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latino · Fedro
Fedro · Fabulae
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Fedro racconta nella sua raccolta di Favole la storia di una rana che, invidioso della grandezza di un bue, cerca di uguagliarne le dimensioni gonfiandosi. Il tentativo finisce tragicamente con la morte della rana, che scoppia per lo sforzo eccessivo.
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Chi vuol imitare il potente mentre è povero, perisce. Una rana una volta scorse un bue in un prato e, colpita dall'invidia di tanta grandezza, gonfiò la pelle rugosa: allora chiese ai suoi piccoli se fossero più larghi del bue. Quelli negarono. Di nuovo tese la pelle con maggiore sforzo e domandò allo stesso modo chi fosse più grande. Quelli dissero che il bue era più grande. Infine indignata, mentre vuole gonfiarsi più vigorosamente, cadde con il corpo rotto.
Inops, potentem dum vult imitari, perit. In prato qundam rana conspexit bovem Et tacta invidia tantae magnitudinis Rugosam inflavit pellem: tum natos suos Interrogavit, an bove esse latior. Ille negaverunt. Rursus intendit cutem Maiore nisu et simili quaesivit modo, Quis maior esset. Illi dixerunt bovem. Novissime indignata, dum vult validius Inflare sese, rupto iacuit corpore.
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I 46 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Chi vuol imitare il potente mentre è povero, perisce. È l'inizio della versione di Fedro, Fabulae.
La favola di Fedro insegna che l'invidia e il desiderio di imitare chi è superiore portano alla rovina; la rana muore nel tentativo di diventare grande come il bue, consumata dall'orgoglio e dall'invidia.
Altri passi di Fedro già tradotti e analizzati.