Proposizione causale incidentale
Εστω ουν εκεινα τεθεωρημενα και ωρισθω λεξεως αρετη σαφη ειναι (σημειον γαρ τι ο λογος ων, εαν μη δηλοι ου ποιησει το εαυτου εργον), και μητε ταπεινην μητε υπερ το αξιωμα, αλλα πρεπουσαν η γαρ ποιητικη ισως ου ταπεινη, αλλ' ου πρεπουσα λογω.
Siano dunque queste cose già considerate, e sia stabilito che la virtù dello stile consiste nell'essere chiaro (poiché, essendo il discorso un segno, se non è chiaro non compirà la propria funzione), e che non sia né dimesso né al di sopra della dignità del tema, ma appropriato: infatti il linguaggio poetico forse non è dimesso, ma non è appropriato alla prosa.
ων … δηλοι vale «essendo il discorso un segno, se non è chiaro». La parentesi 'σημειον γαρ τι ο λογος ων, εαν μη δηλοι ου ποιησει το εαυτου εργον' spiega perché la chiarezza sia necessaria: essendo il discorso un segno, se non rivela il pensiero non compie la sua funzione.

