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latino · Fedro
Fedro · Fabulae
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Fedro narra di un cane che attraversa un fiume con un pezzo di carne. Vedendo il proprio riflesso nell'acqua, crede sia un'altra carne e tenta di strapparla, perdendo così il suo cibo vero. La favola insegna il rischio della cupidigia e dell'inganno.
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Perde meritatamente il proprio bene colui che brama quello altrui. Un cane, mentre attraversava un fiume portando carne, nuotando vide il suo riflesso nello specchio dell'acqua, e pensando che un altro portasse una preda diversa, volle strapparla; ma l'avidità ingannata perse sia il cibo che teneva in bocca, né riuscì nemmeno a toccare quello che cercava.
Amittit merito proprium qui alienum adpetit. Canis, per fluvium carnem cum ferret, natans lympharum in speculo vidit simulacrum suum, aliamque praedam ab altero ferri putans eripere voluit; verum decepta aviditas et quem tenebat ore dimisit cibum, nec quem petebat adeo potuit tangere.
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I 39 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Perde meritatamente il proprio bene colui che brama quello altrui. È l'inizio della versione di Fedro, Fabulae.
Nel racconto di Fedro, il cane vede il suo riflesso nell'acqua e, scambiandolo per un'altra preda, tenta di strapparla al suo riflesso; nel tentativo fallisce e perde sia la carne vera che il suo riflesso immaginario, punito dalla sua stessa avidità.
Altri passi di Fedro già tradotti e analizzati.