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greco · Aristotele
Aristotele · Politica
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Aristotele nella Politica esamina sistematicamente le cause che generano le sedizioni nelle città. Il filosofo identifica tre elementi principali: come sono disposti gli uomini, per quali motivi sedizionano, e quali sono i principi che producono i tumulti, distinguendo ragioni di uguaglianza, di onore e di danno.
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Poiché esaminiamo da quali cause si generano le sedizioni e i mutamenti riguardo alle costituzioni, bisogna prendere prima universalmente i principi e le cause di essi. Ci sono circa tre numericamente, che bisogna distinguere secondo essi stessi nel tipo. Infatti bisogna comprendere come sono disposti per il mutamento e per quale ragione, e terzo quali sono i principi che si generano dei tumulti politici e delle sedizioni reciproche. Che essi siano disposti per il mutamento, causa universale si deve principalmente porre quella di cui già abbiamo parlato. Gli uni infatti cercano l'uguaglianza e sedizionano se, pur essendo uguali, ritengono di avere meno di chi ha più; gli altri cercano la disuguaglianza e l'eccesso se, pur essendo ineguali, pensano di non avere di più ma uguale o meno (di questi qualcosa è giusto desiderare, qualcosa è ingiusto): i minori infatti sedizionano affinché siano uguali, e gli uguali affinché siano maggiori. Come dunque sono disposti per sedizione, è detto: riguardo a che cosa sedizionano, è il guadagno e l'onore e i contrari di questi. Anche fuggendo il disonore e il danno, sia per loro stessi sia per gli amici, sedizionano nelle città. Le cause e i principi dei movimenti, onde essi stessi sono disposti nel modo detto e riguardo alle cose enunciate, sono circa sette nel numero, ma sono anche più. Di queste due sono identiche alle enunciate, ma non allo stesso modo: per guadagno e per onore infatti si provocano gli uni contro gli altri non affinché acquisiscano per sé stessi, come detto prima, ma vedendo altri che hanno più, gli uni giustamente gli altri ingiustamente; inoltre per tracotanza, per paura, per eccesso, per disprezzo, per accrescimento disproporzionato; inoltre per rivalità, per negligenza, per piccolezza, per dissomiglianza.
Επει δε σκοπουμεν εκ τινων αι τε στασεις γινονται και αι μεταβολαι περι τας πολιτειας, ληπτεον καθολου πρωτον τας αρχας και τας αιτιας αυτων. Εισι δη σχεδον ως ειπειν τρεις τον αριθμον, ας διοριστεον καθ' αυτας τυπω πρωτον. Δει γαρ λαβειν πως τε εχοντες στασιαζουσι και τινων ενεκεν, και τριτον τινες αρχαι γινονται των πολιτικων ταραχων και των προς αλληλους στασεων. Του μεν ουν αυτους εχειν πως προς την μεταβολην αιτιαν καθολου μαλιστα θετεον περι ης ηδη τυγχανομεν ειρηκοτες. Οι μεν γαρ ισοτητος εφιεμενοι στασιαζουσιν αν νομιζωσιν ελαττον εχειν οντες ισοι τοις πλεονεκτουσιν, οι δε της ανισοτητος και της υπεροχης αν υπολαμβανωσιν οντες ανισοι μη πλεον εχειν αλλ' ισον η ελαττον (τουτων δ' εστι μεν ορεγεσθαι δικαιως, εστι δε και αδικως): ελαττους τε γαρ οντες οπως ισοι ωσι στασιαζουσι, και ισοι οντες οπως μειζους. Πος μεν ουν εχοντες στασιαζουσιν, ειρηται: περι ων δε στασιαζουσιν εστι κερδος και τιμη και ταναντια τουτοις. Και γαρ ατιμιαν φευγοντες και ζημιαν, η υπερ αυτων η των φιλων, στασιαζουσιν εν ταις πολεσιν. Αι δ' αιτιαι και αρχαι των κινησεων, οθεν αυτοι τε διατιθενται τον ειρημενον τροπον και περι των λεχθεντων, εστι μεν ως τον αριθμον επτα τυγχανουσιν ουσαι, εστι δ' ως πλειους. Ων δυο μεν εστι ταυτα τοις ειρημενοις, αλλ' ουχ ωσαυτως: δια κερδος γαρ και δια τιμην παροξυνονται προς αλληλους ουχ ινα κτησωνται σφισιν αυτοις, ωσπερ ειρηται προτερον, αλλ' ετερους ορωντες τους μεν δικαιως τους δ' αδικως πλεονεκτουντας τουτων: ετι δια υβριν, δια φοβον, δια υπεροχην, δια καταφρονησιν, δια αυξησιν την παρα το αναλογον: ετι δε αλλον τροπον δί εριθειαν, δι ολιγωριαν, δια μικροτητα, δια ανομοιστητα.
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Poiché esaminiamo da quali cause si generano le sedizioni e i mutamenti riguardo alle costituzioni, bisogna prendere prima universalmente i principi e le cause di essi. È l'inizio della versione di Aristotele, Politica.
Nella Politica, Aristotele spiega che sedizionano chi cerca l'uguaglianza pur avendo meno, e chi cerca la disuguaglianza pur avendo pari; motivazioni inoltre sono il guadagno, l'onore, il disonore, il danno, la tracotanza e il disprezzo.
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