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latino · Fedro
Fedro · Fabulae
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Fedro espone nella sua raccolta il dialogo tra un cane saggio e un agnello confuso sulla vera natura della maternità. L'agnello scopre che la vera madre non è chi lo ha generato, ma chi si prende cura di lui.
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Un cane disse a un agnello che si era smarrito tra le capre: «Stolto, ti sbagli; qui non c'è tua madre». Gli mostrò le pecore lontane. «Non cerco quella che, quando le piace, concepisce, poi porta un peso sconosciuto per certi mesi, e infine espelle il carico; ma quella che mi nutre avvicinandomi la mammella, e defruda i suoi figli di latte perché non me ne manchi». «Tuttavia quella è più importante, che ti ha generato». «Non è così. Un grande favore mi ha fatto la nascita, se dovessi aspettare il macellaio ogni ora! Come avrebbe saputo quella se sarei nato nero o bianco? Se poi avesse voluto partorire una femmina, che cosa avrebbe potuto, essendo io creato maschio? Colei che non aveva alcun potere nel generare, perché avrebbe dovuto essere più importante di quella che, mossa a pietà del mio abbandono, concede spontaneamente una dolce benevolenza? La bontà rende genitori, non la necessità». Con questi versi l'autore volle mostrare che gli uomini si lascino vincere da meriti, non da leggi.
Inter capellas agno palanti canis «Stulte» inquit «erras; non est hic mater tua.» Ovesque segregatas ostendit procul. «Non illam quaero quae cum libitum est concipit, dein portat onus ignotum certis mensibus, novissime prolapsam effundit sarcinam; verum illam quae me nutrit admoto ubere, fraudatque natos lacte ne desit mihi.» «Tamen illa est potior quae te peperit.» «Non ita. Beneficium sane magnum natali dedit, ut expectarem lanium in horas singulas! Unde illa scivit niger an albus nascerer? Age porro, parere si voluisset feminam, quid profecisset cum crearer masculus? Cuius potestas nulla in gignendo fuit, cur hac sit potior quae iacentis miserita est, dulcemque sponte praestat benevolentiam? Facit parentes bonitas, non necessitas.» His demonstrare voluit auctor versibus obsistere homines legibus, meritis capi.
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I 97 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Un cane disse a un agnello che si era smarrito tra le capre: «Stolto, ti sbagli; qui non c'è tua madre». È l'inizio della versione di Fedro, Fabulae.
Fedro insegna che gli uomini devono riconoscere i meriti veri e la benevolenza concreta, non obbedire ciecamente alle leggi e ai vincoli naturali.
Altri passi di Fedro già tradotti e analizzati.