Caricamento…
Caricamento…
Allos Idem · Vol. unico · pag. 86 · versione T13
Erodoto · Storie
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Versione d’autore: Erodoto, Storie
Erodoto di Alicarnasso (V sec. a.C.) è il padre della storiografia greca: le sue Storie raccontano le guerre persiane e i popoli del Mediterraneo. In questo brano i Sami, fuggiti dai Persiani, si lasciano convincere dal tiranno Anassilao di Reggio a occupare Zancle, rimasta sguarnita. Ippocrare di Gela, chiamato in soccorso dai Zanclei, tradisce gli alleati e consegna la città ai Sami, intascando metà del bottino.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
I Sami, mentre si dirigevano in Sicilia, si trovarono presso i Locresi Epizefirii, e gli stessi Zanclei con il loro re, di nome Scite, stavano assediando una città dei Siculi volendo espugnarla. Anassilao, il tiranno di Reggio, venuto a conoscenza di questi fatti e allora in conflitto con gli Zanclei, preso contatto con i Sami li persuade che era necessario lasciar perdere Kalè Aktè, verso la quale navigavano, e invece impadronirsi di Zancle, che era priva di uomini. Poiché i Sami obbedirono e si impadronirono di Zancle, gli Zanclei, quando seppero che la loro città era occupata, accorsero in suo soccorso e invocarono l'aiuto di Ippocrare, il tiranno di Gela, che era loro alleato. Ma quando anche Ippocrare giunse in loro soccorso con l'esercito, Ippocrare incatenò Scite, il monarca degli Zanclei, in quanto aveva perduto la città, e lo mandò insieme al fratello Pitogene nella città di Inyce, e i restanti Zanclei, dopo aver trattato con i Sami e scambiato giuramenti, li tradì. Il compenso pattuito con i Sami era questo: prendere la metà di tutti i beni mobili e degli schiavi che erano in città, e che Ippocrare ottenesse in sorte tutto ciò che si trovava nelle campagne. I Sami invece, liberatisi dai Medi senza fatica, avevano fatto propria Zancle, bellissima città.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.
I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
τῷ οὔνομα ἦν Σκύθης
→ di nome Scite
τῷ οὔνομα ἦν Σκύθης è una relativa con il pronome relativo al dativo di relazione: 'il cui nome era Scite'. Costrutto tipico di Erodoto per introdurre nomi propri.
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ἀναπείθει ὡς χρεὸν εἴη
→ li persuade che era necessario
ἀναπείθει introduce una completiva con ὡς + ottativo (εἴη) in discorso indiretto: il modo ottativo marca la dipendenza dalla principale al presente storico narrativo.
Compare nel periodo 2.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Πειθομένων … Σαμίων … σχόντων
→ Poiché i Sami obbedirono e si impadronirono
Πειθομένων … Σαμίων καὶ σχόντων è un genitivo assoluto con doppio participio coordinati: il soggetto (Σαμίων) è al genitivo e il participio esprime causa/tempo rispetto alla principale.
Compare nel periodo 3.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ὡς ἀποβαλόντα
→ in quanto aveva perduto
ὡς + participio (ἀποβαλόντα) esprime la causa dal punto di vista del soggetto agente (Ippocrare): 'in quanto aveva perduto'. Costrutto tipico di Erodoto per motivazioni attribuite a un personaggio.
Compare nel periodo 4.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
ἀπαλλαχθέντες Μήδων
→ liberatisi dai Medi
ἀπαλλαχθέντες è un participio aoristo passivo che regge il genitivo Μήδων: il genitivo dipende da ἀπαλλάσσω ('liberarsi da'). Insieme formano un ablativo-genitivo assoluto con valore modale.
Compare nel periodo 6.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Σάμιοί τε κομιζόμενοι ἐς Σικελίην ἐγίνοντο ἐν Λοκροῖσι τοῖσι Ἐπιζεφυρίοισι καὶ Ζαγκλαῖοι αὐτοί τε καὶ ὁ βασιλεὺς αὐτῶν, τῷ οὔνομα ἦν Σκύθης, περικατέατο πόλιν τῶν Σικελῶν ἐξελεῖν βουλόμενοι. Μαθὼν δὲ ταῦτα ὁ Ῥηγίου τύραννος Ἀναξίλεως, τότε ἐὼν διάφορος τοῖσι Ζαγκλαίοισι, συμμείξας τοῖσι Σαμίοισι ἀναπείθει ὡς χρεὸν εἴη Καλὴν μὲν Ἀκτὴν, ἐπ᾽ ἣν ἔπλεον, ἐᾶν χαίρειν, τὴν δὲ Ζάγκλην σχεῖν, ἐοῦσαν ἔρημον ἀνδρῶν. Πειθομένων δὲ τῶν Σαμίων καὶ σχόντων τὴν Ζάγκλην, ἐνθαῦτα οἱ Ζαγκλαῖοι, ὡς ἐπύθοντο ἐχομένην τὴν πόλιν ἑωυτῶν, ἐβοήθεον αὐτῇ καὶ ἐπεκαλέοντο Ἱπποκράτεα τὸν Γέλης τύραννον· ἦν γὰρ δή σφι οὗτος σύμμαχος. Ἐπείτε δὲ αὐτοῖσι καὶ ὁ Ἱπποκράτης σὺν τῇ στρατιῇ ἧκε βοηθέων, Σκύθην μὲν τὸν μούναρχον τῶν Ζαγκλαίων ὡς ἀποβαλόντα τὴν πόλιν ὁ Ἱπποκράτης πεδήσας καὶ τὸν ἀδελφεὸν αὐτοῦ Πυθογένεα ἐς Ἴνυκα πόλιν ἀπέπεμψε, τοὺς δὲ λοιποὺς Ζαγκλαίους κοινολογησάμενος τοῖσι Σαμίοισι καὶ ὅρκους δοὺς καὶ δεξάμενος προέδωκε. Μισθὸς δέ οἱ ἦν εἰρημένος ὅδε ὑπὸ τῶν Σαμίων, πάντων τῶν ἐπίπλων καὶ ἀνδραπόδων τὰ ἡμίσεα μεταλαβεῖν τῶν ἐν τῇ πόλι, τὰ δ᾽ ἐπὶ τῶν ἀγρῶν πάντα Ἱπποκράτεα λαγχάνειν. [...] Σάμιοι δὲ ἀπαλλαχθέντες Μήδων ἀπονητὶ πόλιν καλλίστην Ζάγκλην περιεβεβλέατο.
I Sami, mentre si dirigevano in Sicilia, si trovarono presso i Locresi Epizefirii, e gli stessi Zanclei con il loro re, di nome Scite, stavano assediando una città dei Siculi volendo espugnarla.
Anassilao, il tiranno di Reggio, venuto a conoscenza di questi fatti e allora in conflitto con gli Zanclei, preso contatto con i Sami li persuade che era necessario lasciar perdere Kalè Aktè, verso la quale navigavano, e invece impadronirsi di Zancle, che era priva di uomini.
Poiché i Sami obbedirono e si impadronirono di Zancle, gli Zanclei, quando seppero che la loro città era occupata, accorsero in suo soccorso e invocarono l'aiuto di Ippocrare, il tiranno di Gela, che era loro alleato.
Ma quando anche Ippocrare giunse in loro soccorso con l'esercito, Ippocrare incatenò Scite, il monarca degli Zanclei, in quanto aveva perduto la città, e lo mandò insieme al fratello Pitogene nella città di Inyce, e i restanti Zanclei, dopo aver trattato con i Sami e scambiato giuramenti, li tradì.
Il compenso pattuito con i Sami era questo: prendere la metà di tutti i beni mobili e degli schiavi che erano in città, e che Ippocrare ottenesse in sorte tutto ciò che si trovava nelle campagne.
I Sami invece, liberatisi dai Medi senza fatica, avevano fatto propria Zancle, bellissima città.
127 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: «I Sami, mentre si dirigevano in Sicilia, si trovarono presso i Locresi Epizefirii». Erodoto usa il participio κομιζόμενοι come temporale concomitante: la navigazione è ancora in corso quando incrociano i Locresi. Il verbo ἐγίνοντο, qui usato come copula locativa, è tipico della prosa ionica delle Storie.
Ippocrare di Gela non era alleato dei Sami per ideali, ma per convenienza: il compenso pattuito era la metà dei beni mobili e degli schiavi trovati in città. Erodoto presenta la sua mossa come puro calcolo pragmatico, consegnando gli alleati Zanclei ai Sami dopo averli disarmati con giuramenti.
Anassilao (Ἀναξίλεως) era tiranno di Reggio ed era in conflitto aperto con i Zanclei. Approfittando del passaggio dei Sami, li persuade a lasciare la meta originaria (Kalè Aktè) e a occupare Zancle rimasta senza difensori, eliminando così un rivale senza muovere un proprio esercito. Erodoto usa il verbo ἀναπείθει, che indica una persuasione sottile e interessata.
Lo stesso passo (I Sami conquistano Zancle) lo trovi qui: