακωνων αν τις επαινεσειε μαλλαν, η καν αλλην τινα αριστοκρατικωτεραν. Ενιοι μεν ουν λεγουσιν ως δει την αριστην πολιτειαν εξ απασων ειναι των πολιτειων μεμειγμενην, διο και την των Λακεδαιμονιων επαινουσιν ( ειναι γαρ αυτην οι μεν εξ ολιγαρχιας και μοναρχιαν, την δε των γερουντων αρχην ολιγαρχιαν, δεμοκρατεισθαι δε κατα την των εφορων αρχην δια το εκ του δημου ειναι τους εφορους: οι δε την μεν εφορειαν ειναι τυραννιδα, δημοκρατεισθαι δε κατα τε τα συσσιτια και τον αλλον βιον τον καθ' ημεραν): εν δε τοις νομοις ειρηται τουτοις ως δεον συγκεισθαι την αριστεην πολιτειαν εκ δημοκρατιας και τυραννιδος, ας η το παραπαν ουκ αν τις θειη πολιτειας η χειριστας πασων. Βελτιον ουν λεγουσιν οι πλειους μιγνυντες: η γαρ εκ πλειονων συγκειμενη πολιτεια βελτιων. Επειτ' ουδ εχουσα φαινεται μοναρχικον ουδεν, αλλ' ολιγαρχικα και δεμοκρατικα: μαλλον δ' εγκλινειν βουλεται προ την ολιγαρχιαν.
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Tutta l'organizzazione dello stato vuole essere né democrazia né oligarchia, ma un mezzo termine tra queste, chiamato politeia, ed è costituita da coloro che possiedono armi. È l'inizio della versione di Aristotele, Politica.
Nella Politica Aristotele sostiene che la migliore costituzione sia un equilibrio tra democrazia e oligarchia, poiché una forma di governo composta di più elementi è superiore a una semplice; l'esempio più lodevole è la Sparta, che combina elementi democratici e aristocratici.
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