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latino · Livio
Livio · Ab urbe condita
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Livio narra gli eventi bellici del 295 a.C. nella sua Storia di Roma. Nel brano vengono descritte le operazioni militari di due consoli romani in teatri di guerra diversi contro nemici pericolosi. Le strategie dimostrano la superiorità romana e la fragilità delle difese nemiche, che non riescono a resistere all'assalto coordinato.
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Una breve discussione del senato: all'unanimità decidono di stringere un'alleanza con i Lucani e di reclamare il loro territorio dai Sanniti. Ai Lucani fu dato una risposta favorevole e fu suggellato il patto. Furono mandati i feziali, i quali dovevano intimare ai Sanniti di abbandonare il territorio degli alleati e di ritirare l'esercito dai confini dei Lucani; ma i Sanniti mandarono loro incontro ambasciatori che minacciarono che, se fosse stato convocato un consiglio in Samno, non sarebbero tornati illesi. Dopo che queste notizie furono ascoltate a Roma, sia i senatori che il popolo votarono la guerra ai Sanniti. I consoli si divisero i territori: a Scipione toccò l'Etruria, a Fulvio i Sanniti; così ognuno si dirige verso la propria guerra. A Scipione una guerra pigra e simile a quella dell'anno precedente: i nemici gli si presentano davanti in schieramento ordinato presso Volterra. Si combattè per la maggior parte del giorno con grandi perdite da entrambi i lati; la notte intervenne incerta su chi avesse vinto. La luce che seguì mostrò chi era il vincitore e chi il vinto; gli Etruschi infatti abbandonarono l'accampamento nel silenzio della notte. Il Romano, uscito in battaglia, quando vide che la vittoria gli era stata concessa dalla partenza dei nemici, avanzò e occupò l'accampamento vuoto con numerosissimi bottini - infatti sia gli alloggiamenti che le cose lasciate precipitosamente erano stati abbandonati - e così se ne impadronì. Da lì, riporta le truppe nel territorio dei Falisci; aveva lasciato i viveri a Faleri con una piccola guarnigione, così con esercito snello si incammina a saccheggiare i confini del nemico. Tutto è devastato dal ferro e dal fuoco; il bottino viene trascinato da ogni parte. Né solo al nemico resta il territorio devastato, ma il fuoco è appiccato anche ai castelli e ai villaggi: si astenne dall'assalire le città, in cui la paura aveva spinto gli Etruschi a rifugiarsi. La celebre battaglia del console Gneo Fulvio presso Boviano nel Samno non fu affatto ambigua nella vittoria. Quindi assalisce Boviano e poco dopo cattura con la forza anche Aufidena.
Brevis consultatio senatus fuit; ad unum omnes iungendum foedus cum Lucanis resque repetendas ab Samnitibus censent. Benigne responsum Lucanis ictumque foedus. Fetiales missi, qui Samnitem decedere agro sociorum ac deducere exercitum finibus Lucanis iuberent; quibus obviam missi ab Samnitibus qui denuntiarent, si quod adissent in Samnio concilium, haud inviolatos abituros. Haec postquam audita sunt Romae, bellum Samnitibus et patres censuerunt et populus iussit. Consules inter se provincias partiti sunt: Scipioni Etruria, Fulvio Samnites obvenerunt, diversique ad suum quisque bellum proficiscuntur. Scipioni segne bellum et simile prioris anni militiae exspectanti hostes ad Volaterras instructo agmine occurrerunt. Pugnatum maiore parte diei magna utrimque caede; nox incertis qua data victoria esset intervenit. Lux insequens victorem victumque ostendit; nam Etrusci silentio noctis castra reliquerunt. Romanus egressus in aciem, ubi profectione hostium concessam victoriam videt, progressus ad castra vacuis cum plurima praeda - nam et stativa et trepide deserta fuerant - potitur. Inde in Faliscum agrum copiis reductis, cum impedimenta Faleriis cum modico praesidio reliquisset, expedito agmine ad populandos hostium fines incedit. Omnia ferro ignique vastantur; praedae undique actae. Nec solum modo vastum hosti relictum sed castellis etiam vicisque inlatus ignis: urbibus oppugnandis temperatum, in quas timor Etruscos compulerat. Cn. Fulvi consulis clara pugna in Samnio ad Bovianum haudquaquam ambiguae victoriae fuit. Bovianum inde adgressus nec ita multo post Aufidenam vi cepit.
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I 156 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Una breve discussione del senato: all'unanimità decidono di stringere un'alleanza con i Lucani e di reclamare il loro territorio dai Sanniti. È l'inizio della versione di Livio, Ab urbe condita.
In Livio, Ab urbe condita, la notte intervenne incerta su chi avesse vinto; solo la luce del giorno successivo rivelò che gli Etruschi avevano abbandonato l'accampamento durante la notte, confessando così la sconfitta.
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