Perifrasi impersonale
Μεγιστον δε σημειον της ανομοιοτητος αυτων: τους μεν γαρ λογους ουχ οιον τε καλως εχειν ην μη των καιρων και του πρεποντως και του καινως εχειν μετασχωσιν, τοις δε γραμμασιν ουδενος τουτων προσεδεησεν.
Il segno più grande della loro dissomiglianza è questo: i discorsi non possono essere validi se non partecipano dell'opportunità, della convenienza e della novità, mentre le lettere non hanno bisogno di nulla di tutto ciò.
οιον τε … εχειν vale «non possono essere validi». «Οὐχ οἷόν τε» + infinito indica l'impossibilità: letteralmente «non è possibile», qui reso con «non possono essere validi».

