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greco · Polibio
Polibio · Storie
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Polibio continua la sua riflessione sulla storia universale, criticando le storie parziali. Sostiene che chi legge solo resoconti su singole città rimane come cieco di fronte alla realtà complessiva, paragonabile a chi vedrebbe un corpo vivo smembrato e pensasse di comprenderne la bellezza.
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Ciò che non è possibile scorgere da coloro che scrivono storie particolari, se qualcuno non visiti città per città le più celebri, o per Zeus, non osservi quanto è stato scritto di esse separatamente gli uni dagli altri, subito suppone di aver compreso sia la forma del complesso ecumene sia l'intera disposizione e ordine di essa: cosa che non è affatto probabile. In generale infatti mi sembra che coloro che si persuadono di comprendere sufficientemente il tutto per mezzo della storia particolare pati qualcosa di simile a questo: come se vedendo disperse le parti di un animale vivo e bello, credessero di essere testimoni oculari dell'attività dello stesso animale e della sua bellezza. Se infatti qualcuno subito riunisse e portasse a perfezione di nuovo questo animale nella forma e nella grazia dell'anima, e poi lo mostrasse di nuovo ai medesimi spettatori, credo che rapidamente tutti loro ammetterebbero che prima erano rimasti molto lontani dalla verità e erano come chi sogna. È possibile ricevere una nozione delle cose totali da una prospettiva parziale, ma è impossibile avere scienza e conoscenza precisa. Perciò bisogna ritenere che la storia particolare contribuisca assai poco all'esperienza e alla credibilità dell'insieme. Ma solo dall'intreccio di tutte le cose tra loro e dal loro confronto, e inoltre dalla somiglianza e dalle differenze, potrebbe uno conseguire e essere capace di contemplare al contempo sia l'utile sia il piacevole che derivano dalla storia.
Οπερ εκ μεν των κατα μερος γραφοντων τας ιστοριας ουχ οιον τε συνιδειν, ει μη και τας επιφανεστατας πολεις τις κατα μιαν εκαστην επελθων η και νη Δια γεγραμμενας χωρις αλληλων θεασαμενος ευθεως υπολαμβανει κατανενοηκεναι και το της ολης οικουμενης σχημα και την συμπασαν αυτης θεσιν και ταξιν: οπερ εστιν ουδαμως εικος. Καθολου μεν γαρ εμοιγε δοκουσιν οι πεπεισμενοι δια της κατα μερος ιστοριας μετριως συνοψεσθαι τα ολα παραπλησιον τι πασχειν, ως αν ει τινες εμψυχου και καλου σωματος γεγονοτος διερριμμενα τα μερη θεωμενοι νομιζοιεν ικανως αυτοπται γινεσθαι της ενεργειας αυτου του ζωου και καλλονης. Ει γαρ τις αυτικα μαλα συνθεις και τελειον αυθις απεργασαμενος το ζωον τω τ' ειδει και τη της ψυχης ευπρεπεια καπειτα παλιν επιδεικνυοι τοις αυτοις εκεινοις, ταχεως αν οιμαι παντας αυτους ομολογησειν διοτι και λιαν πολυ τι της αληθειας απελειποντο προσθεν και παραπλησιοι τοις ονειρωττουσιν ησαν. Εννοιαν μεν γαρ λαβειν απο μερους των ολων δυνατον, επιστημην δε και γνωμην ατρεκη σχειν αδυνατον. Διο παντελως βραχυ τι νομιστεον συμβαλλεσθαι την κατα μερος ιστοριαν προς την των ολων εμπειριαν και πιστιν. Εκ μεντοι γε της απαντων προς αλληλα συμπλοκης και παραθεσεως, ετι δ' ομοιοτητος και διαφορας, μονως αν τις εφικοιτο και δυνηθειη κατοπτευσας αμα και το χρησιμον και το τερπνον εκ της ιστοριας αναλαβειν.
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I 122 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Ciò che non è possibile scorgere da coloro che scrivono storie particolari, se qualcuno non visiti città per città le più celebri, o per Zeus, non osservi quanto è stato scritto di esse separatamente gli uni dagli altri, subito suppone di aver compreso sia la forma del complesso ecumene sia l'intera disposizione e ordine di essa: cosa che non è affatto probabile. È l'inizio della versione di Polibio, Storie.
Polibio nella sua opera sostiene che le storie che trattano regioni separate non permettono di comprendere la realtà complessiva, come non si può capire un animale vivo guardandone le parti staccate; solo l'esame dell'insieme dà vera conoscenza.
Altri passi di Polibio già tradotti e analizzati.