Caricamento…
Caricamento…
Allos Idem · Vol. unico · pag. 156 · versione T119
Platone · Simposio
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Versione d’autore: Platone, Simposio
Nel Simposio Platone fa esporre a Diotima, sacerdotessa di Mantinea, la vera natura di Eros attraverso il mito della sua nascita. Il giorno in cui nacque Afrodite, Poros (l'Abbondanza), figlio di Meti, si ubriacò di nettare e si addormentò nel giardino di Zeus. Penia (la Povertà), che mendicava alla porta del banchetto, si unì a lui e concepì Eros. Nato in quel giorno, Eros porta in sé i caratteri di entrambi i genitori: è sempre povero e rude come la madre, ma astuto e desideroso di sapere come il padre.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Toccala di nuovo per l’analisi. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Quando nacque Afrodite, banchettavano gli dèi, sia gli altri sia Poros, figlio di Meti. Quando ebbero pranzato, arrivò Penia a mendicare, come di consueto quando c'è un banchetto, e stava presso le porte. Poros dunque, ubriacatosi di nettare, poiché il vino non esisteva ancora, entrò nel giardino di Zeus e, appesantito, si addormentò. Penia allora, meditando di avere un figlio da Poros a causa della propria indigenza, si distese accanto a lui e concepì Eros. Per questo motivo Eros è diventato compagno e servitore di Afrodite, essendo nato nel giorno del suo compleanno, e al tempo stesso per natura è amante del bello, essendo Afrodite bella. Poiché dunque Eros è figlio di Poros e di Penia, si trova in una tale condizione. Prima di tutto è sempre povero, ed è ben lontano dall'essere delicato e bello come credono i più, bensì è duro, sudicio, scalzo e senza casa, sempre giacente per terra e senza giaciglio, dormendo all'aperto sulle soglie e per le strade, avendo la natura della madre, sempre convivente con il bisogno. D'altra parte, assomigliando al padre, è astuto verso i belli e i buoni, essendo coraggioso, intraprendente e teso allo scopo, cacciatore formidabile, sempre a tessere inganni, desideroso di sapienza e ricco di risorse, filosofo per tutta la vita, straordinario incantatore, mago e sofista.
Con l’app Versia
Inquadra qualunque testo dal libro e ottieni traduzione e analisi come questa in pochi secondi, più il tutor Erodotron e il tuo vocabolario.
I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
προσαιτήσουσα … Πενία
→ arrivò Penia a mendicare
προσαιτήσουσα è participio futuro femminile concordato con ἡ Πενία (soggetto); esprime lo scopo dell'arrivo: «arrivò allo scopo di mendicare». Il participio futuro in greco indica spesso la finalità.
Compare nel periodo 2 · 2 volte in questo passo.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
τῆς … καλῆς οὔσης
→ essendo Afrodite bella
τῆς Ἀφροδίτης καλῆς οὔσης: genitivo assoluto con participio del verbo essere; esprime la causa («essendo Afrodite bella») che spiega perché Eros sia per natura amante del bello.
Compare nel periodo 5.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Ὅτε γὰρ ἐγένετο ἡ Ἀφροδίτη, εἱστιῶντο οἱ θεοί οἵ τε ἄλλοι καὶ ὁ τῆς Μήτιδος ὑός Πόρος. Ἐπειδὴ δὲ ἐδείπνησαν, προσαιτήσουσα οἷον δὴ εὐωχίας οὔσης ἀφίκετο ἡ Πενία, καὶ ἦν περὶ τὰς θύρας. Ὁ οὖν Πόρος μεθυσθεὶς τοῦ νέκταρος - οἶνος γὰρ οὔπω ἦν - εἰς τὸν τοῦ Διὸς κῆπον εἰσελθὼν βεβαρημένος ηὗδεν. Ἡ οὖν Πενία ἐπιβουλεύουσα διὰ τὴν αὑτῆς ἀπορίαν παιδίον ποιήσασθαι ἐκ τοῦ Πόρου, κατακλίνεταί τε παρ' αὐτῷ καὶ ἐκύησε τὸν Ἔρωτα. Διὸ δὴ καὶ τῆς Ἀφροδίτης ἀκόλουθος καὶ θεράπων γέγονεν ὁ Ἔρως, γεννηθεὶς ἐν τοῖς ἐκείνης γενεθλίοις, καὶ ἅμα φύσει ἐραστὴς ὢν περὶ τὸ καλὸν καὶ τῆς Ἀφροδίτης καλῆς οὔσης. Ἅτε οὖν Πόρου καὶ Πενίας ὑὸς ὢν ὁ Ἔρως ἐν τοιαύτῃ τύχῃ καθέστηκεν. Πρῶτον μὲν πένης ἀεί ἐστι, καὶ πολλοῦ δεῖ ἁπαλός τε καὶ καλός, οἷον οἱ πολλοὶ οἴονται, ἀλλὰ σκληρὸς καὶ αὐχμηρὸς καὶ ἀνυπόδητος καὶ ἄοικος, χαμαιπετὴς ἀεὶ ὢν καὶ ἄστρωτος, ἐπὶ θύραις καὶ ἐν ὁδοῖς ὑπαίθριος κοιμώμενος, τὴν τῆς μητρὸς φύσιν ἔχων, ἀεὶ ἐνδείᾳ σύνοikος. Κατὰ δὲ αὖ τὸν πατέρα ἐπίβουλός ἐστι τοῖς καλοῖς καὶ τοῖς ἀγαθοῖς, ἀνδρεῖος ὢν καὶ ἴτης καὶ σύντονος, θηρευτὴς δεινός, ἀεί τινας πλέκων μηχανάς, καὶ φρονήσεως ἐπιθυμητὴς καὶ πόριμος, φιλοσοφῶν διὰ παντὸς τοῦ βίου, δεινὸς γόης καὶ φαρμακεὺς καὶ σοφιστής.
Quando nacque Afrodite, banchettavano gli dèi, sia gli altri sia Poros, figlio di Meti.
Quando ebbero pranzato, arrivò Penia a mendicare, come di consueto quando c'è un banchetto, e stava presso le porte.
Poros dunque, ubriacatosi di nettare, poiché il vino non esisteva ancora, entrò nel giardino di Zeus e, appesantito, si addormentò.
Penia allora, meditando di avere un figlio da Poros a causa della propria indigenza, si distese accanto a lui e concepì Eros.
Per questo motivo Eros è diventato compagno e servitore di Afrodite, essendo nato nel giorno del suo compleanno, e al tempo stesso per natura è amante del bello, essendo Afrodite bella.
Poiché dunque Eros è figlio di Poros e di Penia, si trova in una tale condizione.
Prima di tutto è sempre povero, ed è ben lontano dall'essere delicato e bello come credono i più, bensì è duro, sudicio, scalzo e senza casa, sempre giacente per terra e senza giaciglio, dormendo all'aperto sulle soglie e per le strade, avendo la natura della madre, sempre convivente con il bisogno.
D'altra parte, assomigliando al padre, è astuto verso i belli e i buoni, essendo coraggioso, intraprendente e teso allo scopo, cacciatore formidabile, sempre a tessere inganni, desideroso di sapienza e ricco di risorse, filosofo per tutta la vita, straordinario incantatore, mago e sofista.
137 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: «Quando nacque Afrodite, gli dèi banchettavano». In Platone, Simposio 203a, Diotima inizia il racconto mitico della genealogia di Eros: la sua nascita coincide con il giorno della nascita di Afrodite, il che spiega il legame inscindibile tra Eros e la dea della bellezza.
Poros (Abbondanza, o Espediente) è figlio di Meti (l'Astuzia) e rappresenta la pienezza, l'ingegno, la capacità di trovare vie d'uscita. Penia (Povertà) è il bisogno, la mancanza. Dalla loro unione nasce Eros, che porta in sé entrambe le nature: è sempre povero e mancante come la madre, ma ingegnoso, audace e filosofo come il padre.
Eros è filosofo perché è figlio di Poros, che gli ha trasmesso il desiderio del bello e del bene e la tensione verso la conoscenza (φρονήσεως ἐπιθυμητής). Non essendo né sapiente né ignorante, Eros desidera la saggezza e la cerca instancabilmente, condizione che Platone identifica con la filosofia stessa: l'amore della sapienza.
Lo stesso passo (Genealogia di Eros) lo trovi qui: