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latino · Livio
Livio · Ab urbe condita
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Livio nell'Ab urbe condita descrive gli ultimi anni del conflitto tra Roma e gli Equi. In questo brano si narra come gli Equi tentano di conquistare la colonia di Alba, ma vengono respinti; l'importanza della minaccia induce Roma a nominare un dittatore, C. Iunio Bubulco, che sconfigge gli Equi e dedica il tempio di Salute.
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Sotto il consolato di L. Genucio e Ser. Cornelio ci fu quasi quiete dalle guerre esterne. Furono dedotte le colonie di Sora e Alba. Alba fu fondata negli Equi con seimila coloni; Sora era stata nel territorio dei Volsci ma era stata occupata dai Sanniti; lì furono inviati quattromila uomini. Lo stesso anno fu concessa la cittadinanza agli Arpinati e ai Trebulani. I Frussinati furono dannati a perdere un terzo dei loro campi, perché risultò che gli Ernici erano stati da loro sollecitati; e i capi della congiura, sottoposti a inchiesta dai consoli per decreto del senato, furono frustati e giustiziati. Tuttavia, affinché non conducessero un anno del tutto privo di guerra, fu intrapresa una piccola spedizione in Umbria, perché era stato segnalato che da una certa spelonca si compivano scorrerie armate nei campi. In quella spelonca si penetrò con i simboli militari, e da essa, per il luogo oscuro, furono ricevute molte ferite soprattutto dal lancio di pietre, finché, scoperta l'altra apertura della caverna - infatti era pervia - entrambe le fauci furono ostruite con legna accese. Così dentro, dal fumo e dal vapore, circa duemila uomini armati, crollando infine nelle stesse fiamme mentre tentavano di scappare, furono consumati. Sotto il consolato di M. Livio Dentre e M. Aemilio fu rinnovata la guerra contro gli Equi. Gli Equi, mal tollerando la colonia come una rocca imposta nei loro confini, tentarono di conquistarla con grande vigore, ma furono respinti dagli stessi coloni. Tuttavia causarono tanto terrore a Roma, perché era quasi incredibile che gli Equi, in condizioni così disastrose, da soli si fossero mossi a guerra, che per questa ragione fu nominato dittatore C. Iunio Bubulco. Marciò con M. Titinio come maestro di cavalleria, e al primo scontro soggiogò gli Equi, e tornato in città in trionfo l'ottavo giorno, come dittatore dedicò il tempio di Salute che il console aveva votato e il censore aveva affidato ai lavori.
L. Genucio Ser. Cornelio consulibus ab externis ferme bellis otium fuit. Soram atque Albam coloniae deductae. Albam in Aequos sex milia colonorum scripta: Sora agri Volsci fuerat sed possederant Samnites; eo quattuor milia hominum missa. Eodem anno Arpinatibus Trebulanisque civitas data. Frusinates tertia parte agri damnati, quod Hernicos ab eis sollicitatos compertum, capitaque coniurationis eius quaestione ab consulibus ex senatus consulto habita virgis caesi ac securi percussi. Tamen ne prorsus imbellem agerent annum, parva expeditio in Umbria facta est, quod nuntiabatur ex spelunca quadam excursiones armatorum in agros fieri. In eam speluncam penetratum cum signis est et ex ea, loco obscuro, multa volnera accepta maximeque lapidum ictu, donec altero specus eius ore - nam pervius erat - invento utraeque fauces congestis lignis accensae. Ita intus fumo ac vapore ad duo milia armatorum, ruentia novissime in ipsas flammas, dum evadere tendunt, absumpta. M. Livio Dentre <M.> Aemilio consulibus redintegratum Aequicum bellum. Coloniam aegre patientes velut arcem suis finibus impositam, summa vi expugnare adorti ab ipsis colonis pelluntur. Ceterum tantum Romae terrorem fecere, quia vix credibile erat tam adfectis rebus solos per se Aequos ad bellum coortos, ut tumultus eius causa dictator diceretur C. Iunius Bubulcus. Cum M. Titinio magistro equitum profectus primo congressu Aequos subegit ac die octavo triumphans in urbem cum redisset aedem Salutis, quam consul voverat censor locaverat, dictator dedicavit.
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I 170 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Sotto il consolato di L. È l'inizio della versione di Livio, Ab urbe condita.
C. Iunio Bubulco è nominato dittatore da Roma per fronteggiare la minaccia degli Equi; dopo aver vinto al primo scontro, dedica il tempio di Salute che il console aveva votato e il censore aveva affidato ai lavori.
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