Caricamento…
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di Aristotele
I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
1, 1253a
Da questo è evidente che la città è naturale e che l'uomo per natura è un animale politico, e chi è senza città per natura e non per caso, o è un essere cattivo oppure superiore all'uomo; come anche chi è stato biasimato da Omero «senza assemblea, senza leggi, senza focolare». Che la città per natura esista e sia anteriore a ciascun individuo è chiaro: colui che non può associarsi oppure non ha bisogno di nulla grazie all'autosufficienza, non è parte della città, quindi è una bestia oppure un dio. Per natura infatti c'è in tutti l'impulso verso tale associazione. Poiché l'uomo è il migliore di tutti gli animali quando è perfetto, così è il peggiore di tutti quando è separato dalla legge e dalla giustizia.
2, 1265b, 1266a
Tutta l'organizzazione dello stato vuole essere né democrazia né oligarchia, ma un mezzo termine tra queste, chiamato politeia, ed è costituita da coloro che possiedono armi. Se dunque la costruisce come la più comune tra gli altri regimi nelle città, ha forse ragione; se invece la propone come la migliore dopo il primo regime, non ha ragione. Forse infatti qualcuno potrebbe lodare più la costituzione dei Lacedemoni, oppure un'altra ancora più aristocratica. Alcuni dunque dicono che la migliore costituzione deve essere mescolanza di tutte le costituzioni, per questo lodano quella dei Lacedemoni (infatti dicono che è composta di oligarchia e monarchia, e il governo dei vecchi è oligarchia, mentre è democratica secondo il potere degli efori, poiché gli efori provengono dal popolo; altri invece dicono che l'eforato è una tirannia e che è democratica secondo i banchetti comuni e l'altro genere di vita quotidiana); e nelle leggi si dice che la migliore costituzione deve essere composta di democrazia e tirannia, forme che nessuno metterebbe tra le costituzioni, oppure le peggiori di tutte. Quindi dicono meglio i più, mescolando: poiché la costituzione composta di più elementi è migliore. Inoltre non sembra avere nulla di monarchico, ma oligarchico e democratico; piuttosto però tende verso l'oligarchia.
4, 1296b
Ogni città è composta da qualità e da quantità. Chiamo qualità la libertà, la ricchezza, l'educazione, la nobiltà; quantità la superiorità del numero della moltitudine. È possibile che la qualità appartenga a una parte della città, da cui la città è composta, e la quantità all'altra parte, per esempio che i nobili siano più numerosi dei non nobili o i ricchi dei poveri, non però in modo che superino nella quantità tanto quanto restano inferiori nella qualità. Perciò bisogna confrontare questi aspetti l'uno con l'altro. Dove dunque la moltitudine dei poveri supera la proporzione detta, là per natura sorge la democrazia, e ogni forma di democrazia secondo la superiorità di ogni popolo; per esempio se la moltitudine dei contadini supera, la prima democrazia; se quella degli artigiani e dei salariati, l'ultima; allo stesso modo le altre intermedie: dove invece i ricchi e i nobili superano più nella qualità o rimangono inferiori nella quantità, là l'oligarchia, e ogni forma di oligarchia secondo la medesima proporzione della moltitudine oligarchica.
5, 1302a, 1302b
Poiché esaminiamo da quali cause si generano le sedizioni e i mutamenti riguardo alle costituzioni, bisogna prendere prima universalmente i principi e le cause di essi. Ci sono circa tre numericamente, che bisogna distinguere secondo essi stessi nel tipo. Infatti bisogna comprendere come sono disposti per il mutamento e per quale ragione, e terzo quali sono i principi che si generano dei tumulti politici e delle sedizioni reciproche. Che essi siano disposti per il mutamento, causa universale si deve principalmente porre quella di cui già abbiamo parlato. Gli uni infatti cercano l'uguaglianza e sedizionano se, pur essendo uguali, ritengono di avere meno di chi ha più; gli altri cercano la disuguaglianza e l'eccesso se, pur essendo ineguali, pensano di non avere di più ma uguale o meno (di questi qualcosa è giusto desiderare, qualcosa è ingiusto): i minori infatti sedizionano affinché siano uguali, e gli uguali affinché siano maggiori. Come dunque sono disposti per sedizione, è detto: riguardo a che cosa sedizionano, è il guadagno e l'onore e i contrari di questi. Anche fuggendo il disonore e il danno, sia per loro stessi sia per gli amici, sedizionano nelle città. Le cause e i principi dei movimenti, onde essi stessi sono disposti nel modo detto e riguardo alle cose enunciate, sono circa sette nel numero, ma sono anche più. Di queste due sono identiche alle enunciate, ma non allo stesso modo: per guadagno e per onore infatti si provocano gli uni contro gli altri non affinché acquisiscano per sé stessi, come detto prima, ma vedendo altri che hanno più, gli uni giustamente gli altri ingiustamente; inoltre per tracotanza, per paura, per eccesso, per disprezzo, per accrescimento disproporzionato; inoltre per rivalità, per negligenza, per piccolezza, per dissomiglianza.
5, 1302b
Di queste la tracotanza e il guadagno hanno una certa potenza e per così dire sono cause, quasi è evidente: infatti tracotando coloro che sono nelle magistrature e avendo più sedizionano sia gli uni contro gli altri sia contro le costituzioni che danno il potere; il guadagno invece si genera talora dalle proprietà private talora dalle comuni. È evidente anche l'onore, e quale potenza ha e come è causa di sedizione: infatti essi stessi disonorati e vedendo altri onorati sedizionano; ciò accade ingiustamente quando onoranti e disonorati sono oltre il merito, giustamente quando secondo il merito. Per eccesso quando qualcuno è maggiore nella potenza (uno o più) oltre la città e la potenza della costituzione: solito infatti generarsi da tali cose la monarchia o la tirannia; perciò in alcuni luoghi avevano l'abitudine di ostracizzare, come in Argo e in Atene; e benché sia meglio considerare fin dall'inizio come non diventino così eccedenti, è più utile che, lasciandoli diventare, non curarli dopo.
8, 1337a
Che il legislatore debba soprattutto occuparsi dell'educazione dei giovani, nessuno potrebbe negarlo: infatti quando questo non accade nelle città, danneggia le costituzioni; bisogna educare secondo ciascuna forma di governo: il carattere proprio di ogni costituzione solito preservare la città e stabilirla sin dall'inizio, come quello democratico preserva la democrazia e quello oligarchico l'oligarchia; e sempre un carattere migliore è causa di una costituzione migliore. Inoltre per tutte le capacità e le arti esistono cose che bisogna imparare preliminarmente e abituarsi prima di intraprendere i rispettivi lavori, così è evidente che anche per le azioni della virtù: poiché il fine è uno per tutta la città, è chiaro che è necessario che l'educazione sia unica e medesima per tutti, e che la sua cura sia comune e non privata, come ora ciascuno si prende cura dei propri figli privatamente e li insegna con un insegnamento privato, quale gli piace. Bisogna invece fare comune anche l'esercizio delle cose comuni. Nello stesso tempo non bisogna ritenere che alcuno sia di se stesso, ma che tutti appartengono alla città, poiché ciascuno è parte della città; e per natura la cura di ogni parte tende a guardare alla cura del tutto. Si loderebbe allora gli Spartani secondo questo: infatti si preoccupano moltissimo dei giovani e questa preoccupazione è comune.
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