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greco · Lisia
Lisia · Epitafio
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Lisia è un logografo ateniese del V-IV secolo a.C., noto soprattutto per i suoi discorsi giudiziari e politici. Nell'Epitafio, orazione funebre in onore dei caduti, esalta le origini autoctone di Atene e il merito dei padri nell'aver istituito per primi la democrazia.
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Gli antenati degli Ateniesi infatti non abitarono una terra altrui, come i più, essendosi radunati da ogni dove ed avendo scacciato altri, ma, essendo autoctoni, possedevano la stessa terra come madre e patria. Per primi e soli in quel tempo, scacciate le tirannidi tra loro, istituirono la democrazia, ritenendo che la libertà di tutti fosse la concordia più grande, e avendo reso comuni tra loro le speranze derivanti dai pericoli, vivevano politicamente con animi liberi, onorando con la legge i buoni e punendo i malvagi, avendo ritenuto che fosse opera delle fiere essere dominate con la forza l'una dall'altra, mentre agli uomini convenisse definire il giusto con la legge, persuadere con la parola e servire queste cose con l'azione. E infatti, essendo nati nobilmente e avendo pensato cose simili, gli antenati di coloro che qui giacciono avevano compiuto molte cose belle e meravigliose, e avevano lasciato ovunque trofei immortali e grandi per la loro virtù.
Οἱ τῶν Ἀθηναίων πρόγονοι οὐ γάρ, ὥσπερ οἱ πολλοί, πανταχόθεν συνειλεγμένοι καὶ ἑτέρους ἐκβαλόντες τὴν ἀλλοτρίαν ᾤκησαν, ἀλλ’ αὐτόχθονες ὄντες τὴν αὐτὴν γῆν ἐκέκτηντο μητέρα καὶ πατρίδα. Πρῶτοι δὲ καὶ μόνοι ἐν ἐκείνῳ τῷ χρόνῳ ἐκβαλόντες τὰς παρὰ σφίσιν αὐτοῖς δυναστείας, δημοκρατίαν καθέστασαν, ἡγούμενοι τὴν πάντων ἐλευθερίαν ὁμόνοιαν εἶναι μεγίστην, κοινὰς δ’ ἀλλήλοις τὰς ἐκ τῶν κινδύνων ἐλπίδας ποιήσαντες ἐλευθέραις ταῖς ψυχαῖς ἐπεπολιτεύοντο, νόμῳ τοὺς ἀγαθοὺς τιμῶντες καὶ τοὺς κακοὺς κολάζοντες, ἡγησάμενοι θηρίων μὲν ἔργον εἶναι ὑπ’ ἀλλήλων βίᾳ κρατεῖσθαι, ἀνθρώποις δὲ προσήκειν νόμῳ μὲν ὁρίσαι τὸ δίκαιον, λόγῳ δὲ πεῖσαι, ἔργῳ δὲ τούτοις ὑπηρετεῖν. Καὶ γάρ τοι, καὶ φύντες καλῶς καὶ γνόντες ὅμοια, πολλὰ μὲν καλὰ καὶ θαυμαστὰ οἱ πρόγονοι τῶν ἐνθάδε κειμένων εἰργασμένοι ἦσαν, ἀείμνηστα δὲ καὶ μεγάλα καὶ πανταχοῦ οἱ τρόπαια διὰ τὴν αὐτῶν ἀρετὴν κατελελοίπεσαν.
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I 81 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Significa che i loro antenati abitavano da sempre la stessa terra e non vi erano giunti da altrove, cacciando altri popoli. Per l'oratore questa origine è un motivo di orgoglio e di legittimazione della città.
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